THEGIORNALISTI: fuga da Alcatraz. Recensione concerto

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THEGIORNALISTI
17 Novembre 2016
Alcatraz
Milano

Voto: 4
di Massimo Pirotta & Luca Trambusti

Massimo Pirotta

C’è il Sold Out. E’ completamente Sold Out Tour. Così, come il nuovo disco che staziona nelle zone alte delle classifiche di vendita. Ma è un pop che fa flop. E già definirlo pop è un azzardo. Perchè il pop, quello che lascia tracce indelebili, è un lavoro per fini cesellatori e per chi conosce i segreti dell’arte della sintesi. Sono solo canzonette, si è più volte esclamato, vero… ma in realtà è  pure prassi difficile e nella quale puoi incappare in enormi rischi. L’esibizione della band è imprigionata nel guardasi nello specchio e trovarsi in preda a una sorta di panico (sulfureo) dovuto ad una  apparizione/visione con l’acne giovanilistica.

Il numeroso pubblico è all’inizio un pò in stand-by, poi pian piano si scalda. Non va oltre l’ondeggiare, ma le canzoni di Thegiornalisti diventano romantiche sequenze corali. Il tutto pare la rappresentazione di una esasperata solitudine  a cui non è permesso alcun guizzo. Probabilmente, uno degli intenti della band è quello di farli convergere. E tutto sommato ci riesce. Le loro liriche contengono passaggi  tenute appuntate su un quaderno d’altri tempi e solo adesso esibiti.

Sono dei Peter Pan (ma non suoni denigratorio) che non hanno ancora assaporato il gusto dell’ironia come quello della spavalderia e del fascino descrittivo di contesti più ampi e complessi. A ciò, preferiscono la soporifera, quasi in sordina ricerca della confraternita gemella e che sappia essere anche un pò diversa. Francamente non se ne sentiva proprio il bisogno, “di un lui chi è  – è un altro uomo che impazzito per te, oppure “di un amico che se ne frega – e tu vai in giro la sera – come un amore impazzito – in cerca della gente come te”,  oppure “ciao Matilde è tardissimo, sto tornando a casa, e ti volevo dire, che sono completamente fatto, fatto di te”.

Se poi aggiungiamo una scaletta di nenie melodiche con un finale tutto (si fa per dire) chitarristico si va a punteggiare un “finora va bene così, nonostante tutto”. Al di là dell’enorme seguito di pubblico raggiunto in pochi anni, Thegiornalisti danno l’impressione di non essere ancora in pace con se stessi e in cerca di una più solida “formattazione”. Nessuna canzone si segnala per originalità, e se il percorso deve essere intimista, più interno che esterno, nulla di male… ma a latere pesantemente è un organico che sappia inquadrare sia i precipizi che le vette della quotidiana esistenza.

Chiariamo, qui non si tratta di “evadere dall’evasione” ma quanto di “evadere dall’invasione”. Quale? Di un sound da “relativamente” giovani/vecchi, stereotipato, normalizzato, standardizzato. Che sa anche allettare o persino farti sognare in quanto composto da un gergo che per il momento accontenta i più, ma che col tempo potrebbe rivelarsi nocivo. Visti dal vivo, sono apparsi come una band di musica (ultra) leggera e dall’impronta ecumenica, ben distante dallo sperimentare (perchè anche in questi ambiti, c’è chi lo fa) e il loro imminente futuro può avere due esiti. Il primo, quello di ottenere un ancora più solido successo. Il secondo, quello di diventare l’ennesima meteora. 

Luca Trambusti

Sono una delle band di maggior interesse e successo presso il pubblico post adolescenziale. Il loro tour sta riempiendo, come dice il titolo del loro album, i club con ottimi sold out.

Buon per loro.

Però quello che mettono in scena è uno spettacolo leggerino leggerino, che galleggia sulla superficie della musica senza mai dare una zampata o un colpo d’ala interessante. Sono quei brani, canzoni (peraltro molto sovrapponibili una con l’altra) fatte per piacere di primo acchito a chi dalla musica non chiede che in occasione del live un coro da cantare tutti insieme che parli di buoni sentimenti, di amori e di sole spiaggia ed amore.

Non è solo una questione anagrafica è anche una questione tecnica. Suoni non certo eccelsi, strutture banali, melodie sicure e molte incertezza nella voce. Nessun elemento che colpisca particolarmente l’attenzione o l’interesse, tutte cose già sentite. Quello che contano sono solo le parole ……

Quello visto all’Alcatraz non è certo stato un concerto da giustificare così tanto entusiasmo.

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