BRUCE SPRINGSTEEN: la sua energia atomica a “No Nukes” (Recensione)

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NO NUKES
21 e 22 settembre 1979
Madison Square Garden
New York
CD e DVD

Recensione di
Voto: 9,9

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L’incidente della centrale nucleare di Three Miles Island nel marzo del 79 fu un affare serio. Per fortuna o per bravura si evitò la fusione del nocciolo, quella che avrebbe portato, come ipotizzava l’omonimo film (uscito pochi giorni prima dell’incidente alla centrale) alla “Sindrome Cinese” ovvero alla fusione del nocciolo e l’inarrestabile perforazione di tutta la terra arrivando sino in Cina. Quell’incidente spaventò e portò con sé una nuova coscienza anti nucleare.

NO NUKES

In America anche i musicisti si impegnarono su questo fronte e dettero vita al (Musicians United for Safe Energy), fondato da Jackson Browne, Bonnie Rait e .

La loro protesta si concretizzò in una quattro giorni di concerti che andò sotto il nome di “No Nukes”. Sul palco di uno strapieno Madision Square Garden di New York per 4 giorni, dal 19 al 22 settembre 1979, si esibirono alcune delle più famose rockstar del periodo.

Le serate furono riprese e nel 1980 una selezione andò a costruire l’omonimo film e doppio album. Tra i vari ospiti ci fu anche Springsteen al quale vennero assegnate ben due esibizioni live il 21 e il 22 settembre (quest’ultima alla vigilia del suo 30° compleanno). In quei giorni Springsteen e la sua E Street Band erano chiusi in studio per registrare il doppio album “The River”, quello della consacrazione, che uscirà un anno dopo, ottobre 1980.

L’artista del New Jersey aveva già una sua storia, fatta di quattro album di alto livello (tra questi “Born To Run” del 1975). Oltre ai dischi c’era la carriera live, dove era già noto per le sue esibizioni fiume, segnate da contagiosa energia e potenza sonora. Di quel periodo però non esisteva traccia video perché non amava le riprese. Così per partecipare a No Nukes arrivò con gli organizzatori ad un compromesso: avrebbe dovuto valutare l’eventuale qualità delle immagini e decidere se dare la liberatoria o meno. La liberatoria arrivò e un frammento dei suoi due concerti finì nella pellicola.

IL DVD

Fortunatamente entrambe le esibizioni furono interamente filmate e adesso, dal 19 novembre, vengono rese disponibili in un cofanetto di due Cd audio e un DVD/Blue Ray per le immagini (ci sarà anche la versione doppio Vinile). Inoltre il film dal 23 novembre sarà fruibile sulle piattaforme in streaming.

I 90 minuti fotografano un’esibizione dirompente, di una grande potenza sonora, di un’energia con esecuzione ed interpretazione perfette. Quelle serate sul palco documentate nel video sono la prova provata di quale fosse la grandezza dello Springsteen degli anni ‘70 e della perfetta armonia e simbiosi che Bruce creava con la band.

La scaletta rappresenta il meglio della produzione sino a quel momento del rocker americano e lancia ad uno pubblico ignorante (nel senso che ignorava) ciò che arriverà di lì a breve. Alle sue produzioni si affiancano e s’intrecciano le sue passioni e radici musicali: quel coinvolgente e fottutissimo rock’n’roll che Bruce sa interpretare alla grande.

INIZIA BENE

L’inizio è dirompente con una triade che toglie il fiato composta da “Prove It All night”, “Badlands” (di una potenza devastante) e “The Promised Land” (tutte da “Darkness….”).

A seguire arrivano due brani inediti, quelli che Bruce si è portato dietro quando è uscito dallo studio di registrazione: “The River” e “Sherry Darling”, che impareremo a conoscere un anno dopo. La versione della ballad che ha dato il titolo all’album è da pelle d’oca. Ancora “The River” non era “The River”, occorreva prendere le misure e questa prima esecuzione live ha colpito nel segno (anche con il senno di poi).

All’esibizione si affianca pure una particolare storia. “The River” è ispirata a quanto successo alla sorella di Bruce. Questa non sapeva del brano e per la prima volta lo ascoltò stando in mezzo al pubblico del Madison Square Garde e ritrovandosi sorprendentemente protagonista della storia. Dopo l’emotività regalata dal brano Bruce si ributta sul R’n’R con una brillante e scatenata esecuzione di “Sherry Darling”.

Altra botta emotiva arriva sulle prime note di armonica, con il palazzetto newyorkese che esplode in un urlo. È l’inconfondibile attacco di “Thunder Road”, quella sì già nelle orecchie e nel cuore del pubblico (dall’album “Born To Run”), e classificabile tra le canzoni miliari di Bruce e i capolavori del rock, raggiunta da “The “River” poco tempo dopo. Durante il brano Bruce fa la classica scivolata sulle ginocchia (oggi non più in repertorio) che purtroppo nella ripresa dal basso viene “impallata” dalle spie sul palco.

Bruce Springsteen
Springsteen & Clemons
LE INARRESTABILI VERSIONI LIVE

Si continua con due lunghe cavalcate: “Jungleland” con la bellissima performance di sax suonato da Clarence Clemons in forma e in grande simbiosi con l’amico Bruce. Brano (da “Born To Run”) che è un altalenante flusso emotivo. Con la successiva e amata “Rosalita (Come out Tonight)” torniamo al secondo album (“The Wid The Innocent & The E Street Shuffle” del 1973). Per l’occasione Bruce ce la presenta in un’interminabile versione, che include anche una divertente presentazione della band e un siparietto con Clemons,

“Born To Run” è un’altra conferma. Anche qui colpisce la potenza e il coinvolgimento con cui viene eseguita. A questa segue l’ospitata sul palco di Jackson Browne, Tom Petty e Rosemary Butler che insieme eseguono “Stay”, un classico di Browne.

LE COVER FINALI

A questo punto scatta il devastante finale all’insegna del r’n’r, aperto dal cavallo di battaglia dei tempi: tenuta sempre in fondo scaletta arriva il devastante “Detroit Medley” composto da “Devil With the Blue Dress”, “Good Golly Miss Molly”, “C.C. Rider” e “Jenny Jenny”. Un concentrato di energia coniugata in chiave r’n’r. A seguire un’interminabile versione di “Quarter To Three”, fatta di stop & go, che include “il siparietto” in cui Bruce si accascia stravolto sul palco e si riesce a rialzare solo con l’intervento della band che lo riporta in piedi e gli permette di continuare. Tutto questo mentre i 20.000 del Madison non smettono un attimo di ballare. Sembra non finire mai, per cento volte sembra chiudersi. Alla fine scorrono i titoli di coda e tutto sembra terminare. Ma arriva la sorpresa perché il film riparte con Bruce e band sul palco per un altro infuocato r’n’r: “Rave ” firmato Buddy Holly.

In generale il concerto di “No Nukes” ci propone un al meglio, fotografa la sua propensione al live e ci regala momenti esaltanti. C’è un musicista giovane, con il ciuffo, che ancora non è sul top del mondo ma ci sta arrivando e dimostra proprio come questo percorso sia passato attraverso il live, vera macchina da “guerra” musicale. Bruce e la band si divertono. Il leader, sempre con il sorriso sulle labbra, canta, suona, balla, scherza con il pubblico e la band, salta sul piano e sulle casse, divide la scena con i suoi musicisti, Clarence in particolare, è un vero fiume in piena.

Il film è di ottima qualità e resa sia dal punto di vista sonoro che visivo. Il restauro dell’audio è affidato agli stretti collaboratori di Springsteen, mentre la regia ed il montaggio sono tipici di quel periodo, non frenetici, più “ragionati” così da permettere di cogliere anche i particolari.

Ineccepibile sotto ogni punto di vista.

L’archivio line dei live di SPRINGSTEEN
https://live.brucespringsteen.net/catalog.aspx

Bruce Springsteen
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