DIAMANDA GALÁS nel 2026 tre concerti in Italia
DIAMANDA GALÁS
A settembre 2026 la cantante americana arriva in Italia per tre concerti dove presenta le nuove produzioni discografiche
Dopo la pubblicazione di “You Must Be Certain of the Devil” e di De‑formation: Second Piano Variations”, e dopo una serie di concerti in Portogallo all’inizio dell’anno, DIAMANDA GALÁS torna in Italia nel 2026 per tre appuntamenti esclusivi.
La cantante d’avanguardia, compositrice e pianista sarà nel nostro paese con il seguente calendario:
23 settembre 2026 Auditorium Santa Chiara Trento
26 settembre 2026 Il Rumore del Lutto Festival Auditorium Paganini, Parma
30 settembre 2026 Teatro La Fenice Senigallia
Biglietti disponibili su ponderosa.it
Tre occasione per assistere dal vivo a una delle artiste più radicali e visionarie del panorama contemporaneo.
Le date italiane seguono l’uscita di due lavori di grande rilievo: la ristampa rimasterizzata del suo album del 1988, “You Must Be Certain of the Devil”, inserita tra le migliori ristampe dell’anno da The Quietus, e “De‑formation: Second Piano Variations”, registrazione live della rielaborazione della partitura pianistica di Das Fieberspital (The Fever Hospital), eseguita in una intima performance a lume di candela nell’auditorium sotterraneo della Pinault Gallery nella primavera del 2025.
Dal suo debutto artistico, avvenuto nel 1979, Galás ha ottenuto il plauso del pubblico e della critica internazionali per la grande originalità e l’intensità politica delle sue performance. Artista di straordinaria potenza espressiva e rigore concettuale, Diamanda Galás occupa una posizione singolare nel panorama della musica contemporanea, muovendosi fra performance, composizione, installazione e ricerca vocale radicale.
Con la fondazione della sua etichetta indipendente, Intravenal Sound Operations, nel 2017, Galás ha attraversato uno dei periodi più prolifici della sua carriera: l’etichetta ha promosso una serie di ristampe rimasterizzate del suo vasto catalogo, rilanciando al pubblico internazionale opere fondamentali della sua produzione.
DIAMANDA GALÁS – NOTA BIOGRAFICA
Nata a San Diego, Diamanda Galás si forma tra musica classica e jazz. Ancora giovanissima accompagna il coro gospel del padre, di origine greco‑micrasiatica, e suona nella sua band in stile New Orleans; a 14 anni si esibisce come pianista solista con la San Diego Symphony.
Negli anni seguenti collabora con importanti protagonisti della scena jazz d’avanguardia, tra cui Bobby Bradford, David Murray, Butch Morris, Mark Dresser e lo scrittore e critico Stanley Crouch. Nel 1979 realizza la sua prima performance pubblica partecipando a un’opera di Vinko Globokar, in collaborazione con Amnesty International, dedicata alla tortura e all’assassinio di una donna turca accusata di tradimento.
Nel 1982 pubblica il suo album di debutto, The Litanies of Satan, che rivela fin da subito il suo approccio radicale alla vocalità, tra tecniche estese e sperimentazioni multiphoniche. Nel corso della sua carriera ha affrontato temi estremi e universali come l’AIDS (con opere come The Divine Punishment e Saint of the Pit), il genocidio e la malattia mentale, oltre a comporre per voce e pianoforte su testi di poeti in esilio.
Nel 1994 collabora con John Paul Jones dei Led Zeppelin per l’album The Sporting Life. Il suo lavoro più recente, Broken Gargoyles (2022), impiega un’ampia gamma di tecniche vocali e strumentali per esplorare gli effetti del trauma sul sistema nervoso umano; Pitchfork l’ha definita «un’artista che esiste in un universo a sé».
