I LIVE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: Ecco le proposte delle associazioni di categoria

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I LIVE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Dati occupazionali e 10 proposte al Governo da parte di sei associazioni di categoria

Che il mondo dello spettacolo sia in grande difficoltà lo si sa e lo si ripete da più giorni ed anche questo sito ne ha recentemente trattato (Leggi qui).

Il documento

Dopo le diverse prese di posizione di vari artisti (Ferro, Pausini su tutti) ora anche le associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica, dal live alle case discografiche e gli editori musicali, hanno redatto ed inviato al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri dei beni Culturali e dell’Economia, Franceschini e Gualtieri, un documento contenente una serie di interventi per evidenziare lo stato di crisi dell’intero comparto e suggerire (10) misure urgenti.

Il documento delle sei principali associazioni di categoria parte dalla constatazione che quello della musica e spettacolo è un settore che, secondo i dati di Italia Creativa raccolti da EY, vale quasi cinque miliardi di euro, occupando oltre 169 mila persone.

I live
Assomusica Logo

Inoltre Assomusica (associazione che raccoglie gli organizzatori di eventi live), da parte sua segnala che a fine stagione estiva ci saranno circa 350 milioni di euro di perdite per il solo settore dei concerti dal vivo. A questo danno vanno aggiunte anche le perdite legate all’indotto, che l’Associazione stima in circa 600 milioni di euro.

A livello di economia del lavoro, solo per gli eventi di musica popolare contemporanea lavorano circa 60 mila persone, famiglie e imprese che, al pari di tante altre categorie di lavoro, hanno subito, subiscono e subiranno un danno economico.

Diritti d’autore e mercato Cd

A questo vanno aggiunti i danni derivanti dal mancato versamento dei diritti d’autore e connessi, in relazione alla mancata attività dal vivo. Il danno derivante dai mancati incassi, per gli autori e per gli editori musicali, è stimato da Siae AD OGGI in circa 200 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con il prolungarsi del lockdown e la gestione delle successive fasi di rientro.

Altro settore in crisi è quello delle vendite di prodotto fisico (CD e vinili) che sono crollate di oltre il 70% tra marzo e aprile (dati FIMI). Includendo anche il mercato della vendita in digitale la previsione la previsione arriva a 100 milioni di mancati ricavi solo nel 2020.

I lavoratori

La situazione peggiore ricade sul lavoro con centinaia di migliaia di musicisti, tecnici e molte altre figure. di fatto senza attività e con prospettive non certo positive dal punto di vista economico. Le associazioni nel loro documento evidenziano che l’industria degli eventi nel 2019 vedeva 416.080 addetti di cui ad oggi si stima che ci siano tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al mondo dello spettacolo (soprattutto musicale) e della cultura che in Italia al momento non stanno lavorando. A questi dati si aggiunga che sono fermi anche tecnici, operai, macchinisti, fonici e tecnici di sala di registrazione, titolari e dipendenti di esercizi commerciali di prodotti musicali ed anche piccole strutture come i live club sono in grave sofferenza.

Solo una parte di questi lavoratori hanno potuto ricevere il bonus di 600 euro cifra che tuttavia non permette di coprire totalmente il mancato guadagno di questi mesi di inattività.

Club concerto
La proposta in dieci punti

Le sei associazioni di categoria hanno stilato una proposta basata su 10 proposte che sono state inoltrate al Governo e che si basano su contributi, bonus, finanziamenti (anche a fondo perduto), sgravi fiscali, rimodulazione dell’IVA. In sintesi propongono, come riportato nel documento, i seguenti punti che riguardano sia il mondo del live come quello della produzione discografica:

1

Aumento del fondo emergenze (Art . 89 DL Cura Italia) a 200 milioni ed elaborazione di criteri oggettivi per la ripartizione del Fondo Emergenze di cui all’art. 89 per i settori culturali colpiti dalla pandemia. Le risorse dovrebbero essere allocate prendendo come parametro di riferimento le percentuali effettive di calo di fatturato, in maniera misurabile e certa, con una quota di riparto preferenziale per quei soggetti e quelle imprese che non usufruiscono di contributi pubblici e che quindi non godono di una rete di protezione. […]

2

Un contributo a fondo perduto per i mesi perduti a causa del lockdown alle imprese musicali.

3

Sospensione di tasse e contributi per le industrie del settore musica per l’esercizio 2020, posticipando le contribuzioni con un meccanismo di rateizzazione pluriennale. […]

4

Estensione della durata dei voucher da 12 a minimo 18 mesi per i concerti annullati (art . 88 DL Cura Italia).

5

Creazione di un bonus cultura per le famiglie (estendendo l’attuale bonus per i diciottenni). L’estensione del tax credit per le produzioni musicali, oggi previsto solo per l’opera prima, seconda e terza a tutte le produzioni, così come avviene nel cinema.

6

IVA al 4% per la musica e lo spettacolo, così come avviene per i libri. La discriminazione sull’imposta è storicamente incomprensibile e lo è tuttora in questa fase di crisi sistemica nella quale è necessario al più preso rilanciare i consumi.

7

L’annunciato “reddito di emergenza” deve coinvolgere anche figure anomale, contratti a chiamata e precari vari, del settore dello spettacolo ad oggi non ricompresi nell’articolo 38 relativo all’indennità ai lavoratori dello spettacolo, articolo che ha introdotto troppe variabili che esclude moltissimi lavoratori.

8

Revisione delle pendenze erariali per gli organizzatori di spettacoli dal vivo per appianare tutte le asimmetrie nell’applicazione dell’IVA sugli spettacoli dal vivo. In particolare:
– occorre precisare che l’IVA sulle “prestazioni di spettacolo” deve essere un’IVA agevolata al 10% anche sulle operazioni funzionali e che sono connesse alla realizzazione dello spettacolo e alla connotazione artistica del medesimo (cioè l’IVA deve essere agevolata anche per il service fonico e di luci, come anche per i numerosi facchini che devono essere parte delle troupes);
– in deroga all’attuale sistema, per settore della musica popolare contemporanea e dei promoter in particolare chiediamo una compensazione dell’IVA rapida e immediata: […].
– superamento del regime di “Split Payment”: in questo momento di contrazione totale dei consumi diventa necessario il superamento di questo regime che ha azzerato la liquidità delle aziende, specie quelle che lavorano con la pubblica amministrazione

9

Apertura di un tavolo tecnico di confronto con il Comitato tecnico-scientifico e la Task Force presieduta dal Dott. Colao con la presenza di una rappresentanza delle Associazioni in grado di fornire indicazioni sugli strumenti di controllo e prevenzione da adottare in futuro alla ripresa delle attività live. […].

10

Certezza sui tempi per la ripresa delle attività ai fini di un’efficace programmazione dei lavori.

Le richieste sono firmate da : AFI, ANEM, ASSOMUSICA, FEM, FIMI e PMI

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