EUGENIO FINARDI: la voce dei ricordi Recensione spettacolo teatrale e scaletta live Milano
EUGENIO FINARDI
Recensione spettacolo teatrale e scaletta live
Voce Umana
13 aprile 2026
Teatro Manzoni
Milano
Recensione di Luca Trambusti
VOTO: 👏👏👏
EUGENIO FINARDI può fare qualunque cosa voglia, un po’ per una sorta di “rendita di posizione”, un po’ perché ha un repertorio molto vasto, un po’ per bravura e infine anche perché le sue passioni sono molteplici ed ora, libero da ogni altro vincolo, può percorrere strade diverse.
Lo spettacolo a teatro
Così può “tenere in piedi” anche tre tournée, o meglio tre spettacoli diversi, come ha fatto la scorsa stagione invernale, per festeggiare i suoi 50 anni di carriera. Oltre a “TUTTO ‘75-‘25” e “TUTTO ‘75-’25 ACOUSTIC DUO” il cantautore milanese ha chiuso a Milano il terzo “giro” di spettacoli teatrali andati in scena sotto il titolo “VOCE UMANA”.
In un vero contesto teatrale, Finardi, accompagnato dal fido chitarrista Giovanni “Giuvazza” Maggiore, ha messo in scena uno spettacolo intimo e personale in cui le parole, o meglio i racconti, espresse tramite la voce sono al centro, posizione che scambiano con una manciata di canzoni del suo repertorio riarrangiate in maniera diversa e una serie di accenni di cover rock (ma c’è anche “Bandiera rossa”).
Le voci e i ricordi
Su una scena scarna essenziale – un tavolino, qualche case per gli strumenti e la postazione del chitarrista – Eugenio parte da un discorso sul ruolo della voce – intesa come strumento espressivo, identità e memoria – della sua importanza, della sua impostazione e dei diversi stili con cui esce dal corpo. Queste osservazioni danno spunto ad altre riflessioni, ma generano anche tanti ricordi. È così che Finardi cita e approfondisce (anche in maniera divertente) la tipologia di voce di grandi cantanti come Fabrizio De Andrè (e il figlio Cristiano), Lucio Dalla, Battisti, Battiato e arriva al teatro di Carmelo Bene (beh parlando di “voce” è imprescindibile) e ovviamente al “fratellone” – come lo definisce lui – Demetrio Stratos ( per lui quella di Demetrio e di Andrea Parodi sono le due migliori voci italiane sinora espresse). Ad accompagnare le riflessioni anche i ricordi di prima mano legati a questi nomi.
Da lì poi c’è l’aggancio per ripercorrere la sua carriera, e anche la sua vita, rileggendola attraverso aneddoti, alcuni divertenti (come quello del microfono di Frank Sinatra) e altri dolorosi (come quello del concerto per Demetrio Stratos del 14 giugno 1979) e soprattutto ci sono le sua canzoni che spesso vengono analizzate e “spiegate” per aneddoti e ricordi.

La dinamica narrativa
Il ritmo dello spettacolo è incalzante, Finardi e “Giuvazza” interagiscono tra loro, in una postura molto teatrale (Finardi confessa che da ragazzo ha studiato teatro e voleva intraprendere quella strada). Tutto così si trasforma in una sorta di viaggio biografico, a volte “a cavallo” di altri personaggi, a volte in prima persona. C’è un filo rosso, quello della voce, che spesso s’interrompe per poi riprendere e che pare essere più un punto di partenza, una linea da cui allontanarsi per esplorare ricordi e passioni con una grande dinamica narrativa.
Dal suo patrimonio artistico poi Finardi pesca canzoni simbolo ma anche altre che da tempo non fanno parte del suo repertorio live. Ad accompagnarlo le riletture per chitarra, acustica o elettrica, con il supporto di basi elettroniche che si uniscono allo strumento. Finardi imbraccia la chitarra acustica solo nell’esecuzione di “Hold On”, il brano di Mahalia Jackson che il cantautore milanese eseguì, con il dolore nel cuore, durante il concerto a Milano nel 1979 per raccogliere fondi per le cure di Demetrio Stratos trasformatosi poi in una drammatica celebrazione a causa della scomparsa del cantante.
Ha tanto da raccontare
Insomma Eugenio in cinquanta anni di brillante carriera di cose da raccontare ne ha, e in questa occasione lo fa in prima persona, aprendo il suo scrigno dei ricordi, mostrandole e condividendole in maniera brillante con il pubblico. La chiusura a Milano ha dimostrato l’affetto del pubblico della sua città e così dopo il canonico rientro per altri due pezzi la platea del teatro lo ha voluto in scena per un’ulteriore esecuzione. Alla fine applausi con standing ovation meritati.
Scaletta
La forza dell’amore
Mio cucciolo d’uomo
La battaglia
Oggi ho imparato a volare
Hold on (Cover)
Le ragazze di Osaka
Dolce Italia
Un uomo
Non è nel cuore
Notte
500 sogni
La mano di uno che sa
Encore
Musica ribelle
Extraterrestre
Encore 2
Amore diverso/The Lion sleeps tonight
Citazioni di
Amazing Grace
Who Are You (The Who)
TAG: Eugenio Finardi
www.youtube.com/@eugeniofinardi/featured
www.instagram.com/eugeniofinardi/
www.facebook.com/EUGENIOFINARDIOFFICIA

