NEK: la sua prima volta in Arena. Recensione

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NEK in Arena
Unici Tour /Nek in Arena
21 Maggio 2017
Arena
Verona

Voto: 6,5
di Luca Trambusti

LEGGI QUI L’INTERVISTA

NEK in Arena

C’ha messo 25 anni Nek per arrivare ad un concerto in Arena. Un tempo necessario per mettere una bandiera tutta sua sul prestigioso anfiteatro conquistando il pubblico presente con un concerto vario, quanto appassionato.

In realtà l’esibizione veronese, come tutto il tour, è un’occasione per festeggiare anche i 20 anni della canzone che lo ha lanciato nell’olimpo del pop mondiale: la famigerata “Laura Non C’è”.

Dunque un’Arena tutta per lui che lo ha accolto a braccia aperte e con urla a squarciagola e buone vibrazioni ormonali ed alla quale Filippo ha risposto con la voce rotta dall’emozione superata solo con il secondo brano. Per il primo affaccio il musicista emiliano ha scelto una manciata di canzoni dal forte impatto, di grande energia. Una rottura del ghiaccio che lo ha portato subito a conquistare il pubblico. Superate le iniziali e comprensibili difficoltà Nek ha cercato subito l’empatia con la platea annunciando che quello appena iniziato sarebbe stato un concerto di emozioni, di divertimento ma anche di risate.

Ad accompagnarlo nel live ci sono un chitarrista (Chicco Gussoni), un chitarrista tastierista (Emiliano Fantuzzi), un basso (Lorenzo Poli) ed una batteria (Luciano Galloni), band di ottimi professionisti che fornisce un grande contributo alla resa sonora. Alle spalle dei musicisti scorrono dei visual che tuttavia durante tutto il concerto non danno un grande impatto visivo. In realtà tutto l’impianto extra musiale è sobrio, essenziale,non distrae dalla sostanza del concerto ovvero le canzoni.

Tra rock e pop

Terminata la parte introduttiva più energica lo show va avanti lasciando spazio alle ballate ed a momenti più melodici svelando così un’altra delle anime del concerto. E’ il momento in cui la vicinanza con il pubblico è più forte, la distanza palco platea si riduce e tutto si ammorbidisce senza tuttavia mai lasciare da parte l’essenza sonora. Spesso affiorano le classiche architetture del pop rock italiane con gli assoli di chitarra in chiusura dei brani.

Le citazioni

In questa seconda parte del concerto, ma anche – in misura diversa – nel resto dello spettacolo, esistono due piani di ascolto che stratificano la struttura dei brani. Da una parte la musica, l’armonia, che in questo caso è sempre perfettamente suonata da grandi artisti con suoni ben costruiti e parecchio vicini al rock (ci sono addirittura echi dei Pink Floyd ed innegabili richiami all’immancabile Sting ed una, per quanto breve, citazione di Hendrix). L’altro strato è costituito dalle melodie che si appoggiano a questa differente parte armonica. Il bilanciamento sonoro e stilistico però è tutto a favore del secondo strato, la voce e le sue linee melodiche, i testi (con i loro buoni sentimenti e con l’ “io e te” a farla da padrone) sono preminenti.

Vuoi sposarmi?

In questo tour e nella data di Verona nel mix tra pop e rock Nek ha privilegiato il pop senza tuttavia abbandonare completamene la sua anima rock. L’assetto melodico è anche quello che permette alla spettatrice Giusy , sulle note dell’intensa “Differente” (piano e voce) di ricevere la (vera) dichiarazione d’amore con richiesta di matrimonio dal suo fidanzato. E non sarà l’unica della serata

Arriva J Ax

Ad un certo punto però il concerto prende una piega differente. Lo spettacolo si trasferisce in platea dove arriva Nek che diventa “The King” e si cala nei panni del rapper, vestito con un accappatoio color oro da pugile il cantante ritorna sul palco occupato per l’occasione da un Dj, subito dopo questa “Sassuolo/Palmspring” Le luci si spengono e quando si riaccendono sul palco c’è anche J Ax, quello che Nek definisce “un fratello”. I due duettano in “Freud”, il brano contenuto in “Unici”, Un’occasione unica, un angolo esclusivamente dedicato pubblico dell’Arena. La presenza di J Ax regala allo spettacolo un momento di grande energia, coinvolgimento e divertimento. Al termine del brano grandi abbracci ed alla fine J Ax s’inginocchia davanti Nek e con un adeguato sottofondo musicale gli chiede di sposarlo, parodiando quanto successo pochi giorni prima tra Fedez e la sua fidanzata, L’intervento di J Ax è il momento di ilarità, delle risate di pancia come le chiama Nek. E’ anche un episodio di grande ed esplosivo spettacolo che infiamma l’Arena.

Tornato protagonista della scena Filippo si lancia ancora nel pop rock prima dell’angolo in cui si presenta al pubblico solo, con la sua Stratocaster per un intimo sipario voce e chitarra di tre brani.

Laura Non C’é

Ma tutta l’Arena è ormai in attesa del brano che 20 anni fa ha dato il via al grande successo di Nek il quale la introduce dicendo che ogni canzone è come una figlia e che questa è cresciuta ed ha ormai 20 anni. Ed attacca “Laura Non C’è”. Ovviamente cantata in coro da tutta il pubblico. -C’è spazio anche per una lacrima di Nek quando alla sua richiesta di un urlo da parte del pubblico a cui tutto il concerto è ovviamente dedicato. Una così potente ed emozionante risposta della platea scatena i sentimenti di Nek sopraffatto dall’emozione.

A seguire una manciata di bis per arrivare alla fine del concerto passando prima per “Fatti Avanti Amore” che scatena il ritmo e la danza sotto una pioggia di coriandoli.

Arena conquistata

Dunque all’Arena, ultima tappa primaverile del “Unici Tour” Nek ha portato tutto se stesso, il suo stile musicale e le sue canzoni raccogliendo amore e passione dal suo affezionato pubblico. Tutto questo è stato amplificato dalla magia dell’anfiteatro veronese che Nek ha conquistato a mani basse,

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