DAVIDE E I DE SFROOS: dopo 25 anni tornano con “Manicomi” un tour nella storia (Recensione concerto)

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MANICOMI TOUR
04 settembre 2021

Milano

Recensione concerto di
Voto: 6,5

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25 anni fa (che ormai sono diventati 26) usciva “Manicomi”, il primo album ufficiale dei De Sfroos, band fondata da Davide Bernasconi insieme ad una serie di musicisti tutti della zona del lago di Como. In realtà quel primo disco fu preceduto da delle audiocassette ufficiali che già fecero circolare, insieme a tanti live in zona, il nome del gruppo.

“Manicomi” restò pure per la band l’unico episodio su (questi c’erano nel 92) esuccessivamente arrivò il progetto solista di Bernasconi sotto il nome di Van De Sfroos (vanno di sfroso, di contrabbando a ricordare anche che in quella terra, tra Italia e Svizzera, gli “spalloni” erano parte integrante – anche se fuorilegge – dell’economia locale).

Dallo scorso anno Bernasconi, per festeggiare i 25 anni dall’uscita del primo disco, ha riunito i superstiti della band originaria ed ha intrapreso un lavoro di riscoperta e “riproposizione” di “Manicomi”, da cui arrivano alcuni dei sui cavalli di battaglia ancora adesso forti nei live.

Già lo scorso anno il disco, nel frattempo ristampato su cd, fu presentato live con uno showcase a Milano (leggi qui il report della serata). Non ci furono poi le condizioni per proseguire con un vero tour live, se non per pochi show teatrali. Così nell’estate 2021, con il migliorare delle condizioni epidemiologiche, i De Sfroos riprendono in mano quel disco e lo portano in giro con un tour di più date. Tour estivo che arriva alla vigilia dell’uscita, il 17 settembre, del nuovo album di , “Maader Folk”.

Sul palco salgono quattro dei componenti della formazione originale dei De Sfroos: (Davide Bernasconi), Alessandro Frode (Alessandro Giana), Didi Murahia (Arturo Bellotti) e Lorenzo Mc. Inagranda (Lorenzo Livraghi), a cui si uniscono Federico Pintus (fisarmonica) e Alex Cetti (fiati). L’impianto sonoro è quello tipico del concerto folk, con mandolino, banjo e violino, una chitarra acustica, un basso, una fisa e i fiati (prevalentemente sax). E così infatti sarà. Un paio d’ore in cui viene accantonato lo stile folk rock, quell’anima più “muscolare”, che ha caratterizzato l’evoluzione sonora di Bernasconi (peraltro sempre molto eclettico nel suo procedere artistico) per tornare a uno stile primigenio. Certamente non in senso involutivo ma con un intento filologico e comunicativo.

Ovviamente, essendo un momento celebrativo, la scaletta punta molto su “Manicomi” (che ripropone quasi tutto) e recupera anche cose “formative” di quegli anni ’90. Come al solito non mancano i tanti interventi parlati di Davide, che introduce OGNI canzone (che sono sempre piccole storie di popolo), con altre storie, raccontate con quello stile che lo caratterizza. Ai suoi si aggiungono anche altri interventi e racconti, fatti dal batterista che spazia tra le ricette e ricordi di pesca, portando il tutto ad una sorta di divertente e divertito incontro tra amici al bar.

E tutto il concerto è aperto proprio da uno “speech” di Davide che introduce la serata e il primo brano. Si corre indietro nel tempo ed è anche proprio di questo che parla la canzone di apertura. È un inizio tranquillo, senza il botto. Ma ne corso della serata i De Sfroos ci porteranno in parecchie occasioni sull’aia a ballare, in un viaggio a ritroso nel tempo e nella cultura.

Oltre a “Manicomi” si torna alle origini, viaggiando nei tardi anni ’90, riproponendo brani da “Ciulandari” (la cassetta del ’92) e dal primo lavoro da solista di Davide “Per una poma” un singolo in cui rilegge la storia di Adamo ed Eva. Una scaletta un po’ particolare che ripropone brani lontani nel tempo e nella memoria, ad esclusione di quelle canzoni che ancora adesso sono in repertorio. Non c’è dunque sempre quell’atmosfera di condivisione ed estrema partecipazione della platea, che ben conosce chi frequenta i concerti di più “festoso”.

Ma il pubblico come al solito è fatto di tanti fan che richiedono a gran voce i vari pezzi. È poi difficile tenerli seduti, buoni e tranquilli a battere solo le mani in quei momenti che invece invitano alla danza, al movimento. Gran lavoro da parte della security per riportare alle regole.

Ma c’è spazio anche per il presente. Davide presenta i due singoli del nuovo album in uscita: “Spaesati, eseguito full band e una versione voce e chitarra di ‘Oh Lord vaarda gio’ l’intensa ballata in duetto con pubblicata proprio il giorno prima del concerto

Un tranquillo tuffo nel passato, un tuffo in una cultura.

SCALETTA:

El teemp
Manicomi
El veent
Ave Maria
Il fantasma del laac
Yanez
La ranza
Polenta e galena fregia
Ninna nanna de contrabbandiere
Lo sconcio
La curiera
Mythonauta
El diavul
Il figlio di Guglielmo Tell
Gli spaesati
Anna
Nonu Aspis
La balera

Oh lord vardaa giò (Versione voce e chitarra)
La poma
De sfroos

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