I LIVE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: torneremo ai concerti; intanto riflessioni sul presente.

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I LIVE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
Considerazioni in attesa di tornare a suonare e ascoltare i concerti

Torneranno i concerti?
Sì torneranno.

Come e quando è però l’interrogativo del momento.

I LIVE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS – Il blocco dei concerti

Si è partiti annullando/spostando i concerti di fine Febbraio/Marzo in Lombardia ed Emilia Romagna, poi, a Marzo, sono arrivate le sospensioni in tutta Italia (insieme al famigerato lockdown generale). Poi i concerti di Aprile sono entrati in fase di riprogrammazione, ed ora a valanga anche gli appuntamenti di Maggio, Giugno, Luglio. Le nuove date vengono (ottimisticamente) riproposte a partire dalla fine di agosto e per molti tour internazionali addirittura si parla dell’estate 2021.

I tour internazionali

Di sicuro la programmazione dei grandi tour internazionali è maggiormente colpita dall’attuale situazione mondiale. L’estate italiana è, per alcuni artisti, una tappa intermedia delle loro tournée europee o mondiali. Quindi in questo momento (o a breve) ipotizzare ed impegnarsi in una partenza tour in giro per il mondo è assolutamente impensabile e così gli organizzatori e management si vedono costretti a cancellare, rinviare tutte le date previste. Così, per citare due nomi, è successo per i Pearl Jam (estate 2021), per Nick Cave .

La stessa incertezza però domina anche nel più ristretto campo nazionale. I grandi tour estivi (Ferro, Cremonini e Vasco Rossi per fare dei nomi) ancora non hanno annullato/rimandato gli appuntamenti estivi negli stadi. Anche il rapper Salmo, posticipato ad ottobre il suo primo tour mondiale, ha per il momento confermato il suo “San Siro” (14 giugno).

Live Stadio
In attesa della “Fase 2”

Il 4 Maggio è la data sinora ipotizzata per la “fase 2” della gestione della pandemia di Covid – 19. Da quella data (ripetiamo ipotetica, solo in prossimità della stessa valutando la situazione le competenti Autorità decideranno effettivamente cosa fare) le “maglie” della quarantena dovrebbero iniziare ad allentarsi e le prime attività lavorative ed economiche ripartiranno nel rispetto delle massime misure di sicurezza e di distanziamento sociale.

I LIVE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS – Le distanze…

Ma può esserci un concerto con “distanziamento sociale”? Pare proprio che sia un ossimoro. Com’è possibile in un prato di uno stadio e sugli spalti mantenere almeno un metro di distanza a fronte anche dei biglietti già venduti? Mettendo anche che sia possibile non è una forzatura ed al tempo stesso uno snaturare l’essenza stessa del concerto? Uno show, soprattutto di grandi dimensioni, vive e respira anche sulla vicinanza, sull’empatia con il vicino, magari sconosciuto sino ad un attimo prima. E con che coraggio o serenità si potrebbe restare vicini? Quindi allo stato attuale delle cose, a fronte anche di numeri non ancora del tutto tranquillizzanti sarà probabilmente impensabile riprendere una normale attività concertistica a partire da maggio e per tutta l’estate.

Per avere certezze vedremo cosa stabilirà la tempistica della Fase 2 e successive e soprattutto come evolverà la situazione medico sanitaria.

A prescindere da quello che sarà il futuro di fatto però siamo di fronte ad un presente molto buio e le considerazioni di cui sopra non danno certo una luce positiva.

Tiziano Ferro
Tiziano Ferro

Nei giorni scorsi Tiziano Ferro ha lanciato via Tv un appello in merito alla chiarezza sul futuro dei concerti, sollecitando chiarimenti e veloci decisioni in merito alle attività live dei prossimi mesi, così da stabilire come comportarsi per i propri eventi.

Per il suo intervento, pur non privo di criticità sulle modalità, è stato ferocemente criticato sui social, accusato (in estrema sintesi) di preoccuparsi di un problema per milionari e secondario. Ci può anche stare, ma ricordiamo che la “macchina dello spettacolo” è una trama del tessuto produttivo ed economico italiano (e mondiale).

Innanzitutto questo fermo delle attività live riguarda Tiziano Ferro e tutti gli artisti di punta del panorama pop, che sicuramente hanno un “ritorno economico” elevato dalla loro attività ma colpisce anche tante realtà artistiche non così popolari e “ricche”. Sono fermi musicisti, cantanti (e aggiungiamo attori) i cui introiti dal live, magari pochi, sono fonte esclusiva di reddito.

La filiera dei concerti

Lo spettacolo quando va in scena in realtà è il vagone finale di una lunga filiera. Dietro i live degli artisti ci sono manager, agenzie di booking, service (che mettono a disposizione palchi e strumenti) che a loro volta necessitano dell’attività di tanti altri operatori. Non tutte le agenzie che organizzano i concerti hanno la forza della multinazionale, ci sono quelle che, con cura artigianale, grande impegno e fatica, servono realtà più piccole e per le quali far quadrare i conti è un’alchimia quotidiana di grande impegno. Non dimentichiamo inoltre tutti i club, più o meno piccoli, che dalla chiusura hanno una notevole perdita economica.

Live al club
Un lavoro non un hobby

Ognuna di queste attività è fatta da persone, con volti, nomi, famiglie, vite e storie personali, ed ognuna di queste persone nell’esercizio delle sue funzioni sta LAVORANDO. Non è un hobby, è LAVORO, a cui magari, più che in altre attività, si unisce la passione ed il divertimento, ma resta tuttavia SEMPRE un LAVORO e come tale fonte di reddito.

Purtroppo NON tutti quelli che lavorano nella e con la musica sono MILIONARI, sono una minoranza coloro che hanno ricchi introiti e lauti guadagni. Dietro a loro ci sono tante altre forme di lavoro, spesso precarie (ma lo stesso artista lo è) e in molti casi sottopagate. Alcuni esempi per tutti: montare palchi, attività rischiosa e di grande responsabilità, non è fatta da fortunati MILIONARI impegnati in questa attività per divertimento o noia. Il gestore/titolare di un club non segue i suoi affari da uno Yacht con vasellame dorato. Steward e Security che vediamo nei grandi concerti non rientrano per l’occasione dai loro lussuosi loft nei paradisi fiscali…

I LIVE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS – La crisi ci può far capire

Al pari di ogni altro questo settore sta soffrendo, come tutta l’economia mondiale. Ed allora Tiziano Ferro non ha fatto altro che parlare del suo lavoro, di ciò che conosce, ciò che produce. Lui può ammortizzare il colpo? Non lo sappiamo, non conosciamo, e non ci interessa, la sua dichiarazione dei redditi, ma prendiamo occasione per pensare, ed invitiamo tutti a farlo, a chi si trova in grave difficoltà!!! Consideriamo inoltre anche per il futuro queste attività lavorative dando loro il giusto peso e valore, capendone anche i problemi e le ombre dietro le luci di un concerto.

#NeUsciremo. Torneremo ai concerti ad accalcarci nei locali e negli stadi per vivere tutti insieme centinaia o migliaia di persone ciò che amiamo tantissimo: la musica live. Torniamoci però con un briciolo di coscienza e di consapevolezza in più.

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