MODENA CITY RAMBLERS: dal live non si sfugge ma gli stadi non fanno per noi. Intervista

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Intervista
Un Cd live ed un tour. La vita sul palco

Intervista di

LEGGI QUI RECENSIONE DEL CONCERTO

Cd & tour, sono le normali sequenze e routine della professione musicista. Niente di strano dunque se anche i  seguono le regole e dopo un disco tornano nuovamente sul palco. L’unica “anomalia” in questo caso è che il tour segue un disco live, che a sua volta celebra un disco live….. Insomma, dal live in questo caso non si sfugge.

“Riaccolti” (Leggi qui recensione) è una celebrazione, nuovamente acustica, a 20 anni di distanza del primo Cd live della band emiliana (“Raccolti” uscito nel 98) a suo tempo registrato in un pub. A questo nuovo live raccolto, intimo e completamente unplugged ha fatto seguito un tour in cui si ripropongono in maniera più “robusta, quindi con un’atmosfera da club ma sempre con una strumentazione rigorosamente acustica da cui sono bandite ad esempio le chitarre elettriche (Leggi qui recensione del concerto di Milano).

VEDI PHOTOGALLERY DEL CONCERTO (FOTO HELGA BERNARDINI)

Con Franco D’Aniello, flautista e fiatista e storico membro dei MCR, abbiamo lungamente parlato del disco, del tour e dell’attività live della band.

Intervista
Partiamo dal Cd. Come nasce l’idea?

Avevamo un festeggiamento da fare: i 20 anni da “Raccolti” da quello che forse è il nostro live più significativo non solo di un modo di fare musica e non solo del nostro passato. Ai tempi non avevamo una carriera lunga e davamo l’immagine, sin dall’inizio, di essere un gruppo da pub, da locale. Quindi abbiamo colto l’occasione per festeggiare ed abbiamo deciso di non registrare in un pub perché era scontato e banale ed era un qualcosa di cui non c’era bisogno. Da un po’ di tempo stavamo pensando di fare un concerto all’Esagono (studio di registrazione di Rubiera, dove i Modena City Ramblers – e non solo – hanno registrato parecchi dischi ndr) che i nuovi proprietari hanno fatto tornare in vita e dove ogni domenica c’è un concerto nella sala di ripresa. Avevamo già intenzione di fare questa giornata e così abbiamo deciso di registrarla e tenerla come memoria. Il termine “Riaccolti”, un neologismo, si riferisce anche al fatto che siamo tornati all’Esagono, appunto nuovamente accolti in quel luogo a noi caro. Abbiamo registrato anche la parte video (“Riaccolti” è un Cd/DVD ndr) e le registrazioni non sono ritoccate, abbiamo lasciato anche gli errori, non li abbiamo sistemati in studio.

Modena City Ramblers Cd Cover
Come avete costruito la scaletta del nuovo Cd?

Siamo partiti con l’idea di scartare gran parte dei brani del disco originario; di “Raccolti”, sono rimasti solo alcuni brani. “Bella Ciao” invece l’abbiamo lasciata come traccia bonus nel DVD. Abbiamo cercato di ripercorrere in equilibrio tutta la carriera tra cose vecchie e più recenti e brani che facciamo poco e mai incisi dal vivo.

A questo disco ha fatto seguito un tour acustico, diverso però dal punto di vista strumentale e soprattutto sonoro rispetto al CD

Nel disco non c’è il basso elettrico e la batteria minimale, sono più percussioni. E’ realmente e completamente acustico. In tour siamo con batteria e basso acustico ma senza amplificazione, come i primi anni. L’impostazione però è sempre molto punk, punk folk, “violenti” nell’esposizione e nell’approccio. C’è sempre il nostro suono e concetto, quello apprezzato. In realtà per noi togliere l’elettricità sporca ancora di più, pur con meno ruvidezza. Dal vivo riproponiamo la scaletta di “Riaccolti” escludiamo solo qualche brano e poi aggiungiamo “Bella Ciao” ed una manciata di canzoni che non possiamo non fare (tra gli “irrinunciabili” comunque molte sono già nel disco ndr).

Un passato acustico, una vita elettrica ed ora un ritorno alle origini. Dell’anima originaria cosa rimane?

Tra 2 anni sono 30 anni che suoniamo, abbiamo migliaia di concerti alle spalle e penso che l’approccio, almeno per chi di noi c’era allora, è rimasto sempre quello, abbiamo le stesse dinamiche, ci approcciamo al pubblico nello stesso modo, non siamo cambiati. E’ una cosa strana ma dopo tanti anni ci divertiamo a suonare su un palco gigantesco e la sera dopo in un piccolo locale davanti a 200 persone. In questo senso forse il gruppo che ci più assomiglia è la ,

Che differenza c’è tra suonare davanti a 2/300 persone piuttosto che a 10.000?

Paradossalmente davanti a 10.000 è più facile, hai molti filtri che ti proteggono. Stare sul palco del 1° Maggio a Roma lo trovo più facile che suonare all’Esagono con un pubblico ristretto e selezionato. E’ la vicinanza delle persone che ti fa cambiare la percezione. L’adrenalina in Piazza San Giovanni è tanta, ti arriva una botta della gente che ti sembra di volare. Diversa è l’adrenalina di suonare davanti a 200, che ti toccano e che cantano insieme a te. E’ una sensazione molto bella. Lo ammettiamo: ci piace. Per questo per noi non è un fallimento un concerto con 2/300 persone anzi é uno stimolo per giocare e fare meglio per loro sapendo che hai tutti gli occhi addosso.

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Come si vede il mondo dal palco dei MCR?

E’ un mondo molto bello, ci sono tantissimi giovani, in particolar modo il sabato. Un pubblico che si rinnova, fatto di ragazzi che ancora sognano ed hanno qualcosa da dire. Per carità il nostro pubblico non è la massa del pop, quello dei firmacopie o degli idoli di Xfactor, abbiamo altri numeri, inferiori, però non sono pochi. Le nostre tematiche sono quelle che questi giovani hanno veramente a cuore e noi ci sentiamo responsabilizzati per le nostre parole. Il nostro è un pubblico che non esagera, si diverte e pensa.

Quale è la percentuale tra impegno e divertimento, due componenti essenziali della vostra musica?

Esattamente paritaria, non ci sarebbero i MCR e chi ci viene a vedere se non fosse un mix al 50%. Non saremmo credibili solo come oratori politici e nemmeno come musicisti puri. Il mix tra impegno e divertimento è vincente ed è quello che ci fa andare avanti e che la gente apprezza. In scaletta ad esempio “Le Lucertole Del Folk” subito prima di “Ebano” è la dimostrazione di questo mix.

E la percentuale di gradimento tra studio e live, quale è?

Ci piace di più il palco dello studio, questo da sempre anche se è bello dal punto di vista personale registrare e creare, però siamo una live band ed anche nei dischi portiamo sempre lo spirito, il calore e la “pasta” del live, altrimenti tutto è asettico e non ci piace. L’unica volta che abbiamo avuto un approccio diverso è stato con la produzione di Max Casacci per “Viva La Vida”.

Quindi trasportare i brani in versione live è un attimo!

E’ facile. Cambia poco perché nel disco c’è magari una chitarra elettrica in più, qualche sovraincisione e qualche frequenza diversa per motivi e luogo di ascolto. Dal vivo siamo noi sette, ci sono sette strumenti non di più, quindi più asciutti, essenziali. In realtà dal vivo si ascolta la canzone, difficilmente il suono. Se però da Mark Knopfler, che io adoro, sento che live la melodia è cambiata rispetto al disco mi da quasi fastidio. Lì però entriamo nel mondo del pop e del rock che ha altre dinamiche, noi siamo folk, quindi con uno spirito diverso.

Cosa significa un concerto per MCR?

E’ la stessa nostra vita, sia come persone che come gruppo. Non saprei definirlo. Paradossalmente se un nostro disco vendesse 10 milioni di copie nel mondo, così da poterci permettere di fare 10 concerti in altrettanti stadi, saremmo meno felici di adesso.

Modena City Ramblers Live
Ora quanti concerti fate all’anno?

Siamo in una media di 60/70 ma siamo “sulla strada” in maniera diversa, non in un’ottica rock, dove sei qualcuno se fai lo . Per noi del folk l’obbiettivo non è lo ma tanti concerti all’anno. L’unica cosa, mi piacerebbe per curiosità personale capire cosa significa avere un approccio diverso, come personalmente piacerebbe fare Sanremo, per confrontarmi con un altro mondo.

Avete intenzione di andare in studio? Avete materiale nuovo?

Adesso no. Questa estate saremo ancor in tour in questa formula che vogliamo portare dappertutto. L’anno prossimo o tra 2, un altro disco di inediti arriverà. Per ora non ne abbiamo parlato ma abbiamo sempre avuto gestazioni rapide.

Quindi estate live?

Sì. Faremo un primo maggio, non ricordo dove e poi dal 2 maggio ci prendiamo un mese di pausa per ricaricarci per ripartire poi con la nuova parte estiva del tour.

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