LUCIANO LIGABUE: riapre le porte degli stadi e del rock (Recensione e scaletta)

Condividi

LUCIANO LIGABUE
05 luglio 2023
Stadio San Siro
Milano

Voto: 7,5
Recensione di Marco Rumori

Lo Stadio San Siro (o Meazza) di Milano pare essere un luogo molto familiare a Luciano Ligabue che alla cosiddetta “Scala del rock” si è esibito ben tredici volte in ventisei anni (come ricorda lui stesso dal palco) ed ogni volta raggiungendo ottimi risultati di pubblico.

Anche in questa occasione non è da meno, con uno stadio pieno ad accogliere il suo rientro in quella location; mancava da San Siro dal 28 giugno 2019 anno dell’ultimo tour negli stadi (“Start Tour 2019”). Era dunque un atteso ritorno che non ha deluso il pubblico.

È una “discesa in campo” marchiata rock quella di Luciano, che per le due ore dello show fa picchiare duro la band composta da Fede Poggipollini, Niccolò Bossini e Max Cottafavi alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere, Ivano Zanotti seduto dietro tamburi e piatti e Davide Pezzin al basso. Un assaggio di quello che sarebbe stato San Siro (e il 14 luglio sarà l’Olimpico di Roma) lo avevamo già avuto lo scorso marzo in due concerti di preparazione agli stadi che si erano svolti a Milano e Roma ma in piccoli club (Leggi qui la recensione). Quelle però erano condizioni particolari, una sorta di ritorno alle origini, in un contesto speciale, niente a che vedere con la potenza disponibile per questa esibizione.

Per il rientro a San Siro Luciano Ligabue ha scelto una scaletta che ripercorre la sua carriera, recupera alcuni brani che da tempo non suonava live e arriva a guardare il presente con l’ultimo singolo “Riderai” e anticipa il futuro presentando per la prima volta “Così come sei”, un brano assolutamente inedito che ritroveremo (insieme a “Riderai”) nel prossimo album “Dedicato a noi” previsto per il 22 settembre.

L’inizio del concerto vede Ligabue salire da solo sul palco dove, accompagnato dalla sua chitarra e dal coro del pubblico, esegue una parte di “Sogni di Rock’n’roll” prima di essere raggiunto dal gruppo che subito attacca prepotentemente con “Questa è la mia vita”. Da qui si aprono le porte del rock da cui i fan possono entrare liberamente, accompagnati da un volume altissimo e (finalmente) un’ottima qualità acustica.

La sfuriata iniziale termina quando arriva “Riderai”, una ballata in crescendo che inizia tranquilla per poi esplodere elettrica sul finale. Il cantato è accompagnato dallo scorrere del testo sullo schermo così da aiutare il pubblico a intonare insieme a Ligabue, visto che il brano ha pochi mesi e magari non tutti lo mandano ancora a memoria come invece succede per i classici.

Si va avanti e pochi brani dopo arriva “Salviamoci la pelle”, che in scaletta, non a caso precede proprio l’inedito “Così come sei”. Il motivo di questa sequenza lo spiega proprio Ligabue: “”Salviamoci la pelle” racconta di due ventenni che vogliono scappare dal loro destino. I protagonisti di “Così come sei” sono gli stessi ragazzi che si ritrovano trenta anni dopo e cercano di capire com’è andata.” È una ballata elettrica agrodolce molto “adult”, scritta da un 63enne che sta facendo i conti con il passare degli anni e lo scorrere della vita, sua e del suo pubblico. Aiuta la comprensione della canzone anche il testo sul mega schermo.

Si prosegue con alcune ballate potenti sino a ritornare prepotentemente al rock con una bellissima versione di “Balliamo sul mondo”, potente e cattiva, con quattro chitarre a suonare sul palco. Questo quartetto di sei corde lo troviamo più volte nel corso della serata. Le chitarre s’intrecciano, si duplicano, si sovrastano ma in ogni caso (che siano “solo” tre o quattro) dominano la serata, relegando le tastiere ad un ruolo di accompagnamento sostenute invece da una base ritmica potente.

Con “Lettera a G.” (e prima ancora con “Per sempre” si esplora il lato più intimo, personale addirittura familiare di Ligabue con queste due ballate accompagnate dal coro del pubblico, che in realtà canta su tutte le canzoni in un consueto atto partecipativo e liberatorio.

Si va avanti ancora alternando momenti più potenti ad altri meno, ma sempre sul filo delle canzoni classiche di Ligabue, sino ad arrivare all’immancabile “Certe notti” che vede l’intero stadio in piedi coinvolto nel canto (di una delle più iconiche e note canzoni della musica italiana). La solita finta fine a cui seguono poi i due brani conclusivi. Sulle note della classica chiusura di “Urlando contro il cielo” si va tutti a casa.

Per il suo ritorno a San Siro abbiamo visto un aggressivo, potente, muscolare Luciano Ligabue, che ha messo in campo la versione più rock di sé, accompagnato anche da una produzione curata, elegante ma non “invasiva”. In qualche modo è una sorpresa perché energia e potenza sono quelle di anni fa. Ritrovarlo in questa veste, in queste condizioni fa piacere. Ora in autunno ci saranno i palasport (preceduti dall’ennesima serie di live in Arena), ma questa è un’altra storia, tutta da ascoltare. Queste premesse però fanno sperare per il meglio. Il prossimo appuntamento è per il 14 luglio all’Olimpico di Roma (altro posto dove il Liga non è proprio un debuttante).

Scaletta

1. Sogni Di Rock ‘n’roll
2. Questa È La Mia Vita
3. I Ragazzi Sono In Giro
4. Riderai
5. Piccola Stella Senza Cielo
6. Salviamoci La Pelle
7. Così Come Sei
8. Una Vita Da Mediano
9. Eri Bellissima
10. È Venerdì Non Mi Rompete I Coglioni
11. Balliamo Sul Mondo
12. Per Sempre
13. Il Sale Della Terra
14. I Duri Hanno Due Cuori
15. Lettera A G
16. Libera Nos A Malo
17. Happy Hour
18. Ti Sento
19. Un Colpo All’anima
20. Marlon Brando È Sempre Lui
21. Il Peso Della Valigia
22. Si Viene E Si Va
23. Tra Palco E Realtà
24. Certe Notti

Bis
25. Non Cambierei Questa Vita Con Nessun’altra
26. Urlando Contro Il Cielo

https://www.facebook.com/ligabueofficial


Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *