AVION TRAVEL: l’eleganza e la bellezza in musica e della musica. Recensione

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tornano in tour
Privé Tour
16 Giugno 2018
Auditorium Milano Fondazione Cariplo
Milano

Voto: 8,5
Di

tornano in tour

Parte da Milano il tour di presentazione del nuovo album “Privé” pubblicato dagli lo scorso maggio. Il nuovo lavoro vede il ritorno in discografia della band campana ed è il primo album realizzato senza la presenza di Fausto Mesolella, il chitarrista improvvisamente scomparso il 30 marzo 2017. Dopo il suo decesso la band ha continuato la propria attività live rivedendo la line up della Piccola Orchestra.

Scaletta
La formazione sul palco

 Nel bellissimo auditorium milanese gli (dopo la del giorno precedente a Piangipane in provincia di Ravenna) hanno dato il via ufficiale a questo nuovo tour che vede sul palco una new entry ed un ritorno. Siede nuovamente alle tastiere e davanti ad un microfono Mario Tronco (che ha anche curato la direzione artistica del nuovo disco) ed ancora alle tastiere il nuovo acquisto il giovane Duilio Galioto (“Abbiamo voluto vedere come un giovane musicista sentisse e reinterpretasse la nostra musica “ ha detto ). Con loro lo storico nucleo dell’Orchestra: , voce, Peppe D’Argenzio, sax, Ferruccio Spinetti, contrabbasso (da tempo anch’esso rientrato in formazione ) e Mimì Ciaramella, batteria

Un’eleganza fuori dal tempo

Quello degli è un concerto di un’eleganza che pare fuori dal tempo. Il mondo urlato, becero e senz’anima che a volte ci circonda, certa musica di “plastica”, fatta di bit o più semplicemente pensata per le classifiche ed un consumo usa e getta per un’ora e mezza resta fuori dalle porte dell’Auditorium. Servillo e soci hanno un approccio alla musica ed allo spettacolo di grande qualità, bellezza e sostanza. Con i loro suoni, le loro atmosfere regalano momenti unici, di grande delicatezza, un suono morbido, coinvolgente.

Servillo enorme

La presenza scenica di Servillo è enorme ma non copre mai la sostanza musicale del concerto. Certamente tutto lo show ha un approccio, propensione e vocazione teatrale guidato dalla mimica, dalla fisicità del cantante che riempie ma non invade, che lascia ampi spazio alla musica ed al resto della band in una perfetta fusione ed intreccio. Ognuno ha un ruolo e tutti lo rispettano a meraviglia rendendo anche lo spettacolo fluido ed appassionante.

Mesolella insostituibile

Dal punto di vista prettamente musicale la mancanza di una chitarra (Mesolella non è stato volutamente sostituito da un altro chitarrista) sposta un po’ gli orizzonti sonori della band e sposta l’accento sui sax (in diverse tonalità) accentuando l’anima jazz o sulle tastiere che invece danno un sapore a volte progressive. E’ comunque il mix sonoro e stilistico a risultare vincente la perfetta alchimia che unisce la canzone d’autore con la musica popolare, il jazz e tante altre sfumature. Senza mia scadere e sopratutto senza perdere di vista la naturale propensione all’eleganza ed alla qualità.

sul palco

La scaletta ovviamente punta sul nuovo disco senza dimenticare alcuni dei brani più significativi del passato della Piccola Orchestra. Nell’occasione sul palco milanese gli hanno ospitato Gino che per loro ha scritto il testo di un brano (Alfabeto) dell’ disco ed ha firmato l’intera “Dolce e Amaro”, che è quella che ha eseguito in un duetto con Servillo.

Alla presenza “immateriale” di Fausto Mesolella (leggi qui intervista con la band) gli regalano un concerto in cui si esalta il concetto di “bellezza”, intesa non solo come atmosfera e chiave di lettura ma anche come concetto pratico, nell’esecuzione e nello sviluppo sonoro e strutturale delle canzoni e dello spettacolo tutto senza mai perdere la loro anima popolare.

Da non lasciarsi scappare se amanti del bello, delle atmosfere che colpiscono. Altrimenti può essere una buona occasione per imparare.

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