SANANDA MAITREYA: un live fresco e vitale che racconta trenta anni di carriera. Recensione Cd

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SANANDA MAITREYA recensione Cd live
&
The Sugar Plum Pharaohs.
The Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins!

Cd Live
Data uscita:  13 Dicembre 2019

Voto: 8
Di Luca Trambusti

Registrazioni italiane

Le 23 tracce (disponibili solo in digitale) del “disco” dal vivo di Sananda Maitreya (AKA Terence Trent D’Arby) sono state registrate in Italia durante i concerti in alcuni dei più prestigiosi festival. Tra questi Musicultura (Macerata), La Notte delle Luci (Vicenza), Estate Sforzesca (Milano), Suoni di Marca (Treviso). Si aggiungono poi altri show indoor in location come l’Auditorium Parco della Musica (Roma) e il Teatro Celebrazioni di Bologna.

Band e orchestra italiana

Non è la sola Italia presente in questa raccolta dal vivo. Italiana è infatti anche la rock band che lo accompagna: i The Sugar Plum Pharaohs. Band composta da cinque elementi: Luca Pedroni (chitarra), Francesca Morandi (basso), Marco Mengoni (batteria e cori), Luca Fraula (tastiere) e Beatrice Baldaccini (cori… e non solo). Nel disco sono presenti anche 3 brani eseguiti con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso. A tutto poi si aggiunge anche Luisa Corna (frutto della collaborazione dei due in “Prometheus & Pandora”) che duetta con il musicista americano in due brani.

Sananda Maitreya
30 anni di carriera

“The Fallen Angel Tour 2019 – Live From The Ruins!” è un excursus nei 30 anni di carriera di Sananda, che ha dalla sua una carriera molto ricca e lunga, segnata anche dalla potente luce dei riflettori del grande successo. Quello che ne esce, documentato dalle tracce proposte, è una grande energia sonora, segnata dalla chitarra ed accompagnata dalla vivacità delle esecuzioni e di riletture che non deludono mai.

Si spazia moltissimo: dal pop, al blues, dalla ballata al funk. Tra i vari brani spiccano la potente “Supermodel Sandwich” ed il funk di “Superstar”. A queste si affiancano le più raffinate esecuzioni orchestrali (con molti fiati essendo un’orchestra ritmica e non solo sinfonica) con versioni che diventano ariose e con un sapore jazz/soul. Affascinante la rilettura piano e voce di “Let Her Down Easy” che fa subito “momento accendino”. Colpisce anche la cover di “I Don’t Know How To Love”, il canto di Maria Maddalena (che nella pellicola e musical fu Yvonne Elliman) in “Jesus Christ Superstar”. E’ in questo brano che “esplodono” tutte le capacità vocali di Beatrice Baldaccini, che non è solo una semplice corista. Infatti spesso Sananda le cede la scena dando spazio alla sua bella voce. Conclude il tutto l’immancabile ed intramontabile “Sign Your Name”.

Da notare anche la particolare voce ruvida, roca di Sananda Maitreya. E’ un elemento che, usato con intelligenza e modulazione, contribuisce a creare un buon pathos che accentua la forte intensità esecutiva.

Niente rovine

In realtà il titolo del disco ”Live From The Ruins!” è totalmente fuorviante. Qui non c’è nessuna rovina. Questa è una musica solida, una costruzione che Terence Trend D’Arby ha iniziato tanto tempo fa e che ora da anni Sananda Maitreya (con un approccio diverso) sta continuando a portare avanti, unendo mattoni solidi che si aggiungono ad una carriera con forti fondamenta.

Disco assolutamente gradevole che permette di analizzare una carriera con interessanti e vitali riletture live di ottimi brani.

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