RKOMI: festeggia sul palco la sua storia e la sua musica Recensione concerto e scaletta live Milano
RKOMI
Recensione concerto e scaletta live
03 novembre 2026
Fabrique
Milano
Recensione diLuca Trambusti
Giocare, in questo caso suonare, in casa perRKOMIin occasione del suo live al Fabrique di Milano, non è un modo di dire, ma sfiora la realtà.
Il club milanese che ospita (nuovamente) il suo concerto è alla periferia est della città, a poco più di un chilometro dal quartiere Calvairate, palestra di vita di Mirko, culla artistica e spesso ambientazione e sfondo delle sue canzoni.

Quartiere (popolare) dove è cresciuto, che ormai il 32enne rapper ha abbandonato ma non ha dimenticato e ha così investito i suoi guadagni in una palestra (specializzata in boxe tailandese) in una via in zona dove la quota d’iscrizione è modulata in base alla disponibilità economica dei frequentatori.
Calvairate nel suo cuoree sul palco
Ma “il Calvairate” è nella sua pelle, nei suoi pensieri e nel suo cuore e ogni occasione per parlarne, per ricordare è buona, come succede più volte nell’ultimoEP pubblicato a ottobre 2026 dal titolo “A Milano”, lo stesso che accompagna il suo ritorno sul palco con i concerti al Fabrique.
Sul palco del clubRkomi(con cinque date di cui quattro sold out e una tendente a) festeggia il passato, il decennale del suo esordio discografico riproponendo i brani dei suoi primi tre lavori“Dasein Sollen” (2016), “Io in Terra” (2017), “Ossigeno EP” (2018), ma guardando anche al presente con il suo ultimo Ep “A Milano”.


Così Mirko porta sul palco ciò che è stato e ciò che è e forse sarà, ripercorrendo le tappe di un cammino senza nostalgia “Non sono una persona che tende a riguardare le fotografie o a vivere guardando indietro–dicein un incontro post concerto –Per fortuna, e qualche volta anche purtroppo, ho sempre guardato molto avanti. Mi capita di rendermi conto del passato soprattutto attraverso il lavoro e le esperienze. Anche con “A Milano” il gioco era recuperare l’approccio di dieci anni fa, ma facendo musica nuova. Non volevo semplicemente riprodurre un suono o ricostruire un periodo. Questo progetto e questi concerti nascono proprio da quell’idea.”
Il passato non si celebra, si ricorda
Nelle quasi due ore di concertoRkomiguarda al passato ma lo celebra, mostrando il suo essere stilisticamente eclettico, con una varietà stilistica, pur nei confini del rap più puro, che arriva ai lati del perimetro sfiorando pop, trap, musica d’autore.

Nella scaletta il rapper milanese porta i suoi più grandi successi ma anche brani che da tempo sono fuori scaletta. Ma ugualmente, sia sul repertorio che sulle novità, la risposta del pubblico è la medesima e sorprendente anche per lui: “Il pubblico mi ha dato l’opportunità di riprendere in mano i vecchi dischi e di dare un ruolo centrale a brani che non pensavo avessero ancora così tanta importanza. In questo modo ho riscoperto anche parti di me che non conoscevo più. Sono canzoni scritte dieci anni fa, forse anche di più, e attraverso di loro ho ritrovato una parte del mio passato.”E aggiunge“Mi ha colpito vedere ragazzi di età diverse: c’erano giovanissimi, ma anche persone sulla trentina. Tutti conoscevano e cantavano anche brani che pensavo fossero rimasti un po’ nascosti, quasi di nicchia. Mi ha stupito soprattutto la risposta ai concerti: il primo sold out, poi il secondo, il terzo e il quarto. È stato qualcosa di travolgente.”
Ricordo quando le ho scritte
Con il concerto “A Milano”Rkomiripercorre il suo passato, e lo fa a partire dalla mitica Panda rossa, la sua macchina di gioventù, che campeggia, ruote all’aria, sopra il palco. Un viaggio che per il protagonista è storia ma anche emozione e ricordo. “Le sensazioni–dice l’autore di questi brani–sono le stesse. In realtà non ho mai avuto una grande consapevolezza di quello che arrivava al pubblico quando pubblicavo quei pezzi. Quello che ricordo molto bene sono i momenti in cui li scrivevo. Durante le prove, nelle ultime settimane, mi sono tornati in mente quei periodi e il modo in cui lavoravo.
È stato bello ricordare come nasceva la mia musica e penso che questa esperienza possa essermi utile anche per il futuro. Mi ha riportato a quando scrivevo in macchina o in bagno, di nascosto da mia mamma. Sono tornato con la memoria a quei momenti. Ricordo, per esempio, di aver scritto un brano mentre guidavo proprio mentre tornavo a casa. Sono ricordi molto vivi.”e conclude dicendo“Non mi interessa fare bilanci. Mi interessa aver vissuto questi dieci anni e aver capito delle cose importanti. Li valuterò forse quando sarà finito tutto, anche se spero che non finisca troppo presto.”
Mi piace sudare
E sul palco Mirko ci mette l’anima, ci porta tutto se stesso, senza risparmiarsi, credendo fino in fondo in ciò che fa. “Mi piace sudare durante i concerti, paradossalmente per me è un senso di bellezza.In realtà –prosegue– dal punto di vista emotivo per me sul palco si riesce a fare pace con se stesso, con la maschera che vorremmo, secondo me, avere un po’ tutti, che stiamo avendo io,come chiunque altro. La mia idea dei palchi è un totale spogliarsi di tutte queste maschere e più riesco più ho la fortuna di essere in contatto con me stesso, di pormi in modo più sincero e probabilmente i brani arrivano un po’ di più al cuore.
Sul palco –conclude– cerco di essere semplicemente me stesso. In studio butti fuori la merda e anche le cose belle, che scopri per la prima volta, sul palco cerchi di dare un’imponenza, un’importanza, dopo averle scoperte e tutto quanto cerchi di farlo scoprire anche agli altri.”
Gli ospiti

Ad accompagnarlo in questo percorso live sono saliti sul palco degli ospiti che hanno coperto lo spettro temporale diRkomi, dalle nuove generazioni del rap/trap (KhodiePromessa), agli amici fraterni (Ernia) sino ai nomi che hanno invece contribuito alla sua crescita professionale come il producerNight SkinnyeMarracash, quest’ultimo accolto come un vero eroe dal pubblico. Al termine del loro duetto il pubblico richiede a gran voce il brano “Business Class”, frutto di collaborazione del 2018 tra i due, brano però non inserito in scaletta (anche perché attribuito a Marra).
Alla fine delle quasi due ore il pubblico esce dal club soddisfatto, conscio di aver assistito a una summa del lavoro diRkomi, di aver ripercorso una parte della propria vita, ma senza nostalgia. A dare energia le rime e le basi del rapper che porta con se il suo quartiere (e lo mostra con immagini di Milano affiancando i contrasti della parte moderna della città con, soprattutto, quella popolare), la sua storia umana ed artistica con tutta quella sincerità di cui un artista può essere capace.
Si replica il 4, l’11 e il 13 e il 24 novembre(disponibili gli ultimissimi biglietti per la data conclusiva) con uno show, per le prossime date, tutto in divenire dove ancora gli ospiti sono incognite così come la conferma della scaletta della prima serata.
Scaletta

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