JOE JACKSON: SOLD OUT a Bologna e Milano
JOE JACKSON
Le date di Bologna e Milano a novembre 2026 sono SOLD OUT
Si avvicina il tour italiano diJOE JACKSONe sono sold out i concerti dell’11 novembre al Teatro Duse di Bolognae del14 novembre al Teatro Lirico di Milano
Ancora disponibili su Ticketone i biglietti per lo spettacolodel 12 novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Sala Sinopoli) di Roma.
Il leggendario artista britannico vincitore di un Grammy award porterà sui palchi italiani il nuovo album “Hope and Fury”, pubblicato lo scorso aprile.Virgin Radioè partner ufficiale delle tre date italiane dell’Hope and Fury Tour diJoe Jackson.
JOE JACKSON
HOPE AND FURY TOUR 2026
11 novembre– Teatro Duse –Bologna SOLD OUT
12 novembre– Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone (Sala Sinopoli) –Roma
14 novembre– Teatro Lirico –Milano SOLD OUT
Per info:www.virusconcerti.com
JOE JACKSONSOLD OUT
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JOE JACKSON
“Hope and Fury”
il nuovo album esce ad aprile 2026 e il tour farà tre tappe in Italia a novembre 2026
Il leggendario artista britannico vincitore di un Grammy awardJOE JACKSONtorna con un nuovo disco e un tour per il 2026.
Il nuovo albumHope and Furyuscirà in tutto il mondo il 10 aprile 2026.Joe Jacksonelasua band intraprenderanno un importante tour nel 2026 per accompagnarne la pubblicazione e in Italia potremo ascoltarlo
11 novembre 2026 Teatro Duse di Bologna,
12 novembre 2026 Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Sala Sinopoli) di Roma
14 novembre 2026 Teatro Lirico di Milano.
Virgin Radioè partner ufficiale delle tre date italiane dell’Hope and Fury Tour diJoe Jackson.
Biglietti in vendita dalle ore 10.00 del 14 novembre.
Per info:www.virusconcerti.com
«Hello cruel world / I’m not going away / So I might as well have my say», cantaJoe JacksoninHope and Fury, e non c’è dubbio che, in un momento in cui molti dei suoi contemporanei hanno perso la loro passione, il loro talento, la loro voceopersino la vita, Jackson continui a crescere sempre di più.
Sebbene spesso descritto come un artista camaleontico che “cambia continuamente stile”, Jackson sostiene che la maggior parte dei suoi album appartengano al “suo personale mainstream”: raccolte di canzoni pop sofisticate, che utilizzano combinazioni di strumenti e di ritmi diversi.
Allo stesso tempo, Jackson rivendica il diritto di allontanarsi dalla sua cifra stilistica abituale. Come ha dichiarato in una rara intervista recente per la rivista britannica Chap: «Ho sempre saputo che avrei fatto musica per tutta la vita. Quindi, ogni tanto, faccio qualcosa di diverso, per mantenerla interessante.»
Con Hope and Fury, Jackson torna al presente e al suo “JJ mainstream”, presentando nove nuovi brani di grande forza e ispirazione. Dopo aver gettato le basi dell’album ai Fuzz Factory Studios di Michael Tibes a Berlino, è tornato ai Reservoir Studios di New York con il co-produttore Patrick Dillett, riunendo la sua band “a intermittenza” dal 2016: il “bassista per la vita” Graham Maby, il chitarrista Teddy Kumpel e il batterista Doug Yowell — con l’aggiunta delle percussioni latine del musicista peruvianoPauloStagnaro.
Il risultato potrebbe ricordare ai fan un incrocio tra Fool (2019), Laughter and Lust (1991) e Night and Day (1982). Come quegli album, anche Hope and Fury trabocca di grandi melodie, testi intelligenti e originali e groove funky, con la voce e il pianoforte di Jackson forti come — se non più forti di — sempre. In linea con il titolo (un gioco ironico su Land of Hope and Glory), questo è un Joe Jacksonpiù inglese che mai, forse con un’eco dell’influenza diMaxChampion, con brani che sembrano riflettere un rapporto di amore e odio con la sua terra d’origine.
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