LE VIBRAZIONI: una festa borderline tra pop e rock. Recensione

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LE VIBRAZIONI festa a Milano
26 Marzo 2019
Mediolanum Forum
Milano Assago

Voto: 6,5
Di Luca Trambusti

LE VIBRAZIONI festa a Milano

Le Vibrazioni hanno scelto di festeggiare alla grande il loro ventesimo anniversario dall’inizio dell’attività regalandosi un concerto al Forum di Milano, il palazzetto dove solitamente arrivano i grandi nomi della musica italiana e internazionale ma anche tappa fondamentale nelle carriere live di molti artisti. Diciamo subito che la configurazione del Forum era quella ridotta, cioè con gli anelli più alti chiusi al pubblico che aveva a disposizione il parterre, la tribuna centrale e quella del “primo anello” (all’incirca una capienza a metà del sold out).

Le vibrazioni scaletta Milano
Le Vibrazioni dal 1999

Ma c’era una data da festeggiare, un momento storico importante. Infatti era il 1999 quando Le Vibrazioni muovevano i primi passi nel mondo del pop rock milanese. L’esplosione avvenne nel 2003 con il successo del singolo “Dedicato A Te”. Nel 2012, dopo 6 dischi ed un cambio di formazione, la band si mette in pausa a tempo indeterminato. Nel 2017, con la formazione originaria, Le Vibrazioni si rimettono in moto e dopo una serie di concerti nel 2018 tornano a Sanremo e pubblicano, in maniera indipendente, un nuovo album a cui fa seguito un tour.

Una festa con gli ospiti

Si arriva così a questa concerto/festa dove la band milanese ha invitato anche una serie di ospiti a cui – come dicono loro – sono in qualche modo legati da stima, amicizia o scelte artistiche. Nell’ordine di apparizione sono sul palco: I Ministri, Enrico Nigiotti, Pierdavide Carone con i Dear Jack, Samuel, Elio, Piero Pelù e Achille Lauro.

Si parte da Sanremo

Il brano di apertura del concerto, quello di Sanremo 18, ci cala nel loro pop rock. E’ un attimo però entrare in ciò che è loro più congeniale cioè il rock, quello robusto, un po’”ignorante”, d’impatto ed in cui le melodie si fanno sentire in misura minore ed il volume alto. Con il secondo brano si raggiunge l’apice della serata. La versione di “Seta” è notevole, con anche una frazione psichedelica e le chitarre che ruggiscono. Segue pure il brano successivo su questo stile. Una partenza al fulmicotone che lascia presagire il meglio. Ben presto però tutto si stempera per una lunga parte di pop rock, due elementi, il pop ed il rock, che Le Vibrazioni mischiano preferendo ora l’uno ora l’altro ma sempre lasciando le melodie protagoniste della struttura musicale e sonora.

Gli amici sul palco

Così prosegue il concerto tra ospiti e tanti brani che hanno avuto buona e migliore sorte. Alla fine però Le Vibrazioni non riescono a graffiare, manca quella spinta in più, quel tocco che rende interessante e vibrante il concerto. Anche il pubblico sembra reagire con poco entusiasmo, senza una vera e reale partecipazione allo show. Nemmeno gli ospiti danno quel quid in più, con I Ministri si spostano più verso il rock, con Nigiotti (che pare un po’ belante) aggiungono una patina di rock d’autore, con i Dear Jack fanno un rock d’impegno (il brano di Carone è contro la pedofilia e gli abusi sull’infanzia) mentre Samuel (che appare inpresentato ospite sul palco) tutto scivola via tranquillo ed Elio tra gli applausi del pubblico regala un prezioso flauto alla versione di “Ovunque Andrò”.

LE VIBRAZIONI festa a Milano
Arriva Pelù

La differenza la fanno invece Piero Pelù (con due brani) e Achille Lauro. Sono loro a dare la vera scossa al concerto, loro che oltretutto arrivano nella parte finale dello show, quando i rock ha ripreso corpo. Tra grandi applausi e tripudio del pubblico i due mettono una grinta ed una verve che sino a quel punto era mancata.

Assolo di batteria. Ed è anni ’70

Subito dopo l’esibizione di Samuel il concerto torna ad impennarsi verso le vette del rock, con tanto di assolo di batteria che fa tanto rockstar anni ’70. Ancora suonano forte le chitarre ed ancora l’energia prende il posto della melodia. Il set si conclude con una lunga, teatrale e convincente versione di “Drammaturgia”. Dopo oltre due ore c’è spazio per i bis che si aprono con l’immancabile “Dedicato A Te” accolta dal boato del pubblico (in parte ridotto perché molti erano già precedentemente usciti).

Un’autocelebrazione

Al Forum dunque Le Vibrazioni hanno celebrato e fatto contente se stesse, hanno mostrato tutto sommato di avere ancora un buon seguito (sicuramente il sold out totale non era nei loro piani) e di aver “subito” un ricambio generazionale nel loro pubblico formato anche da parecchi ragazzi, quelli che ai tempi del loro successo erano dei bimbi. In sostanza però la loro musica, pur suonata e cantata bene, non riesce più a graffiare, soprattutto quando si confrontano con quelle hit, quel modo di fare rock degli anni ’00 di cui loro sono stati artefici e antesignani ma che oggi non ha più ragione. Meglio, molto meglio, quando si percorrono gli “immortali” sentieri del rock senza tempo, quello che si allontana dalle melodie ed al tempo stesso anche dalle classifiche. Potrebbero essere una buona e “pura” rockband, una figura mancante nel nostro panorama mainstream.

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