SAVANA FUNK Feat WILLY PEYOTE: un esperimento riuscito (Recensione e scaletta)
SAVANA FUNKFeat WILLY PEYOTE
26 marzo 2023
Santeria Toscana 31
Milano
Recensione di:Luca Trambusti
Voto: 8,5
Prendi una band ad alto tasso ritmico, uniscila a un atipico rapper che ama le barre piene di contenuti e mettili insieme. L’esperimento può essere interessante; e così in effetti è.
Savana FunkeWillie Peyote, l’incontro
ISavana Funk, un trio multiculturale, è una band che ha luminosa “vita propria”, che meglio si esprime dal palco.Laloro proposta è frutto di una grande contaminazione culturale e stilistica: world music, jazz, funk, afro beat, rock, qualche spruzzata di progressive e fusion si tengono per mano guidate da una chitarra incessante che corre in lunghissimi assoli, coadiuvata dalle tastiere, il tutto sostenuto da una pulsante base ritmica.
A Torino, in occasione della comune partecipazione a una manifestazione corale, nasce l’idea e la voglia di unire le forze conWillie Peyote, rapper di successo ma anche molto attento a tematiche sociali e che del proprio impegno non ne fa certo mistero.
Savana FunkeWillie Peyote, i pubblici
Nasce così questo tour di cinque date in cui le due realtà si uniscono, a volte si fondono e a volte si sorreggono. Il secondo appuntamento è nella “impegnativa” piazza milanese dove vengono accolti con molto affetto e curiosità. Il limite “tra i pubblici” è molto labile: non si capisce chi è lì per chi. Di fatto c’è una fusione corale di gente, attratta dalla curiosità, dai propri beniaminiosemplicemente (in uno spirito milanese) dal fatto di essere presente a un evento, a un’occasione particolare che sicuramente, si sa a priori, sarà condita da buona musica.
L’inizio è affidato aiSavana Funkche mettono subito in campo un’esecuzione strumentale di oltre 10 minuti in cui mostrano la sostanza di cui sono fatti, unendo le loro anime stilistiche, mettendole tutte in bella mostra e scaldando a dovere il pubblico (già accaldato dalla temperatura del locale). C’è tanto ritmo, c’è tanta chitarra, c’è tanta gente che balla, impossibile stare fermi.

Willie Peyotescende in campo con gli inediti
Finita la prima “sfuriata” oltre alla musica arrivano le parole, curate daWillie Peyote. Il torinese unisce un repertorio di brani inediti, scritti appositamente insieme alla band per questo progetto e riletture del suo repertorio. I temi sono quelli cari al rapper, sono molto politici ma anche da “osservazione” della realtà. Tra musica e parole si torna agli anni ’90 al rap “Old School” dove le parole si fondono a una base realmente suonata, con una grande propensione al funk ed al ritmo in genere.
Nei momenti più “duri e puri” Willie ci fa tornare all’epoca dei Centri Sociali, quando le parole avevano un ritmo ma anche un significato, un valore di protesta e di rabbia. Tutto è pulsante, vivo, la materia è calda.
Se nel primo brano iSavana Funkhanno fatto iSavana Funk, con l’arrivo di Willie si mettono al servizio del cantante, asciugando la loro musica, esaltando la “sola” anima funk, quindi conservando in ogni caso ritmo e groove.
Wille si presenta con un inedito, parla e racconta i brani, prosegue con una mezza cover di De André, continua con altri inediti che parlano del senso di mancanza (partendo dalla non presenza del Wi Fi sui treni alta velocità) e tocca anche i temi della giustizia.
È in questi momenti che si capisce la portata dell’esperimento, in cui le due parti si uniscono ma non sempre si fondono. Succede sull’ultimobrano comune della prima parte, quando Willie ripesca dal cilindro il testo di “Giudizio sommario”, un brano del suo primo lavoro che come spiega il cantante è stato eseguito live una sola volta, in fase di presentazione del disco, e lo “appoggia” sulla musica di “Ghibli”. Alle barre di Peyote segue la parte strumentale della band (con il rapper che lascia il palco).
Nella terza sezione del concerto sono ancora iSavana Funka riprendersi la scena, con una manciata di canzoni del loro repertorio, tutte strumentali e tutte nel perfetto stile della band. In questo punto il quartetto finisce di “arrostire” il pubblico.
Quando ritorna sul palcoWillie Peyote, aggiunge altri inediti (tra cui la lenta e appassionata ”Wazina”, dedicata e ispirata dalla rivoluzione iraniana) e affonda le mani nel suo repertorio, coinvolgendo ancor più il pubblico, rendendolo partecipe dell’esperimento.
In fine i bis sono equamente divisi tra la band e l’intervento di Willie.

Esperimento riuscito
Esperimento riuscito, forse un po’ scollato in alcuni pezzi, che tuttavia riescono ad avere una loro forza. Scollato anche nel senso che la band in alcuni momenti scompare un po’ troppo, assorbita, coperta daWillie Peyote. Nella maggior parte dei casi però gli interventi dei Savana (non è corretto definirli arrangiamenti)dannonuova linfa al risultato finale sui brani già noti. Interessanti invece i temi delle nuove composizioni del rapper torinese, che libero da ogni vincolo può affondare le mani in territori a lui cari e più “militanti”, anche qui sorretto da una buona base musicale.
Per il resto la distanza tra le due realtà artistiche è grande ma riescono a trovare un terreno comune. A volte sembra sacrificarsi più la band che il rapper.
Comunque molto, molto interessante.
Il tour
23.03 TRENTO – Sanbapolis
26.03 MILANO – Santeria
30.03 ROMA – Monk
31.03 RONCADE (Tv) – New Age
01.04 BOLOGNA – Tpo
Scaletta
1- Timbuktu Calling
2- Come non detto (FeatWillie Peyote)
3- Bombarolo (FeatWillie Peyote)
4- Frecciarossa (FeatWillie Peyote)
5- Come down (FeatWillie Peyote)
6- Dove tutto tace (FeatWillie Peyote)
7-La mia Futura ex moglie (FeatWillie Peyote)
8- Ghibli (FeatWillie Peyote)
9- Fuga da Goree
10- Lipari
11- Il ghepardo
12- the 20 (FeatWillie Peyote)
13- le chiavi in borsa (FeatWillie Peyote)
14- wazina (FeatWillie Peyote)
15- io non sono razzista ma (FeatWillie Peyote)
16- vodka (FeatWillie Peyote)
17- Che bella giornata
18- zahra + 600$ (FeatWillie Peyote)
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