GIANNI MORANDI: tra il nuovo e il vecchio per combattere la nostalgia. Recensione concerto Live Milano

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Live Milano
d’amore e d’autore tour
28 Marzo 2018
Mediolanum Forum
Assago Milano

Voto: 6,5
di

Live Milano

“La prima volta che sono salito sul palco avevo 13 anni” così in un intervento parlato del suo concerto. Sono quindi 60 anni che il musicista emiliano calca le scene; immaginatevi quante ne ha viste e sopratutto quante ne ha fatte. Al suo attivo ha un’innumerevole serie di successi nei diversi decenni della sua carriera con, in particolar modo, una massima concentrazione nei ’60, pur segnano anche gli anni successivi.

Gianni Morandi

Ma c’è anche un presente da onorare. La musica va avanti, i dischi si susseguono e le canzoni nuove li riempiono. Così ti trovi a dover fare i conti con questo salto temporale, con un repertorio sicuramente popolare, se non nazional popolare (pur in un’elevata qualità), amato e radicato nel DNA della musica italiana ed un presente sicuramente, se non altro per questioni di assimilazione, meno conosciuto e con un impatto diverso. E’ una questione difficile da redimere anche perché, magari non per propria scelta, con il suo concerto Morandi si rivolge (e/o attrae) sopratutto agli “ex ragazzi” degli anni ’60, che sono coloro che amano i “classici”, quelli che ben cedono all’effetto Karaoke e navigano sull’onda del “ciò che fù”.

Con le 19 date del “d’amore e d’autore tour” (dal titolo dell’ album) Morandi ha attraversato l’Italia con successo ed ha concluso il primo giro con un sold out al Forum di Assago, alle porte di Milano. E non è stato l’unico “pienone” di questo giro di concerti. Il “tema” dello show parte proprio da quello dell’ disco: l’amore (non certo una novità). Le 42 canzoni in scaletta erano tutte legate da questo filo che è quello che cuce anche l’ omonimo disco dove 9 autori hanno scritto altrettante canzoni a tema per lui.

In scena va dunque passato e presente ed è proprio il bilanciamento che manca o che comunque influisce sullo spettacolo, c’è un’alternanza tra “mega hit” storiche, brani “minori” e ultime composizioni. E’ un’alternanza che non fa benissimo allo spettacolo. Non neghiamolo: il pubblico era lì per le “mega hit”, molti non conoscevano nemmeno le ultime composizioni. Il Forum si accendeva quando arrivavano quei brani da cantare tutti insieme, quelli che hanno costituito la colonna portante della propria gioventù/infanzia o i primi anni da adulti ovvero tutti i 60/80.

Con questo schema siamo dunque ad un concerto, dal punto di vista della partecipazione, a due velocità: accelera sui brani storici, rallenta in tutte le altre occasioni. Quando “ingrana la quarta” in effetti vola, sull’entusiasmo del pubblico, sulla condivisione, sulla partecipazione collettiva, trasformandosi nel solito e consueto rito comune. E’ insomma quanto successo con il tour dei Capitani Coraggiosi: Baglioni e Morandi si lasciavano travolgere e travolgevano con l’effetto karaoke e ne godevano loro e lo spettacolo.

La volontà di Morandi è ben chiara ed anche condivisibile: no alla malinconia, no alla “consacrazione” alla “pietrificazione” del personaggio e quindi c’è il desiderio di comunicare che oltre a “Fatti mandare dalla Mamma” c’è altro. C’è però anche la consapevolezza che da quello non si può prescindere e nemmeno lo si vuole. La passione del pubblico per il tempo che fu la si vede quando Morandi fa l’infilata di super classici. Il pubblico salta in piedi, balla, canta e partecipa attivamente. E’ altresì vero che il momento con Rovazzi in cui insieme eccezionalmente e fuori scaletta duettano (sulle immagini del video) in “Volare” è di gran gradimento da parte del pubblico a dimostrazione che quell’operazione, pur nella sua innaturalità ha lasciato un segno. Da segnalare anche la standing ovation quando Morandi ricorda il recentemente scomparso Fabrizio Frizzi. C’è anche un ricordo sulle note di “Caruso” per (che comunque appare in veste di autore in altri momenti… d’altronde “Dalla/Morandi, disco dell’88 è un momento tra i più alti della carriera di Gianni e coincide con una sua rinascita artistica)

Gianni Morandi

Per il resto il concerto è un compatto muro sonoro, la band è di gran livello ma resta sempre un passo indietro. Ci sono solo due momenti “superflui” e “debordanti” un lungo assolo di due chitarre ed un assolo di batteria, il tutto sembra poco in linea con il resto della tipologia dello show. Già più “significativi” gli interventi di sax. E’ sicuramente musica con un arrangiamento moderno che svecchia anche i brani storici di Morandi (e forse già questo sarebbe stato sufficiente come antidoto per la nostalgia).

Ultimi appunti: ottimo impianto luci e grande palco, poche immagini di Morandi mentre canta (il concerto si gusta guardano la scena) e visual non entusiasmanti.

Ora c’è un periodo di sosta sino al 25 Aprile quando il Gianni nazionale salirà (anche lui) per una serata evento sul palco dell’ e poi dal 12 Luglio al via il tour estivo.

Gianni Morandi

L’inarrestabile “eterno giovane” (o “diversamente giovane”) Gianni Mornadi non smetterà (“mi annoierei” dal palco) è comunque invidiabile la sua energia, la sua instancabile voglia di palco dove in questa occasione resta per oltre 2 ore e trenta serrate e senza sosta. “Il pubblico è il mio carburante” usa ripetere Morandi; pare quindi una fonte inesauribile e “rinnovabile”.

Ecco le prossime date già in calendario

2018 “d’amore d’autore”
25 /04 VERONA

2018 “d’amore d’autore” – Live Estate
12/07 MAROSTICA (VI) Piazza degli Scacchi
14/07 CODROIPO (UD)  Villa Manin
15/07 CARPI Carpi Summer Fest
19/07 SOVERATO (CZ) Summer Arena
22/07

Live Milano
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