TREVES BLUES BAND: un concerto mai banale. Recensione Milano

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TREVES BLUES BAND
Milano sound Market
08 Luglio 2016
Milano

Voto: 8,5
di Luca Trambusti

Per gli amanti del blues la Treves Blues Band è un sicuro punto di riferimento. Il rapporto tra Fabio Treves ed il suo pubblico è molto stretto, basato sulla fiducia che la platea nutre verso l’armonicista il quale risponde in modo sanguigno, “vero” e con grande disponibilità anche a fine concerto, concedendosi alla platea. Divertente, mai banale un concerto della TBB è sempre una piacevole occasione a cui assistere. Così è stato anche al Sound Market di Milano.

Un discreto numero di persone era sotto il palco per l’esibizione della band, un pubblico sicuramente attento al genere (che ha un suo bello zoccolo duro) ed ovviamente competente ed anche composto da molti amici (in questo senso è il fattore campo ad aiutare). Treves d’altronde suona moltissimo in tutta Italia per cui gli ascoltatori possono “spalmarsi” su più occasioni senza concentrarsi su un evento di più ampia portata.

Quello in scena dal palco (“piccolo”) del Market Sound è stato uno show “tradizionale” ma allo stesso tempo “preparatorio”. La settimana prossima (sabato 16 Luglio) infatti la band ha il compito di aprire la giornata romana (Circo Massimo) di Springsteen (sarà la prima band ad esibirsi, dopo di loro i Counting Crows ed infine la star). Su questo, sull’emozione dell’attesa e la preparazione dell’esibizione Treves ha giocato e scherzato parecchio con il pubblico. La musica invece è stato un susseguirsi di classici del blues, dai più “antichi” ai più recenti e moderni autori, spaziando nei diversi stati degli USA, presentandone la geografia stilistica con i diversi approcci al blues e quindi regalando un’esibizione di grande varietà , con momenti in cui il blues era intenso ed altri in cui c’è stato anche spazio per il ballo ed il divertimento. Insomma l’essenza stessa di questa musica, che coniuga il dramma ed il divertimento ovvero le origini storiche della Grande Madre Musicale. Tutto questo Treves lo fa passando attraverso dei nomi più recenti ma anche e sopratutto dei classici “storici”, magari sentiti in altre versioni (come “Nobody’s fault but mine” di Blind Willie Johnson portata al “successo” dai Led Zeppelin nell’album Presence) gente bianca e nera come Paul Butterfield, Buddy Guy o Howlin’ Wolf per citarne alcuni, tutti nomi ben conosciuti dagli amanti della “musica del diavolo”

Ad accompagnare Fabio Treves e la sua armonica, nonché consumato bandleader, c’è la sua consolidata band: gli storici Massimo Serra alle percussioni e Alex”Kid” Gariazzo alla voce e chitarra ritmica e solista (ottimo in entrambi i ruoli) a cui si uniscono, ormai da tempo, il bassista Gabriele Delle Piane ed il chitarrista (solista e ritmico) e cantante Guitar Ray. Una formazione stellare con grande feeling tra i componenti che contribuisce “pesantemente” alla resa del concerto. Due ore di grande musica, suonata ottimamente e spesso intervallata da divertenti siparietti “guidati” da Treves e che coinvolgono la band (immancabile il treno suonato con l’armonica).

Prima della band, in apertura, sul palco è salito il cantante chitarrista bluesman Francesco Garolfi che Treves ha rivoluto successivamente con lui sul palco per un brano acustico. Nell’introdurlo Fabio ha anche raccontato l’aneddoto di come si sono conosciuti (Francesco lo ha contattato per una tesi sul blues). Spazio acustico anche per Alex Kid Gariazzo che ha confermato le sue doti tecniche con un pezzo bluegrass.

Dunque ogni occasione con la TBB è buona per un bagno nelle grandi acque del blues (magari fangose). Il merito della band è quello di togliere una certa sacralità a questa musica, di dare il giusto peso all’aspetto “ludico” del blues che è stata nella storia anche fonte d’intrattenimento. Sebbene la TBB sia diventata uno “standard” nel panorama musicale italiano, ogni concerto, per varietà di scalette e capacità d’intrattenimento, è diverso dall’altro e quindi è più volte fruibile, soprattutto se amanti del blues.

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