AVION TRAVEL: dopo 15 anni tornano con un nuovo disco ed un tour live. Intervista

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Tornano su disco e sul palco. Con Fausto Mesolella nel cuore

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Dopo 15 anni dal loro disco di inediti gli tornano al loro pubblico con un nuovo disco dal titolo “Privè”. Purtroppo il lavoro è segnato dalla tragica assenza di Fausto Mesolella. Il chitarrista della band è scomparso per un infarto il 30 marzo 2017, proprio quando la band aveva appena iniziato a lavorare a questo disco.

La formazione, sebbene segnata, ha ugualmente deciso di andare avanti nel lavoro scegliendo di non sostituire Fausto ma di fare entrane nel gruppo il giovane tastierista Duilio Galioto.

Avion Travel Copertina Cd Privé

Assenti dalla discografia ma non dal palco; infatti il loro tour è terminato all’inizio del 2017,. poco prima della scomparsa di Fausto ed altre date sono seguite. Ora, con il nuovo album da presentare, gli ripartono per un tour estivo che li porterà in giro per l’Italia.

Ecco le date sinora in calendario:

15 Giugno – Piangipane (Ra) – Teatro Socjale –
16 Giugno – Milano – Auditorium Fondazione Cariplo
23 Giugno – Portici/Napoli – Museo Naz. Ferroviario Di Pietrarsa
29 Giugno – Fiesole (Fi) – Teatro Romano /
2 Luglio – Parma – Arena Estiva Fondazione Teatro Due
20 Luglio – Roma – Estate Romana Casa Del Jazz
22 Luglio – Anacapri (Na) – Piazza San Nicola
31 Luglio – Ceglie Messapica (Br) – Piazza Plebiscito

Così scrive , il frontman del gruppo, sulle ragioni del disco:

“Due figure abitano questo disco: una amara e l’altra dolce. La prima sfugge alla canzone, la seconda la insegue. Una, diffida delle parole e l’altra si consegna alle parole stesse. Sembra che alcune canzoni si muovano sospettose, offendendo le altre che invece accolgono, consolano e scaldano. Le ultime si affidano alle parole, alla loro precisione, alla capacità di queste di rappresentare il mondo, ma le prime restano a smentire ciò, recitando oscuramente pulsioni e sensazioni. E’ doppia la natura di questo lavoro, come da sempre la natura di questo gruppo che in questi mesi ha rigenerato parte di se, come un piccolo animale dalla lunga vita, riaffidandosi a se stesso, alla sua piccola storia, alla propria varia identità. Corrono gli tra sentimenti opposti, generando con questo movimento il contrasto secondo la legge del dramma e a questa legge si votano in modo vitale e scomposto per un pugno di canzoni nuove.”

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Dopo tanti anni siete tornati su disco, senza in realtà mai sparire.

() Per tante ragioni ci siamo affidati a dei percorsi individuali con tante altre esperienze, diverse tra loro e tra di noi e per quanto mi riguarda molto teatrali. Quando ci siamo ritrovati per il disco c’è stata subito una forte complicità. Poi c’è stato l’evento drammatico della scomparsa di Fausto. Per il resto del lavoro siamo rimasti come quella sera con il più le tastiere che in qualche modo fanno il lavoro di Fausto, che comunque è presente in questo disco. Sua è la chitarra in un brano (Caro Maestro). Anche della scomparsa di Fausto ne abbiamo fatto una cosa molto privata.

(Peppe D’Argenzio) Duilio é più giovane, conosceva il repertorio e c’interessava capire quale fosse la visione della nostra musica da parte di un giovane

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Nonostante tutto c’è ancora il suono e lo stile degli .

(Peppe Servilo) Non era scontato. Eravamo molto in dubbio se ci fosse ancora. Le nostre diverse esperienze potevano portare ad un suono diverso, ad un nuovo modo di dire le cose.

(Peppe D’Argenzio) Essere band dopo più di 30 anni vuol dire condividere emozioni e ricordi, evocare e non citare tutto il nostro mondo cui facciamo riferimento. In questo disco ci sono gli stessi ingredienti di sempre ma semplificati, è un bonsai dei dischi storici.

() Siamo sofisticati ed hanno ragione a dircelo anche se la poi la gente riconosce in noi la nostra passione e propensione per la musica popolare, sino ad arrivare a Sanremo con una vittoria e altre belle partecipazioni.

(Peppe D’Argenzio) Ormai abbiamo accettato questo “status” e giudizio. Non lo sentiamo un limite, ormai ne siamo consapevoli, non ci piace la banalità.

A dire che eravamo complicati era lo stesso Fausto, che era il nostro legame con la musica popolare, Peccato poi che facesse cose difficilissime dal punto di vista tecnico che è l’opposto della musica popolare.

Il vostro stare sul palco ha sempre contenuto una sua teatralità. Sarà così ancora?

() Il concerto è teatrale di sua natura. Abbiamo sempre creduto nella canzone come espressione di una forma teatrale. D’altronde noi abbiamo la napoletanità, anche se di provincia (ride ndr) (loro arrivano da Caserta ndr) che ha sempre unito musica e teatralità. Non può quindi essere diversamente. Per noi l’attività concertistica è sempre stata centrale e continua ad esserlo. Continueremo quindi e cercheremo di riprodurre tutto il disco ed ovviamente altri brani storici.

Io sono un attore ed anche musicista autodidatta, con tutto quello che nel bene e nel male comporta ciò, e sono affascinato dal teatro, dai suoi tempi. Il teatro ha un tempo e durata umana, è un lavoro che si svolge in una condizione estrema sopratutto quella grande compagnia con grande dimensione, dove conta molto il lavoro di gruppo. Il cinema con i suoi tempi ed i suoi ritmi è un lavoro diverso, l’attore si mette al servizio del regista. Ho imparato ma mio fratello da Toni che a sua volta pensa il teatro in chiave musicale.

In cosa vi manca Fausto?

(Peppe Servillo) Il nostro mestiere ci permette di dare vita in maniera diversa alla mancanza. E’ un dolore che non va esibito ma ordinato. Da quest’evento drammatico ho imparato a non si può essere concentrati su se stessi, ho imparato che non puoi essere eterno, la morte è un grande tabù nel mondo attuale, che ti suggerisce che non moriremo mai. Ci deve essere un modo sano di vivere un’esperienza del genere e noi cerchiamo di farlo. Fausto c’è ma mi manca sul palco e mi mancherà sempre: è quello il momento peggiore. Nella vita di tutti i giorni c’è, lo sento. Era una persona debordante nel bene e nel male e quindi manca.

(Peppe D’Argenzio) Lui ci ha dato grande sicurezza. Nel disco è tra di noi è come se fosse presente, c’è sempre il suo punto di vista, per noi è una necessità.

Che sogno avete ancora?

(Peppe D’Argenzio) Di continuare a fare questo lavoro. Girare, fare concerti, incontrare la gente, fare le zingarate. Che è l’aspetto divertente di questo lavoro. Poi abbiamo tutti la fortuna di fare anche altre cose extra gruppo.

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