CHIARA GALIAZZO: “il nuovo disco è pensato per fare il tour nei teatri” Intervista
CHIARA GALIAZZO
Un tour e un disco che vivono sullo stesso piano. Da novembre torna nei teatri
Intervista diLuca Trambusti
C’è un momento in cui smetti di cercare la luce fuori e inizi ad accenderla tu ed è la tua luce.CHIARA GALIAZZOlo ha fatto con discrezione, senza proclami, costruendo negli ultimi anni un nuovo centro e delineando una nuova versione di sé.
Il risultato di questa elaborazione è “Nuova Luce”, un EP di quattro canzoni essenziali del suo repertorio, rilette con archi ed elettronica.
All’uscita del disco (avvenuta il 18 settembre 2026) seguirà un tour teatrale, in linea con l’atmosfera dell’album, che partirà dal Teatro Corte di Coriano il 20 novembre.
L’abbiamo incontrata tra prove e allestimento luci di quello che sarà un concerto speciale, per scoprire i dettagli e gli elementi che lo compongono.
Tu racconti che la gente, stupita, ti dice: “Ma canti ancora?”. Come mai e come vivi questa cosa?
Il “come mai” credo sia abbastanza comune, non penso che lo dicano solo a me. Se non ti vedono costantemente sotto i loro occhi, allora sembra che non stai lavorando, non stai cantando, non fai concerti. È un problema della condizione attuale del mondo della musica, e dell’arte in generale. E poi me lo chiedono da quando non mi hanno più vista a Sanremo.

Però in realtà non è così: hai una carriera che continua.
Per forza non è così, altrimenti avrei cambiato lavoro. All’inizio mi offendeva anche questa frase, poi l’ho assimilata e ne ho fatto quasi uno slogan, per avere l’opportunità di spiegare che il lavoro artistico è fatto di tanti livelli e di momenti diversi. Le carriere sono lunghe e non si misurano solo dalla televisioneodalla radio. Era anche un consiglio più generale: spingersi un po’ oltre nell’ascolto della musica
Come nasce l’idea dell’EP Nuova Luce? Perché rivedere proprio queste canzoni?
In realtà l’idea dell’EP nasce dal progetto del tour. Sono anni che volevo tornare nei teatri: dopo il Covid e per altri motivi non ho più suonato in quei contesti bellissimi. L’ultimomio tour teatrale risale al 2019. Ho sempre desiderato suonare con un quartetto d’archi, cosa che non ero ancora riuscita a fare. Dovendo riarrangiare molte canzoni per lo spettacolo, ho anticipato i tempi e pubblicato il disco. Abbiamo inciso brani che non potevano mancare perché sono tra i più famosi, alcuni dei quali sono diventati virali su TikTok. Hanno raggiunto un pubblico nuovo e molto giovane: è stato surreale. Negli anni ai concerti venivano persone più adulte, e poi all’improvviso sono arrivati i ragazzini grazie a TikTok.
Quindi questo è un disco pensato per il tour?
Assolutamente sì.
E come sarà questo tour?
Sarà basato su un concerto con le mie canzoni riarrangiate per quartetto d’archi ed elettronica: un connubio molto bello. Il progetto è incentrato sulla luce, quindi sarà un’esperienza visiva oltre che musicale. Io sarò al centro, ma fino a un certo punto: vorrei che insieme ai musicisti fossimo un’unica cosa con la luce e la musica, che ne uscisse qualcosa di corale. Ci stiamo lavorando da molti mesi: è un lavoro lungo e complesso per ottenere esattamente quello che voglio.

È un’impostazione molto teatrale: il teatro è il luogo adatto?
Sì. In piazza o in contesti all’aperto sarebbe molto complicato. Vorrei che il pubblico fosse avvolto dalla luce e dalla musica, e questo è possibile solo in un luogo raccolto dove le persone sono sedute.
Quanti sarete sul palco?
Sette.
Porterai le canzoni dell’EP e aggiungerai altro? Sarà nello stesso stile?
Abbiamo deciso di introdurre una cover nuova. Non posso svelarla perché è venuta talmente bene che ci ha sorpresi: sarà una curiosità da ascoltare. Rimane tutto nello stile quartetto d’archi ed elettronica, non ci saranno deviazioni. Lo spettacolo è quello. Scegliere le canzoni è stato difficile perché ne avrei tante altre da inserire: una cover nuova ha tolto il posto a un mio brano.
Quale sarà lo spirito con cui salirai sul palco?
Credo che sarà quello che avrei sempre dovuto essere. Questo progetto mi sembra molto sensato e lineare: è esattamente quello che avrei sempre voluto fare. Quindi non sarà difficile salire sul palco perché sarò nel mio elemento. Sarò comunque agitata, mi verrà la nausea, sarò isterica come sempre il giorno prima, ma mi sentirò a mio agio.
È un salto rispetto al passato o un’evoluzione?
È un’evoluzione, non una rivoluzione. Negli anni ho capito che le mie canzoni funzionano anche in forma ridotta, spesso molto acustica: se non avessero senso anche in versione chitarra e voce non avrei retto certi tour in cui sono solo io e una chitarra. Questo progetto prende tutto quello che ho fatto finora e gli dà un’altra veste, senza stravolgere l’essenza. Sono sempre io, solo che mi vedo con una luce nuova.
Avrai degli ospiti?
Non lo so ancora, ci stiamo pensando. Se ci saranno dovranno avere un senso nel progetto: non farò i soliti featuring dimodase non sono funzionali.
Cosa significa per te stare sul palco?
Significa esserci completamente, rendermi conto di essere lì e poi staccare la testa. Quando sono sul palco smetto di pensare a tutto il resto — ansie, futuro, passato — e mi lascio trasportare dal momento.
Che idea ti sei fatta del tuo pubblico, guardando dal palco?
È vario. Ci sono molte donne, anche di età matura; in generale il pubblico è più adulto che giovane, ma tanti mi conoscono oggi grazie a due canzoni su TikTok. Ultimamente vedo molte bambine: cantano le mie canzoni nelle scuole di canto e spesso vengo taggata in video di ragazzine che cantano i miei pezzi. È una delle cose più belle: sono onorata. Per questo mi hanno anche invitata a The Voice Kids.
Com’è cambiato il tuo modo di lavorare e come ti senti cambiata in questi anni?
Sono più consapevole, grazie a quello che ho imparato. Quando ho iniziato non sapevo niente; adesso so come funziona, nel bene e nel male. Ho sempre cercato di seguire ciò che mi piace, senza rincorrere a tutti i costi quello che “funziona”. Non voglio fare la snob: uso TikTok e sono dentro il mondo di oggi, perché fare la snob è un atteggiamento sbagliato. Credo sia controproducente: se ti comporti così, diventi vecchio. Continuo a fare il mio mestiere come posso e, se le luci della ribalta arrivano, arrivano quando vogliono; intanto io mi sono accesa la mia luce da sola.

Quanto è importante il live, il contatto col pubblico, nell’essere artista?
È fondamentale. Se dovessi basarmi solo su streaming e piattaforme non potrei più fare questo lavoro. Il mio tipo di musica non è sempre quello che queste piattaforme privilegiano, anche se la situazione è migliorata. Ma salire sul palco e vedere le persone dà una sensazione vitale: ti fa venire voglia di continuare. Ti conferma che c’è un mondo là fuori che ascolta e che vale la pena andare avanti. Ultimamente mi sembra che ci siano mondi separati.
Il live può essere il termometro del successo?
Non so più nemmeno cosa significhi “successo”. Il live serve a capire se hai un pubblico, se rimane, se ha apprezzato il concerto, se canta con te. Per qualcuno il successo può essere 5 persone, per altri un milione: è una questione relativa. Gli artisti non dovrebbero ossessionarsi con questa parola; al massimo la usano gli altri, giornalisti, agenzie, ma non l’artista come obiettivo primario.
Sei fruitrice di concerti? Qual è stato l’ultimo che hai visto?
Sì, ma preferisco i luoghi seduti come il teatro. L’ultimo concerto che ho visto è stato quello di Dardust. Sono andata anche a un live diAuroraall’Alcatraz in piedi, ma evito i posti troppo grandi: non mi piace il concetto della folla di centomila persone. Anche se un giorno dovesse succedere che tutti volessero venire a sentirmi (Ride ndi), spezzetterei comunque il pubblico: io devo vedere le persone, è nella mia natura.
Il concetto di residency sta diventando una cifra nel mondo live.
È vero. Ho molto apprezzato la scelta di chi ha intrapreso questa strada e di chi l’ha già fatta.
Queste le prime date annunciate di“Nuova Luce”:
20 novembre – Coriano (RN), Teatro CorTe
23 novembre – Milano, Teatro Manzoni
27 novembre – Mestre (VE), Teatro Corso
9 dicembre – Ferrara, Teatro Nuovo
17 dicembre – Roma, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
12 febbraio – Piangipane (RA), Teatro Socjale
21 febbraio – Altamura (BA), Teatro Mercadante
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