OMAR PEDRINI: Lo zio rock in forma tra chitarre ed amici. Recensione

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OMAR PEDRINI live 2017
Dai Timoria ad oggi Tour
26 Ottobre 2017
Alcatraz
Milano

Voto: 8
Di Luca Trambusti

OMAR PEDRINI live 2017

E’ un piacere vedere Omar in forma dopo che le sue vicissitudini mediche avevano fatto spaventare tutti, in particolare suoi numerosi ammiratori. E’ evidente che lo”zio rock” è in forma e sta attraversando un buon periodo anche artistico.

Omar Pedrini Live Milano
Pubblico dei Timoria ma anche i giovani

Dopo l’uscita del disco il cantautore lombardo ha deciso di rimettersi in pista sui palchi. Poche date ma significative contraddistinguono questo tour. L’apertura è a Milano, città che da tempo lo ospita dopo aver abbandonato la sua Brescia. L’Alcatraz, nella sua versione “ridotta” alla fine si riempie e lo fa con un pubblico di fan e di appassionati ascoltatori. Ciò che colpisce è che la fascia di età del pubblico è variegata. Anzi. Si sbaglia chi aspettava di trovare i teenager degli anni ’90 ormai cresciuti, ovvero il pubblico dei Timoria. C’è anche quello ma non è SOLO quello, i trentenni (nella parte bassa del decennio) sono forse i più, pubblico che è SUO, non derivato dalla band, ascoltatori che hanno magari fatto un percorso a ritroso, tant’è che il riscontro sui brani della band è altissimo.

Amici ed emozione

La prima serata del tour, giocando in casa, si trasforma in una festa, con tanti ospiti che salgono sul palco. Omar inizia un po’ “tirato” evidentemente sente la pressione e l’emozione ma in pochi minuti tutto passa e prende la situazione in mano diventando il protagonista del palco, confermando la sua vocazione Rock. E’ un rock all’italiana che strizza l’occhio al brit ma sempre piacevole all’ascolto.

Dopo poche tracce sale sul palco l’atipico rapper milanese Dargen D’Amico che oltre a duettare brevemente con Omar si lancia in una bella versione improvvisata del suo successo “Io Quello Che Credo”. Da applausi

Il live painting di Matteo Guarnaccia

Mentre la musica fa il suo, alle spalle della band su un fondale bianco Matteo Guarnaccia (pittore, grafico, autore di parecchi libri e “pennello” di riferimento per il movimenti tra i fine ‘60 ed i ‘70) fa i suoi affascinanti disegni. Alla fine il pannello dipinto a Milano accompagnerà tutte le date del tour in giro per l’Italia.

Omàààààr Omàààààr Omààààr Omààààr

Inizialmente puntando soprattutto sul suo repertorio da solista il concerto prosegue con una grande credibilità, con parecchi graditi assoli di chitarra e la verve e carica rock di Pedrini. E’ un grande piacere vedere Omar che sul palco non si risparmia (nei limiti) e riversa una grande passione, sostenuto anche dall’affetto del pubblico che spesso intona il coro “Omàààààr Omàààààr Omààààr Omààààr” con la band che non perde occasione per sottolineare l’affetto con un chitarristico stacco musicale rock.

Omar Pedrini live Milano

Salgono ancora altri ospiti sul palco: i Modena City Ramblers Francesco Moneti e Franco D’Aniello che fanno entrare in un mondo folk rock con cui Omar suona il brano “Nonna Quercia” scritto in difesa di una vecchia quercia in pericolo di abbattimento nel piacentino (l’ambiente è uno dei temi che più stanno a cuore ….. ad Omar). Ancora un tuffo nel passato quando alle tastiere si siede Enrico Ghedi, il tastierista dei Timoria. Non solo musicisti tributano il loro affetto a Omar ma anche Nicolai Linin, l’autore di Educazione Siberiana, che legge una sua poesia scritta per il musicista.

Ospite internazionale

Sul finale sale anche Rayan O’Donnell un attore rocker che interpreta in Inghilterra i musical su Kinks e Who e con cui Omar esegue You Really Got Me e My Generation. Le presenze sul palco sono dettate da affetto, da una comune condivisione del piacere di suonare. Giovani e vecchie leve della musica italiana che si catalizzano intorno ad un protagonista della storia del rock in Italia. L’unica stonatura è quella di O’Donnell.

Sul palco salgono anche una giovane duo misto: Vittoria e Hayden Park Sulle note di brani dei Timoria (è un concerto tour “antologico”) il concerto si sta per chiudere. E’ il momento in cui la condivisione con il pubblico è al massimo. I classici della band sono ancora oggi amati e l’esperienza Timoria catalizza un bel pubblico, un abbraccio tra persone che, su o giù da un palco, hanno vissuto quella bellissima stagione a cavallo tra la fine degli ’80 ed i ’90 di cui i bresciani sono stati una pietra miliare.

Il concerto si conclude con un’esecuzione corale con tutti (quasi) gli ospiti di Freedom un brano dedicato all’amicizia. Un po’ retorico e melenso momento, unico piccolo neo di una bella serata potente e rock.

Pedrini. Un navigato rocker

Nel complesso Pedrini si conferma come un navigato rocker, che con onestà e credibilità segue un suo coerente percorso artistico. Mette in scena uno spettacolo di rock d’autore in cui è piacevole sentire le chitarre suonare ma anche quella propensione melodica di un certo rock italiano ed anche inglese.

Un onesto, passionale, caldo show sopportato anche dal pubblico ma soprattutto è piacevole vedere Omar stare sul palco e gli si perdonano con affetto anche alcune sbavature vocali.

OMAR PEDRINI live 2017
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