TROMBONE SHORTY: impossibile restare fermi. Imperdibile il suo ritorno. Recensione

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& ORLEANS AVENUE
27 Marzo 2019
Santeria
Milano

Voto: 9,5
Di

Live Milano

Quello di non è un nome sulla bocca di tutti, è un musicista di “nicchia”, poco noto nel nostro paese, come si è visto nella sua unica data italiana (almeno sinora) di quest’anno. Previsto all’, il concerto è stato spostato nella più piccola Santeria senza riuscire a riempirla. Peccato, un vero peccato perché quello che è andato in scena è stato un concerto di altissimo livello e grande personalità.

Trombone Shorty live
Tra cover e composizioni originali

Trombonista e trombettista Troy Andrews, aka , tornava in Italia dopo l’esibizione dell’estate 18 (17 Luglio a Fiorenzuola – Pc) per presentare il suo album, il primo per la prestigiosa Records, dal titolo “Parking Lot Symphony” uscito nel 2017. In realtà il musicista americano (classe 1986) deve “entrare” ancora nel “mercato” italiano e quindi in questo caso la scaletta proposta passa in secondo piano. Per l’occasione milanese ha presentato sue composizioni ed alcune storiche cover.

Uno spettacolo, tirato, sudato, a tutto ritmo

e gli Orleans Avenue, strepitosa band che lo accompagna (formata da due sax, due chitarre, basso, batteria e due strepitose vocalist) regalano al pubblico uno spettacolo, tirato, sudato, a tutto ritmo durante il quale è impossibile restare fermi, esimersi dal ballare al ritmo funk, ska, jazz, swing, hip hop (old school) e rock che arriva dal palco.

Facce sorridenti sopra e sotto il palco
Scaletta Milano

E’ un’ora e mezza di concerto  infuocata, guidata da una sezione fiati e completata da un susseguirsi di assoli, di basi ritmiche martellanti, scenette comiche ma soprattutto facce sorridenti, sguardi divertiti tra i musicisti e la platea, grande empatia con il pubblico, con il quale c’è anche una costante ricerca del contatto fisico. A quelli sotto il palco Andrews e tutta la band battono il cinque ed il pugno, stringono mani, a qualcuno passano una bottiglia d’acqua senza mai ritrarsi anzi cercando il consenso ma non fine a sé stesso bensì come grande momento di divertimento e condivisione.

Ognuno ha la sua gloria

Si balla dall’inizio alla fine e si resta affascinati dalla qualità degli assoli. A turno i componenti hanno singolarmente o in coppia il loro momento di visibilità, prendendosi il fronte palco e lanciandosi in infuocati virtuosismi accompagnati, come nell’assolo basso/batteria, da piccoli siparietti divertenti. C’è in generale un grande senso dello spettacolo, sia sul piano musicale che in quello “teatrale”.

Ognuno è un virtuoso del suo strumento ma quello che conta è che tutti sono al servizio di tutti e soprattutto del concerto, della musica e della band, a partire dal leader che sa sparire dal palco quando il protagonista non è lui, oppure salire in cattedra con un impressionante e lungo assolo di tromba, in cui ti chiedi da dove riesca a prendere l’aria per respirare e suonare in quel modo.

No relax

Non c’è una sbavatura nel concerto, non c’è un momento di relax, di calo di tensione. Tutto è coinvolgente e lo dimostra il pubblico in sala, entusiasta, trascinato, divertito ed appassionato. Lo si capisce dagli applausi, dalle urla di consenso, dall’atmosfera generale che si crea.

Un concerto perfetto

E’ un concerto perfetto, perfetto per la musica che arriva, perfetto per il coinvolgimento, perfetto per la qualità dello spettacolo, perfetto per le doti dei musicisti, perfetto per il divertimento che trasmette, perfetto per tutta la qualità di ciò che arriva da quel palco, perfetto per la sua “complessa” semplicità che non è banalità.

Pubblico mai stanco

Dopo i due bis (con una citazione di “When The Saints…”) il pubblico non ci voleva credere che tutto fosse già finito e per lungo tempo ha continuato inutilmente a richiamare la band sul palco. Troy Andrews, aka a fine show però l’ha detto: “ci rivediamo” con un divertente sguardo e gesto minatorio. Non temiamo questo ritorno anzi ve lo consigliamo. Imperdibile.

Ps: tra il pubblico un divertito ed appassionato Roy Paci… uno che di strumenti a fiato se ne intende.

Live Milano

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