XAVIER RUDD: le tranquille atmosfere ritmiche. Recensione

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Recensione live
14 Giugno 2017
Parco Villa Tittoni
Desio (Mb)
Voto: 7
Di

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Live nel parco

Spetta al musicista australiano aprire la nuova edizione del Festival che si svolge nel bel parco dell’ottocentesca villa Tittoni a Desio, comune brianzolo nella provincia Monza Brianza. L’area è immersa nel verde, luogo ideale per sfuggire al calore estivo e passare una serata di musica in un bel contesto.

Parco Villa Tittoni
Villa Tittoni Desio (Mb)
Frickettoni e ambientalisti

, il primo prestigioso ospite, ci trasporta in quel magico mondo un po’ frichettone ed un po’ ambientalista che accompagna la sua musica, densa di atmosfere ma anche di ritmo. Ed in effetti questa è la cifra stilistica del concerto e sembrerebbe anche del pubblico, giovani freak 2.0. Durante l’esibizione il reggae, o il dub, si alternano ad altri momenti ritmici che si completano con ampi spazi acustici. A segnare il suono è però lo strumento caratteristico di Xavier: il Didgeridoo, strumento a fiato di origine aborigena. Il suono che emette è inconfondibile e riporta immediatamente alle origini australiane del musicista il quale ne fa un sapiente uso. E’ la sua impronta folk ed etnica coniugata con il rock più che con la world music.

Sotto qualche goccia di pioggia che non infastidisce di certo, il concerto inizia mostrando la sua parte più ritmica, quella in cui il “levare” del reggae la fa da padrona. Sono suoni caldi, avvolgenti, da ballare e/o da cui lasciarsi cullare. Sul palco c’è un trio che oltre a Rudd (che si alterna tra chitarre e Didgeridoo – suonandoli anche insieme grazie ad un “trespolo” che sostiene il lungo strumento a fiato) vede la presenza di un tastierista/bassista/programmatore ed un energico batterista/percussionista ma che alla bisogna non disdegna nemmeno l’ukulele, il quale verso la fine del concerto si esibisce in un muscolare assolo di batteria.

Xavier Rudd Live 2017
Cover ed hit

Nella seconda parte il suono si fa acustico, il ritmo rallenta ed “esplode” l’anima più pacata, emozionale della musica di Xavier. E’ il momento dell’immancabile cover di “No Woman No Cry” e di “Follow The Sun”, sulle cui note paradossalmente inizia a piovere. Nel cantato ed anche in alcuni passaggi sonori il ricordo va alle sonorità ed allo stile del Paul Simon di Graceland, quella commistione tra acustico, folk e suoni moderni. E’ il momento di grazia del concerto, quello della riflessione e del ballato più “morbido”.

Un dancefloor

La terza ed ultima parte invece riporta in alto il ritmo con sonorità più potenti e sono le occasioni in cui Rudd e soci danno il meglio. Se già durante il concerto è stato impossibile, anche nelle parti acustiche, ballare o al “minimo” scuotere ritmicamente la testa, in questa sezione finale il pubblico trasforma il parco in un Dancefloor open air. La partecipazione dei presenti, a tratti un po’ chiassosa, è massima e la musica coinvolgente. Scorrono le ultime canzoni, seguono i bis e sotto qualche bagliore di lampo, bagnati da una fresca e leggera pioggia estiva, che smorza il calore della giornata, Xavier manda tutti a casa felici e contenti.

Bello!

Recensione live
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