FRANCESCA MICHIELIN: essenziale e intima. Recensione live concerto Milano

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FRANCESCA MICHIELIN
Spazi Sonori
27 agosto 2020
Idroscalo
Milano

Voto: 6,5
Di Luca Trambusti

In una Milano ancora svuotata dalle ferie arriva Francesca Michielin che sta percorrendo l’estate con un progetto particolare con cui si è adattata alle condizioni organizzative richieste per i concerti al tempo del covid.L’esibizione della cantautrice veneta si è svolta all’interno della rassegna Cuori Impavidi, una delle poche che ha accompagnato l’estate musicale milanese. La manifestazione è organizzata dal Circolo Magnolia, una delle più attive realtà live della città, che non avendo potuto sfruttare la propria area concerti all’interno del bosco dell’Idroscalo, ha trasferito di poche centinaia di metri le sue attività alle tribune dell’Idroscalo, il “mare dei milanesi”. Lì, con un palco sull’acqua e nel rispetto delle norme anti covid si sono svolti alcuni concerti.

Francesca Michielin Live Milano 27 08 20
Intimità

Preceduta dalle esibizioni di Emma Nolde e HÅN alle 22,15 Francesca Michielin è salita sul palco accompagnata da due soli musicisti (tastiere/chitarra e batteria) mentre lei si divideva tra armonium, pianoforte e basso acustico. Sin da subito si capisce che il concerto è un qualcosa di speciale, arrangiamenti e suoni sono scarni, essenziali, molto intimi. A “riempire” ci sono basi elettroniche ma il focus è tutto centrato sul minimalismo scenico e sonoro, discostandosi così da quel pop d’autore ed un po’ synth che è la sua cifra stilistica.

Ritmo

Ai momenti più intimamente intensi Francesca (che canta in italiano, francese, inglese e spagnolo) accosta parti più ritmiche, che spaziano sino al reggae e ad alcuni accenni rap. Sebbene ci sia questa alternanza (o forse anche a causa di ciò) la scaletta fa un po’ fatica a decollare. Ma le sorprese più grosse arrivano sul finale, quando la Michielin si mette al piano e “spoglia” completamente i sui pezzi più noti. Così ”Cheyenne”, “Io non abito al mare” e soprattutto “Nessun grado di separazione” arrivano, per sottrazione, a diventare minimali, quasi a cappella, accompagnate solo da un piano “leggero” e discreto.

Francesca Michielin - Scaletta Live Milano 27 08 20

All’artista veneta va sicuramente riconosciuto il merito di aver osato con scelte di arrangiamenti particolari, alcuni centrati (“Nessun grado di separazione” tra queste è una bella sorpresa) ed altri un po’ meno. Quello che purtroppo le fa difetto è la sua capacità di “mangiarsi” il palcoscenico. Francesca si muove in punta di piedi, con una timida delicatezza che in alcuni momenti è vincente in altri la fa sentire un po’ distante. Non l’aiuta nemmeno la sua “portata” vocale che è delicata, sottile. Un po’ più di grinta (anche nelle parti parlate) aiuterebbero questo tipo di spettacolo dove il “personaggio” e la forza espressiva sono essenziali e vincenti. Non mancano i contenuti ma piuttosto l’esposizione.

Contesti più “rumorosi” e sonoramente più “ricchi” aiutano a superare certe barriere, a girare alcuni ostacoli. C’è anche da notare che le condizioni ambientali non erano forse perfettamente a fuoco con questo tipo di concerto, che richiedeva una maggior intimità e riservatezza che invece le tribune un po’ dispersive dell’Idroscalo non garantivano.

Francesca saluta il pubblico con un bis composto da un medley di tre cover che si apre con Battisti il tutto ancora solo voce e piano, in solitudine sul palco.

Il live giusto

Va comunque un plauso all’artista per aver saputo interpretare i tempi e la situazione musicale live che stiamo vivendo in questo periodo. Si è presentata al pubblico con un set diverso, semplice dal punto di vista tecnico organizzativo e aver così voluto continuare la sua attività live. La risposta del pubblico milanese, anche in relazione a quanto si diceva all’inizio di una città ancora vuota, non è stata nemmeno delle peggiori in termini numerici.

Francesca Michielin Live Milano 27 08 20 02
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