SUONI DAL FUTURO: il progetto che porta i giovani musicisti al centro della scena live INTERVISTA

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SUONI DAL FUTURO
Presentato il nuovo progetto live di Manuel Agnelli in collaborazione con la SIAE
L’intervista

Negli ultimi anni qualcosa si è mosso sotto la superficie della musica italiana. Nei piccoli club, nei locali improvvisati, nei concerti organizzati quasi per caso, sta emergendo una nuova generazione di musicisti che suona davvero, scrive le proprie canzoni e sale sul palco senza filtri. Da questa osservazione nasce SUONI DAL FUTURO, un progetto che vuole dare spazio e continuità ai talenti emergenti e ricostruire una rete di luoghi dove la musica possa crescere.

L’idea affonda le radici in un’intuizione maturata da Manuel Agnelli, musicista e frontman degli Afterhours, che negli ultimi anni ha osservato da vicino la scena underground.

«Sono stato in giro negli ultimi anni, un po’ casualmente, un po’ per merito di mia figlia Emma che suona in una band. Pensavo di trovare concertini in posti improbabili — e in effetti i posti erano improbabili — ma lì ho scoperto una vera miniera d’oro di talento.»

Una nuova generazione che riscopre la musica suonata

Quello che ha colpito Agnelli è stato il ritorno a un approccio diretto alla musica: strumenti veri, canzoni originali e poca tecnologia correttiva.

«Ho scoperto una tendenza tra i ragazzi più giovani, dai 15 ai 30 anni: suonare davvero gli strumenti, cantare senza autotune, scriversi le proprie canzoni.»

Per lui non è una novità — è il modo in cui è cresciuto musicalmente — ma negli ultimi anni quella attitudine sembrava scomparsa, schiacciata da un sistema dominato da streaming, algoritmi e produzioni standardizzate.

«Negli ultimi anni ho visto progressivamente sparire questa tendenza, in nome di pochi autori che scrivono per tanti e dell’algoritmo che decide cosa funziona.»

Eppure, proprio nei circuiti più piccoli, sta riaffiorando qualcosa di diverso: una scena viva, comunitaria, dove le band nascono e crescono insieme.

«Ho trovato una nuova generazione che scopre per la prima volta la potenza di questo linguaggio. È qualcosa che li rende meno soli e li fa riscoprire la comunità.»

Dal laboratorio “Carne Fresca” a Suoni dal Futuro

Da questa osservazione è nato un primo esperimento: Carne Fresca, una rassegna pensata come laboratorio per giovani band (LEGGI QUI).

«Volevamo dare loro un posto dove sbagliare, cambiare, crescere nel tempo e non essere costretti a tirare fuori subito una hit oppure sparire.»

Il progetto ha preso rapidamente forma: concerti, tour di apertura agli Afterhours, una compilation e il coinvolgimento dell’etichetta Woodworm.

Da quell’esperienza nasce oggi SUONI DAL FUTURO, un progetto molto più ampio, costruito insieme alla SIAE.

Il ruolo dei live club

Uno degli obiettivi principali è ricostruire un ecosistema musicale fatto di luoghi fisici dove gli artisti possano suonare e crescere.

«Vogliamo tornare a far sì che i live club diventino posti centrali per lo scambio culturale e musicale, non solo stanzoni vuoti da affittare ma luoghi con una direzione artistica.»

Per Agnelli, questo tipo di circuito è stato fondamentale negli anni ’80 e ’90.

«Alla fine degli anni ’90 noi, Afterhours, La Crus e Marlene Kuntz facevamo migliaia di persone senza finire in televisione o in radio. C’era un circuito enorme che viveva di musica.»

Un sistema parallelo che permetteva agli artisti di esistere senza dipendere dai grandi media.

«Quel tipo di possibilità deve tornare a esistere

Un progetto triennale per far crescere la scena

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche dalla SIAE, che ha deciso di sostenere il progetto con un piano triennale.

Il presidente Salvatore Nastasi racconta come l’idea sia nata durante un confronto con Agnelli alla SIAE Music Week.

«Abbiamo discusso per anni di algoritmi e numeri, ma appena finito il Covid c’è stata un’esplosione dei live. Il rapporto fisico tra pubblico e musica è ancora fortissimo.»

Da qui la decisione di sostenere i giovani artisti e creare uno spazio intermedio tra l’underground e gli stadi.

«Non esiste solo San Siro. C’è un mondo di mezzo, e in quel mondo di mezzo ci siamo noi,con i nostri iscritti e la lunga storia della SIAE»

Il progetto, e anche in questo sta la sua originalità, avrà bisogno di tempo per svilupparsi.

«Il terreno viene arato, viene seminato, deve germogliare. Prima di tre anni è difficile vedere i risultati.»

Un tour che attraversa l’Italia

Il primo passo concreto sarà un tour primaverile che partirà il 10 aprile e toccherà diversi club italiani:

Milano – Germi
Taranto – Spazioporto
Pesaro – Urbino
Palermo – I Candelai
Napoli – Auditorium 900
Roma – Wishlist Club
Bologna – Covo Club
Torino – Spazio 211

In totale sono previsti 96 concerti e 196 esibizioni, con almeno tre band per serata.

Tra i gruppi coinvolti nella prima edizione:

Dirty Noise
Diemma
Grida
Calumet
Marsonsuicide
Whalers

«Non stiamo facendo filantropia», chiarisce Agnelli. «Vogliamo ricostruire un sistema.»

Milano e la crisi dei luoghi della musica

La scelta di partire da Milano non è casuale. Lo sottolinea l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, ricordando come la città abbia perso molti dei suoi club storici.

«Milano ha perso luoghi importantissimi: dal Rolling Stone alla Salumeria della Musica, dal’Ohibò alla Casa 139, il Transilvania.»

Per questo, secondo l’assessore, è fondamentale riconoscere il valore culturale dei live club.

«Qualsiasi grande talento italiano o internazionale parte da un locale.»

Tra le idee sul tavolo ci sono registri ufficiali dei live club e forme di sostegno economico per le realtà che curano davvero la programmazione musicale.

Una rete per il futuro

L’obiettivo finale di Suoni dal Futuro è semplice ma ambizioso: ricreare una rete di locali e di artisti che possa sostenersi nel tempo.

«Se – dice il presidente SIAESalvatore Nastasi– tra tre anni avremo ricreato una rete di club dove anche artisti sconosciuti possano suonare in tutta Italia, allora sarà stato un grande successo, come anche quello di aumentare i nostri iscritti»

Ma per Agnelli il risultato più importante è già arrivato.

«Il successo c’è già: siamo riusciti a raccontare qualcosa che sta succedendo davvero.»

Una scintilla, come la definisce lui.

«Stiamo buttando un cerino. Speriamo che prenda fuoco tutto.»

https://www.facebook.com/germiLDC


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