ROBERT PLANT & ALISON KRAUSS: i mille volti dell’ex Led Zeppelin (Recensione)

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14 luglio 2022
Lucca

Recensione e foto di
Voto: 8

C’era molta attesa per l’unica data italiana del tour di & , per promuovere il loro secondo disco in coppia. Attesa dovuta principalmente più che a sentire i nuovi brani, alla di sentire quelli del passato di con i Led Zeppelin. Un passato troppo pesante e ingombrante per fingere che non ci sia. Moltissime infatti le magliette dedicate alla band inglese tra il pubblico, per buona parte molto avanti con gli anni, ma che comprende anche molte generazioni successive, a riprova di quanto la loro musica sia diventata col tempo intergenerazionale

Bravissimo a tenere questo passato quasi in disparte, ma senza rinnegarlo o fingerne la non esistenza. Ci sono quindi in scaletta alcuni brani degli Zeppelin, ma sempre rivisti con le sonorità dei lavori della coppia – Krauss. Ecco quindi che gli assoli di chitarra vengono sovente sostituiti da quelli del violino, sia della Krauss che del bravissimo Stuart Duncan Anche così “Rock and Roll” mantiene intatto il suo potenziale, e “When the Levee Breaks” assume una carica ancora più blues con un’esecuzione notevole. Questo anche grazie a una band di grande qualità (fenomenale la coppia ritmica di Jay Bellerose alla batteria e Dennis Crouch al basso, molto bravo JD McPherson alla chitarra, sorprendenti i molti strumentisti Stuart Duncan e Viktor Krauss) capace di gestire con assoluta maestria i passaggi dal blues di “Please Read the Letter”, splendida qui la prova vocale di , al country rock dei di Quattro, dall’r’n’b di Leave My Woman Alone al rock’n’roll degli Everly Brothers di Gone Gone Gone.

Nel repertorio di cover presenti in scaletta ci sono le fonti primarie del suono dei Led Zeppelin, ma è come se Plant le volesse tenere nascoste in secondo piano. Non dimentica comunque di citare i grandi bluesman a cui la storia degli Zeppelin deve molto (se non tutto) ma ricorda anche l’importanza dei grandi del rock and roll.

Questo modo di porsi è sicuramente la carta vincente del duo: non dimenticare il passato, facendo capire però che Plant – Krauss sono un’altra cosa. È soprattutto bravissimo il cantante inglese a scherzarci sopra, come quando nel bis si rivolge la pubblico con il suo classico “are you ready to rock?”, e sorridendo attacca, al posto dell’attesa “Whole Lotta Love”, con il country blues di “Can’t Let Go” dal repertorio di .

Ma soprattutto c’è , che ha dato prova di come si possa invecchiare con classe e con una voce strepitosa, che dall’iniziale “Rich Woman” si amalgama alla perfezione a quella più country oriented della Krauss, bravissima in “Trouble With My Lover”, comprimaria di lusso nella ricerca di nuove sonorità e evoluzioni del suono del cantante inglese.

Non possiamo in chiusura non ricordare che la serata è stata aperta da : molti tra il pubblico avevano storto il naso, forse non avendo ben presente le potenzialità della rocker catanese. Si sono dovuti ricredere: con un set veloce e intenso, in cui sono passati molto dei suoi brani più conosciuti (da “Contessa Miseria” a “Amore di plastica”, da “Parole di burro” a una travolgente “Geisha”) la Consoli, prima da sola poi nella seconda parte accompagnata alla voce e batteria dell’altrettanto brava ed eclettica , è riuscita a tenere in pugno il pubblico, conquistandosi applausi e approvazione con un’esibizione potente, suonando la chitarra acustica come fosse un’elettrica, con tanto di feedback e distorsioni.

Una serata perfettamente riuscita, con forse l’unico rammarico della scaletta ridotta di cinque brani per Plant e Krauss in confronto alle altre date del tour, ma con in più un’ora di energia rock e canzone d’autore di classe di Consoli – Rei.

SCALETTA:

ROBERT PLANT & ALISON KRAUSS: scaletta Lucca

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