DECIBEL feat MIDGE URE : Sempre all’insegna del rock ma con meno immediatezza

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Con
Anticristo Tour
20 Maggio 2018

Milano

Voto: 7,5
di

Tutto, anche se con grande serietà, sembrava essere iniziato come una rimpatriata tra amici, poteva considerarsi la valvola di sfogo per la passione per il rock di , poteva sembrare un progetto a termine. Invece non è andata così. I sono proprio tornati. Al primo disco “Nobless Oblige” è seguito un tour che partito timidamente si è poi rivelato un grande successo con concerti invernali ed estivi. A quel punto i tre sono tornati sul palco di Sanremo con “Lettera Dal Duca” e nella serata degli ospiti hanno avuto sul palco l’ex frontman degli Ultravox Midge Ure. Ovviamente è arrivato “L’Anticristo” il secondo album per la band milanese e poi un nuovo tour teatrale iniziato il 13 aprile. La conclusione di questa prima parte è arrivata a Milano con una serata speciale dove Ruggeri, Capeccia a Muzio (insieme ai loro musicisti) sono stati affiancati nuovamente dall’Ultravox Midge Ure. Un’occasione unica e preziosa.

Un nuovo tour con delle caratteristiche inevitabilmente differenti rispetto al precedente. Differenze a partire dalla scaletta che ora può (e deve) “spalmarsi” sui due nuovi dischi del ritorno oltre che ovviamente sul passato ed allargarsi anche al repertorio Ultravox vista la presenza dell’ospite.

E’ un concerto rock quello che mettono in scena i , spesso è un (dichiarato) tributo al classic rock, a quella musica che come Ruggeri è la musica classica di oggi. Quindi non c’è da stupirsi se spesso ci sono evidenti (e graditi) riferimenti a Rolling Stones, Dire Straits, Doors, Roxy Music, , ed altri calibri del genere. E’ la musica che i tre hanno nelle ossa, quella, unitamente al punk ed alla new wave, con cui sono cresciuti, quella di formazione.

Se il primo disco si “bagnava le labbra” con tutto ciò, il secondo album ci si immerge in pieno e quindi anche i due spettacoli (quello dello scorso anno e quello di adesso) sono diversi. Il “Nobless Oblige tour” aveva dalla sua, come il disco, una maggior urgenza, quel gusto fresco del ritrovarsi tra amici a suonare qualcosa che diverte e che faccia divertire, un riallacciarsi alle radici un ritornare ragazzi. Il nuovo disco ha invece una maggior concretezza, è più quadrato, in qualche modo studiato, meno diretto, ingenuo e semplice. Se dal punto di vista discografico è un valore aggiunto il riflettersi di questo sul live non da lo stesso risultato.

Intendiamoci quello che i mettono in scena è nel complesso un bel concerto con però qualche ombra. Se l’inizio è “sparato” nello svolgimento della prima parte c’è un diverso approccio, arrivano infatti dei brani che pur su un’architettura rock introducono molto della canzone d’autore. Sembra quasi che l’anima di Ruggeri abbia in qualche modo preso il sopravvento sul progetto (tant’è che nel finale si pesca anche nel repertorio solista del cantautore). C’è un maggior protagonismo della canzone rispetto all’impatto ed alla semplicità del rock. Su questo poi si arriva ad un sipario calato che nella miglior tradizione teatrale interrompe il primo ed il secondo tempo e contemporaneamente “ammazza” la tensione rock e il flusso del concerto stesso. Traslando il tutto in termini calcistici si potrebbe dire che il primo tempo va in archivio con un risicato pareggio…..

La stessa sensazione sembra di averla al riaprirsi del sipario. Si inizia con un brano “ponte” che tuttavia lascia nuovamente spazio alla forza del rock tra composizioni nuove e classici della formazione milanese. E proprio sulla coda di uno di questi (Pernod) che l’assolo finale vede entrare sul palco Midge Ure. L’ex Ultravox, in compagnia della band, porta il concerto ad un livello altissimo sia emotivo che sonoro. C’è spazio per lui ovviamente. I si mettono al suo servizio, sono la resident band di un illustre ospite (e che band ….. e che ospite), mentre Ruggeri si limita alle percussioni elettroniche. Il musicista inglese regala due preziose perle degli Ultravox, due successi come “Hymn” (1982) e “Dancing With Tears In my Eyes” (1984) rese in una versione molto elettrica, chitarristica e potente con le tastiere in secondo piano. In platea molti appassionati della band inglese (pubblico contiguo a quello dei ). Il primo intervento di Midge Ure si chiude con una rilettura di “Starman” di Bowie eseguita in duetto con .

I continuano da soli e lo fanno proseguendo in quel mondo musicale costruito in tutto il concerto: un rock fatto di chitarre e tastiere che riportano alla fine anni ‘70 e primi ‘80 senza nemmeno dimenticare le atmosfere disco tipiche di quel periodo. Sul palco i due compagni di avventura di Ruggeri sono protagonisti fermi dietro i loro strumenti mentre il cantante si muove sul palco come un consumato performer quale è, riferendosi a comportamenti da matura rockstar. Da segnalare l’ottima qualità del suono in emissione: volumi, mix e calibratura degli strumenti e voce tutto corretto. Un vero piacere sentire un concerto così (purtroppo una sezione della parte alta della galleria era disturbata da un braccio con telecamera che riprendeva il concerto).

Con suoni robusti, tanto rock tra il vecchio ed il nuovo si arriva alla fine dello show affidata ad un brano intimo estratto dall’ CD segnato dalla tromba di Davide “Billa” Brambilla, il quale con il suo strumento segna anche il primo dei bis, una canzone lenta ancora dall’ lavoro in studio che poi lascia nuovamente spazio al rock. Chiudono una versione funkeggiante di “Contessa” ed il ritorno di Midge Ure sul palco per l’esecuzione in duetto della sanremese “Lettera Dal Duca”.

I seconda fase piacciono ma stupiscono meno rispetto al precedente tour. A volte prendere coscienza di se non fa benissimo, una dose di sana incoscienza (quasi giovanile) aiuta.

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