EX-OTAGO: musica pop, dance ed autorale. Ecco la ricetta live. Recensione

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Live Milano
Cosa Fai Questa Notte? Tour2019
05 Aprile 2019
Fabrique
Milano

Voto: 6,5
Di

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Live Milano

Il nuovo tour dei genovesi è partito il 30 marzo da Torino con un clamoroso Sold Out (Teatro della Concordia). Pochi giorni dopo il tutto esaurito si è ripetuto anche al Fabrique di Milano. Un successo dunque che la band ha costruito in parecchi anni di carriera, cresciuta a piccoli passi passando dai minuscoli locali ai più capienti club italiani. L’ tassello di questo cammino è stato messo a Sanremo, dove i genovesi hanno partecipato all’edizione 2019 del festival cogliendo al volo la possibilità di aumentare in tal modo la loro visibilità.

Otagata

Quello che si vede dal palco di questo tour è ciò che i 5 della band definiscono “una vera e propria otagata”, dove il senso di questa parola è da intendersi come ”Gesto o azione riconducibile al mondo degli o che potenzialmente potrebbe essere stato compiuto da loro”. In altre parole, è uno spettacolo composto con diversi linguaggi musicali che vanno dal pop alla dance ed alla canzone d’autore, il tutto amalgamato e successivamente scisso in diverse sezioni di spettacolo. Un po’ una babele in cui alla fine si ritrovano suoni anni 80/90, un po’ di impegno, uno spicchio di rabbia ed uno (più grande) di romanticismo, una dose di trash voluto e ricercato ma controllato ed un pugno di sano cazzeggio e voglia di divertire e divertirsi.

La formula vincente

E’, stando a quanto visto al Fabrique, una formula vincente perché il pubblico non solo è accorso numeroso (superando anche gli stringenti controlli di sicurezza all’entrata, tanto che l’inizio del concerto è stato posticipato per la lunga fila formatasi fuori dal club) ma ha dato dimostrazioni di affetto e di vicinanza alla band. Tutti a cantare, tutti a ballare, tutti a sudare, tutti pigiati uno accanto all’altro e tutti felici di essere in quel luogo, in quel momento.

Sicuramente le protagoniste della serata sono le canzoni, ma alla resa totale contribuiscono anche altri elementi come le immagini che scorrono sul led wall alle spalle della band, le luci e, quando è il caso, una cassa dritta che invita a danzare. Dietro tutto questo c’è anche l’attenta e preziosa regia di Carlo Zoratti (già collaboratore di ) l’art director che ha anche curato tutta la parte dei visual.

Dal pop al tamarro style

L’inizio del concerto è tutto virato al pop d’autore, poi arriva la parte dance, quella trash e tamarra in cui scatenarsi e ballare, segue il momento più intimo (dove arriva anche una cover di voce e chitarra con una interpretazione molto particolare ed un po’ “frettolosa” e “freddolosa”) e si prosegue con la parte più autorale per tornare al pop ed esplodere poi nella festa finale dei bis.

In giro con l’abat jour

Questa la struttura della scaletta, molto variegata e molto a diversi gusti. I suoni invece sono omogenei, le canzoni, tutte molto semplici, sono suonate ma molto corali, non c’è un solo strumento che predomina: ora “comanda” la chitarra, ora le tastiere, ora l’elettronica, ora la cassa. C’è poi un altro elemento importante: il contatto col pubblico. Maurizio intona “Costa Rica” dal fondo della platea e poi si sposta, accompagnato dalla sua abat jour, a metà della sala per cantare una intima versione di “Stai Tranquillo”. A fatica infine riesce a risalire sul palco. Ma la parte teatrale prosegue anche nei bis, quando i 5 riportano l’atmosfera sanremese sul palco per cantare “Solo Una Canzone” (il loro brano festivaliero) tutti vestiti con uno smoking , che non levano nemmeno per i due scatenati brani che chiudono (dopo un’ora e mezzo) il concerto.

Il tour della consacrazione

Questo tour per i genovesi è quello della consacrazione, il tour della maturità in cui mettono in campo tutte le loro carte. Uno spettacolo che, paradossalmente, riassume ed amplifica tutto ciò che hanno fatto e sono gli oggi. C’è forse fin troppa roba nel piatto, c’è un po’ di tendenza ad esagerare, anche se in buona fede, consci e forti della propria crescita. Non tutto però “arriva” allo stesso modo. Visti dal “di fuori” dello zoccolo duro dei fan alcune cose sono superflue ed un po’ “facili”. Sicuramente sono una band, brava ma non eccezionale a tenere il palco, che ha lavorato e lavora duro per ottenere ciò che vogliono, capaci di crescere con pazienza e senza improvvise (ed ingiustificate) accelerazioni, consci delle proprie capacità e soprattutto ricchi di una grande modestia ed umiltà.

Live Milano

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