RADIOHEAD: La perfezione. Recensione

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15 giugno 2017
giorno 2
Autodromo di Monza

Voto: 10
Di Trambusti Luca

Secondo live italiano dei

Le aspettative per il secondo concerto italiano dei erano molto alte. Dello show di Firenze di due giorni prima le cronache narravano di un’esibizione di grande livello. Quello che è andato in scena a Monza è stata un’esibizione perfetta.

S’inizia con il tramonto

Il concerto ha inizio pochi minuti prima delle 21 30 quando il tramonto non ha ancora lasciato spazio al buio completo. Già questa luce crepuscolare, questo particolare momento della giornata con la sua forza cromatica, ci porta in un’atmosfera particolare, che viene amplificata ancor più dall’intro onirica del concerto. Il palco lontano e gigantesco è illuminato da dei fili di luce bianca, fissi, che danno un corposo sostegno visivo ai suoni.

Atmosfera magica

L’atmosfera è dunque magica sin dai primi istanti ed i 55 000 (stimati) presenti lo percepiscono immediatamente.

Il cambio sonoro arriva subito portandoci in un altro mondo, quello fatto di ritmo e di quel magico incastro tra suonato ed elettronico, il tutto condito con la melodia vocale segnate dal caratteristico falsetto che contraddistingue Tom York.

Questa è la formula dei , il loro modo d’intendere la musica. Dal vivo tutte queste caratteristiche assumono un sapore diverso, si amplificano e si esaltano molto più rispetto al disco ed al lavoro in studio

La band poi sembra in una serata di grazia, York accenna a parlare in italiano e tra un brano e l’altro qualche parola (anche a caso) nella nostra lingua. Curiosi sono gli inserti di una telecronaca italiana di calcio e di una partita di basket.

Avvolgenti

Con il tempo il concerto prende sempre più corpo. Si caratterizza per le sue sonorità, per i suoi ritmi rotondi e per i suoni avvolgenti segnati dalla chitarra e da un sapiente e perfetto uso dell’elettronica. E’ uno spettacolo che vive tutto sulle emozioni, su un rapporto tra musica e sensazioni, con suoni che stimolano la mente ed il cervello.

Le canzoni scorrono, sugli schermi le immagini sono quelle dei cinque musicisti composte e sovrapposte in un collage che indugia sui particolari con un montaggio velocissimo e con una cromaticità differente ad ogni brano (una volta verde, una viola, una blu e così via). Tutto questo contribuisce alla resa del concerto anche se il focus, l’elemento essenziale ed unico, resta la musica. La parte visuale è essenza stessa della musica con cui si compenetra perfettamente senza prevaricare. E la musica è ora ipnotica, ora ritmica, ora sognante, ora dolcemente potente. Una gamma di sfumature stilistiche che compongono il mondo musicale della band inglese. Un mix perfettamente bilanciato di sensazioni ed emozioni

Performance perfetta

La performance dei è di altissimo livello, perfetta. Non c’è un elemento fuori posto, un suono che non sia centrato, una canzone che non sia al suo posto, non una sbavatura, non un elemento stonato nel complesso. Perfetta la scaletta, perfette le luci, le immagini, nessun picco sonoro, nessun cedimento emotivo, piuttosto degli irrefrenabili crescendo. L’unico piccolo neo potrebbero essere le pause tra un brano e l’altro ma alla fine anche queste sono funzionali all’atmosfera.

Atmosfera e partecipazione

Le parole chiavi dell’esibizione a Monza sono dunque: atmosfera e partecipazione. La prima ti porta a seguire il flusso della musica ritrovandosi a volte persi nella stessa, ad ascoltare a bocca aperta ciò che si sta sentendo, a essere un tutt’uno con la musica, il suo ritmo pulsante o rotondo che ti culla o che ti esalta. Ci si ritrova immersi in ogni singolo suono, in un mondo in cui ogni brano ha una sua ragione ed una sua corda emotiva da toccare. Ci si ritrova anche a ballare, ai ritmi che i propongono con la loro musica che in questo senso non tradisce di certo.

Tutto questo arriva al pubblico; a parte i soliti immancabili che urlano e berciano parlando dei cazzi loro e ridendo indifferenti al concerto che invece meriterebbe attenzione e dedizione. La maggior parte, ognuno a suo modo, è catturato da questo flusso musicale che lega la band al pubblico. La partecipazione ballando o lasciandosi trasportare dai momenti più onirici, ipnotici e “di trans” del concerto, è completa. Chi sta seduto ammaliato, chi balla, chi semplicemente si gode i piacevoli momenti del concerto.

Incantano e regalano sensazioni indimenticabili

Nelle sue oltre due ore di esibizione i incantano, regalano emozioni e sensazioni indimenticabili, mettono in scena un concerto semplicemente perfetto, da ricordare e da catalogare tra gli “indimenticabili”. Non è una musica muscolare e fisica ma una dimostrazione di eleganza, di potenza emotiva e di perfetta costruzione sonora, mai banale, non certo semplice ed “Istantanea” ma figlia di un disegno ed un’architettura ben congeniata. Alla fine però niente è freddo, inespressivo…… anzi è l’esatto contrario.

Scaletta

Daydreaming
Desert island disk
Ful stop
Airbag
15 step
Myxomatosis
The national anthem
All I need
Pyramid song
Everything in its right place
Reckoner
Bloom
Weird fishes/Arpeggi
Idioteque
The Numbers
Exit Music (for a film)
Paranoid android

Bis:

No surprises
Nude
2+2=5
Bodysnatchers
Fake plastic trees

Secondo bis:

Creep
Karma Police

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