PAOLA TURCI ha scommesso su di sé Recensione

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PAOLA TURCI VIVA DA MORIRE
TOUR
20 Maggio 2019
Auditorium Parco della Musica
Roma

Voto: 8
Di Francesca Amodio

Gioca in casa

Accoglienza calorosissima quella che il pubblico capitolino della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica riserva all’attesissima concittadina Paola Turci, che stasera presenta nella sua città l’ultimo, fortunato disco “Viva da morire”.

Il live come rinascita

Il live è lo step di un percorso di rinascita personale e artistico di cui la cantautrice romana ha reso partecipe il suo pubblico, nelle interviste degli ultimissimi anni ma anche e soprattutto nella musica, con dischi che parlano di bellezza, di accettazione, di cambiamento e di rinnovamento (“Io sono”, “Il secondo cuore”). “Viva da morire”, infatti, prodotto da Luca Chiaravalli, quindicesimo lavoro in studio della Turci, sembra presentarsi come un compendio di ciò, il tutto allegramente ed ironicamente visto in una chiave scanzonata, disimpegnata, solo in apparenza lontana dall’impegno civile assunto in passato, perché anche l’arrivo alla leggerezza presuppone un percorso impervio ed aspro, ed il traguardo della levità presume l’aver portato sulle spalle un fagotto in cui si sono pescati rabbia, delusione, incertezze, ma che l’energia ed il riscatto di Paola Turci hanno trasformato in magia buona, quella della musica.

Le canzoni

L’apertura è affidata alla nuova “L’arte di ricominciare”, seguita da “Viva da morire”, “La vita che ho deciso”, “Frontiera”, che ha soddisfatto i fan della prima ora col suo arrangiamento originale, “Mani giunte”, per arrivare quindi a “Volo così”, “Offline”, “Piccola”, “L’uomo di ieri”, “Ringrazio Dio” e culminare in quello che oramai potrebbe definirsi un cavallo di battaglia di Paola Turci, lo splendido omaggio a Domenico Modugno nella sua reinterpretazione di “Dio come ti amo”, indubbio akmé del concerto, cantata con sentimento e passione viscerali e con quel graffio proprio della vocalità cangiante di Paola.

Guarda! C’è Beppe!

Il live prosegue con l’arrivo dell’amico Beppe Fiorello, che Paola chiama con sé per ricomporre la coppia sanremese che sul palco dell’Ariston, nella serata dedicata ai duetti, presentò il brano “L’ultimo ostacolo”, in gara nella sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo. Ancora una volta la Turci delizia le orecchie dei suoi fedelissimi della prima ora con una sua chicca degli anni novanta, “Io e Maria”, riproposta stasera in una veste rock contemporanea ammaliante e trascinante e della quale l’attualità, come del resto sovente accade per la maggior parte del repertorio della carriera trentennale dell’artista, da sempre fortemente lungimirante e all’avanguardia, è ancora assolutamente vibrante.

Le cover e le hit

Le ultime note del concerto sono quindi affidate a “Saluto l’inverno”, “Un’emozione da poco”, acclamatissima e apprezzatissima versione di uno dei brani più carismatici di Anna Oxa, “Fatti bella per te”, brano presentato al Festival di Sanremo 2017 e che da allora è diventato un inno femminile, un urlo di libertà ed emancipazione ed un invito ad amare sé stessi, in primis, l’intramontabile “Bambini”, seguita da un momento fortemente intimista e toccante con “Attraversami il cuore” e “Ti amerò lo stesso”, fino alla chiusura assegnata a “Questione di sguardi”, anche questo fra i grandi successi di Paola Turci risalente al 2000, contenuta nel fortunato album “Mi basta il paradiso”.

Il tempo passa bene

Accompagnata dalla sua band storica ed ineccepibile, composta da Fernando Pantini alla chitarra, Pierpaolo Ranieri al basso, Roberto Procaccini alle tastiere e Fabrizio Fratepietro alla batteria, Paola Turci è mille volti e mille vite, e così è il suo spettacolo in musica che la riflette e la rispecchia perfettamente, in cui la potente voce della vigorosa artista, che il tempo non ha che arricchito di sfumature, conquista ed ammalia il pubblico romano che festosamente la celebra, apprezzando l’eclettismo e il camaleontismo di questa donna che non ha mai smesso e non smette mai di scommettere su di sé, rischiando e vincendo sempre.

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