JOE BASTIANICH & LA TERZA CLASSE: il cuore dell’America pompa il sangue di Napoli (Recensione)

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JOE BASTIANICH & LA TERZA CLASSE
27 dicembre 2021
ARCI Bellezza
Milano

Recensione di: Luca Trambusti
Voto
: 8

Merce rara assistere ad un concerto in questi tempi. Eppure si può fare. La dimostrazione arriva dal live di Milano di Joe Bastianich & La Terza Classe. Nella “sala grande” del circolo ARCI Bellezza hanno trovato posto una sessantina di persone (prossimi al sold out), tutte sedute, ben distanziate, con mascherine e con il rigoroso controllo del green pass. Il cronista si è sentito perfettamente al sicuro (anche più delle riunioni familiari dei gironi precedenti). Certo una capienza limitata non favorisce la resa e la sostenibilità economica del concerto ma francamente in una serata (piovosa) a cavallo tra le feste e nelle condizioni attuali è stato un successo. Grazie anche alla capacità dei protagonisti dello show.

Joe Bastianich è un personaggio molto noto, incubato nel tubo catodico (o meglio nella tecnologia che l’ha sostituito) è arrivato dall’America come imprenditore della ristorazione di origine italo americana (le origini sono friulane) per poi, vista la capacità ed il successo, aprirsi ad altri ambiti nello spettacolo. In queste condizioni Joe è riuscito a dare spazio anche ala sua altra grande passione: la musica. La scelta in questo campo si è mossa verso il rock e ultimamente il folk americano e le radici della musica d’oltreoceano cioè il bluegrass.

Una scelta di qualità, un po’ strana perché lontana dai gusti più popolari, spiazzante forse per il pubblico italiano, ma premiante in quanto a vitalità e freschezza (anche se stiamo parlando di una musica della prima metà del secolo scorso). Grazie alla peculiarità di essere musica acustica il bluegrass (che ha al suo interno anche la radice sonora e culturale irlandese) si presta per essere suonata in ogni contesto.

Joe Bastianich, insieme alla band napoletana La Terza Classe (leggi nell’INTERVISTA come nasce questo sodalizio) si presenta con uno spettacolo (già in scena la scorsa estate) rispettoso di tutte le caratteristiche basilari di questa musica: solo strumenti acustici (protagonista il banjo), canzoni semplici, suoni puliti, radici irlandesi, armonizzazioni vocali, velocità di esecuzione e un grande coinvolgimento della platea.

Lo spettacolo diventa anche una lezione di storia della musica americana, dal bluegrass si spazia al blues elettrico dei ’50 (quello dell’immenso Muddy Waters), al folk più moderno e si aggiungono anche le ultime composizioni originali firmate da Bastianich. È un’ora e mezza di musica divertente, ma non banale, da scoprire perché non facile da sentire suonata in Italia. Certo, ma non può essere altrimenti, le scelte musicali pescano nell’anima “pop” del bluegrass. Essendo una vetrina di una certa musica non si possono che esporre le cose che più attraggono senza però dimenticare qualche perla più rara o nascosta.

GUARDA IL VIDEO LIVE

https://www.facebook.com/MusicaDalPalco/videos/1585924401748772

Forte della sua popolarità Bastianich sfrutta per intero (e intelligentemente) questo privilegio e lo unisce alle sue indubbie doti di spettacolo per presentare e far scoprire con sapienza una musica che ha una sua storia ma che è molto legata alla tradizione ed alla cultura americana. La doppia radice dell’imprenditore della ristorazione (per lavoro ma musicista per passione) si esprime anche sul palco perché appunto accanto a lui sale una band partenopea che, pur rispettosa del genere originario del concerto, qualche venatura della cultura di quella città la porta. È un melting pot vincente. Lo dimostra anche la risposta del pubblico che pur “educatamente” seduto, non perde occasione per partecipare a quella festa collettiva che scatena questa musica. Da parte loro i sei sul palco fanno di tutto (e ci riescono bene) per catturare con energia e semplicità, senza forzature, la benevolenza del pubblico.

Anche per i non esperti o appassionati del bluegrass Bastianich & La Terza Classe riescono a porgere con naturalezza e senza spocchia questa musica con rispetto filologico ma anche con coinvolgente passione.

Sarà pure per la penuria di live, per la voglia di essere insieme in una sala concerti, ma quello di Milano è stato uno spettacolo vitale, istruttivo, originale e di grande freschezza, condotto e presentato con sapienza, senza dimenticare quel piccolo immancabile lato di divertimento che passa attraverso le presentazioni dei brani fatte da Joe.


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