BAREZZI FESTIVAL: il calendario dell’edizione 2026
BAREZZI FESTIVAL
L’edizione 2026 si svolgerà dal 10 al 13 dicembre a Parma
Ecco il calendario
Vent’anni di ebbrezza musicale per un festival in costante ascolto, che accoglie una musica viva e vibrante, che avvolge e rapisce, che si trasforma e si evolve insieme a chi la ascolta.
Torna per la sua ventesima edizione BAREZZI FESTIVAL, dal 10 al 13 dicembre 2026 a Parma e dintorni con un calendario ricco.
Peter Hook and The Light e Arab Strap nelle loro uniche date italiane, John Grant, Sébastien Tellier, Sleaford Mods, Gaia Banfi, Lamante e Davide Ambrogio, oltre all’evento in omaggio a Glen Handard “BEYOND ALL RETURN – A Tribute to Glen Hansard”, sono i protagonisti e le protagoniste di quattro giorni di concerti che confermano la capacità della rassegna di guardare al meglio del panorama musicale internazionale e italiano.
Una proposta musicale raffinata e ricercata che sa al tempo spesso individuare i suoni del futuro e raccogliere i migliori bagliori del passato per rifletterli nel presente, esplorandone nuovi significati e vibrazioni.
Biglietti disponibili su Posto Riservato.
Ideato e diretto da Giovanni Sparano, organizzato e prodotto dall’Associazione culturale Luce in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, Barezzi Festival mantiene le sue radici nella musica e nella città di Parma, ma distende i suoi rami in un percorso artistico ampio, raggiungendo diversi luoghi, forme e visioni.
Questi gli ospiti presenti nell’edizione 2026
PETER HOOK AND THE LIGHT unica data italiana, ARAB STRAP unica data italiana, JOHN GRANT, SÉBASTIEN TELLIER, SLEAFORD MODS, GAIA BANFI, LAMANTE, DAVIDE AMBROGIO e poi lo speciale appuntamento “BEYOND ALL RETURN – A Tribute to Glen Hansard”
Barezzi Festival negli anni ha ospitato centinaia di artisti internazionali tra i quali Wim Mertens, Echo and the Bunnymen, Nils Frahm, Brad Mehldau, Joshua Redman, Apparat, Philip Glass, Herbie Hancock, Rufus Wainwright, Gary Lucas, Ulver, Benjamin Clementine, The Notwist, Brian Auger, Fred Wesley, Morton Subotnick, Michael Kiwanuka, Kula Shaker, Anna Calvi, Fontaines D.C., Blonde Redhead, Calexico, Jesus And Mary Chain, José Gonzàlez, Andrew Bird, Lankum, Tom Smith, Spiritualized così come i migliori nomi della musica italiana come Franco Battiato, Paolo Conte, Giovanni Lindo Ferretti, Stefano Bollani, Brunori Sas, Carmen Consoli, Enrico Rava, Daniele Silvestri, Vasco Brondi, Iosonouncane e tanti altri.
IL PROGRAMMA MUSICALE DI BAREZZI FESTIVAL 2026
L’avventura musicale di Barezzi Festival comincia giovedì 10 dicembre come da tradizione a Busseto, patria di Giuseppe Verdi a cui è dedicato il teatro in cui si inaugura la ventesima edizione. Dopo la finale di Barezzi Lab in mattinata, il vincitore sale sul palco per aprire la serata, che vede come grande protagonista internazionale John Grant. L’eclettico e tormentato cantautore di Denver dal timbro vocale inconfondibile, un impasto baritonale profondo e caldo, è uno dei rari autori capaci di unire con efficacia ironia e intimismo, inquietudine e disincanto. Un concerto intenso, in equilibrio tra songwriting folk ed elettronica, in cui l’ex frontman degli Czar attraversa la sua discografia solista, dall’acclamato esordio Queen of Denmark, uscito nel 2010 per l’iconica etichetta Bella Union, fino al sesto e ultimo lavoro, The Art of The Lie.
Venerdì 11 dicembre si torna a casa, a Parma, per un appuntamento speciale e commovente. Alle 18 infatti il palco del Teatro Regio ospita “BEYOND ALL RETURN – A Tribute to Glen Hansard”, una serata che vuole omaggiare lo straordinario cantautore irlandese, prematuramente scomparso quest’anno, e che avrebbe dovuto essere tra gli ospiti di questa edizione. Un omaggio all’Artista e all’Uomo che ha incarnato un vero e proprio modo di vivere la musica. Una produzione originale in cui canzoni, immagini, poesia, testimonianze, atmosfera si fondono in un abbraccio di vera riconoscenza nei confronti di un grande musicista e della terra che lo ha generato.
Ad anticiparlo, alle 15, la proiezione gratuita (con ingresso prioritario ai possessori di biglietto per lo spettacolo successivo) nella sala concerti della Casa della Musica di Once, il film che lo vede co-protagonista oltre che autore delle musiche e di Falling Slowly, brano vincitore del Premio Oscar come Migliore Canzone Originale.
A seguire, alle 21.30, il live degli Sleaford Mods con il loro ultimo album The Demise of Planet X. Una visione dell’Apocalisse unica che, evitando i classici cliché della fine del mondo, immagina invece (senza troppa fatica) che a distruggerci sarà un lento e costante declino: una nebbia fatta di disfacimento e monotonia ripetitiva, di apatia sociale, entropia culturale e corruzione egoistica. Il disco è uno dei lavori più completi ed espressivi del duo britannico, il cui stile idiosincratico e irresistibile, fatto di elettronica minimale e massima lucidità, è diventato un manifesto creativo per un’intera generazione di artisti.
La giornata si chiude a The Hub con il concerto del polistrumentista calabrese Davide Ambrogio, che presenta il suo secondo album, Mater Nullius, tradotto dal latino “Madre di nessuno”. Un’opera che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. Attraverso una narrazione che fonde musica e ricerca, i 14 brani – scritti quasi tutti in dialetto – raccontano una storia di trasformazione interiore, simboleggiata da un dialogo tra la razionalità dell’uomo moderno e il suo lato inconscio, primitivo, archetipico e selvaggio.
Sabato 12 dicembre il Teatro Regio apre le porte alle 18 per il concerto di una figura chiave della french touch e uno degli artisti francesi più significativi dell’ultimo decennio, Sébastien Tellier. Talentuoso polistrumentista, Tellier ha esplorato nei suoi album diversi generi musicali, dal pop al folk fino alla musica elettronica: il suo ultimo e settimo disco, Kiss The Beast, uscito a gennaio 2026, è un lavoro massimalista, al tempo stesso eclettico e coerente, che ripercorre l’intero spettro sonoro attraversato durante la sua carriera proiettandolo verso territori nuovi e inattesi.
Alle 21.30 sul palco arriva l’unica data italiana di Peter Hook and the Light, il progetto in cui il celebre bassista e cantante inglese, membro fondatore dei Joy Division – gruppo di culto che ha ridefinito il post-punk anche grazie al suo sound inquietante e profondo del suo basso – e successivamente dei New Order, ripercorre dal vivo album dopo album l’intero catalogo delle due band. Il live a Barezzi è dedicato ai venticinque anni di Get Ready, settimo album dei New Order.
Per prepararsi al meglio al concerto, alle 15 nella Sala concerti della Casa della Musica Marco Pipitone e Luca Frazzi conducono l’incontro gratuito Shadowplay: un pomeriggio dentro il mondo dei Joy Division.
Chiude la serata a The Hub Lamante, che con il suo secondo album Non dico addio si conferma una delle nuove voci e penne più preziose. Un disco profondo e viscerale, in cui la cantautrice rinuncia a ogni sovrastruttura per lasciare emergere una scrittura libera, istintiva e profondamente autobiografica. Un lavoro che non cerca di spiegare il dolore, ma di attraversarlo, trasformandolo in suono, immagine e presenza.
Domenica 13 dicembre il festival si chiude con un doppio appuntamento: si comincia alle 17 al Teatro Magnani di Fidenza con l’unica data italiana degli Arab Strap, tra le realtà più singolari emerse dalla scena indipendente scozzese degli anni ’90, che nel tempo hanno costruito un’identità inconfondibile fondendo lo-fi, post-rock ed elettronica minimale con testi profondamente personali, intrisi di romanticismo disilluso, ironia e oscurità. Il duo porta a Barezzi Half-Told Tales, il nuovo disco uscito a trent’anni esatti dalla pubblicazione del loro primo singolo: un amalgama potente e coerente di post rock, elettronica e spoken word, di chitarre fragorose e aperture melodiche.
Alle 21, invece, a Borgo Santa Brigida a Parma spazio a una delle voci e dei progetti più interessanti in circolazione: Gaia Banfi. Cantautrice, produttrice e polistrumentista, con il suo ultimo acclamato album La Maccaia ha dato forma a un linguaggio profondamente personale nel quale convivono canzone d’autore, pop e sperimentazioni in campo elettronico. Il suo lavoro sta ottenendo ottimi riscontri anche all’estero, come dimostrano i tanti concerti in tutta Europa e l’esibizione per l’iconica radio americana KEXP.
Barezzi Festival, che prende il nome da Antonio Barezzi, l’illuminato mecenate di Giuseppe Verdi che ne intuì il genio e ne sostenne gli studi e l’inizio della carriera, è organizzato dall’Associazione culturale Luce in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma e con la direzione artistica di Giovanni Sparano.
Info: www.barezzifestival.it
info@barezzifestival.it
press@barezzifestival.it
