ERIC STECKEL: play it loud and fast Recensione concerto live Milano
ERIC STECKEL
Recensione concerto live
28settembre2026
Spazio Teatro 89
Milano
Recensione diLuca Trambusti
Voto: 👏👏👏
ERIC STECKEL(nato nel 1990) è un cantante blues, chitarrista, cantautore e produttore discografico originario della zona di Lehigh, in Pennsylvania.Lasua carriera è iniziata in età molto giovane: salì sul palco con gruppi blues locali prima di compiere dieci anni. Il suo album di debutto, “A Few Degrees Warmer”, è stato registrato dal vivo nell’aprile 2002, quando aveva solo 11 anni.
Una lunga carriera
La svolta decisiva arrivò a 12 anni, quando la leggenda del bluesJohn Mayalllo invitò a unirsi al suo tour con i Bluesbreakers e lo scelse come chitarrista solista per il suo album del 2005.

Steckel ha pubblicato 14 album e hasuonatoin tutto il mondo, condividendo il palco con artisti del calibro diSteve Vai, Gregg Allman, Johnny Winter, John Mayall, Ray Charles, Larry Carlton e Robben Ford. Con l’esperienza accumulata è oggi considerato un veterano del blues, noto per un sound che fonde blues rock e blues elettrico con grande energia.
Dopo i concerti del 2023 e la partecipazione al Pistoia Blues come main support di Fantastic Negrito, lo scorso luglio il chitarrista è tornato in Italia per un live a Milano da headliner, occasione perfetta per presentare il nuovo album “Sandstorm”, uscito pochi giorni prima del concerto.
Sul palco Steckel porta tutta la sua esperienza, la carica e una potenza sonora travolgente: bastano le prime note per capire cosa riserva la serata, una vera chicca per gli appassionati di rock blues. La sei corde del musicista ruggisce mentre i due compagni di avventura costruiscono una base ritmica perfetta (basso e batteria) su cui lui può distendersi e lanciare assoli e riff micidiali.
La matrice del suo repertorio è il blues, ma si unisce a un rock sanguigno che spesso sfiora l’hard rock; e in qualche occasione aleggia l’ombra dei Led Zeppelin e del loro hard blues. La tecnica è sopraffina, ma si scioglie in una visceralità sonora: la “forma canzone” funge da punto di partenza e di lancio per lunghissime cavalcate strumentali, dove la chitarra è protagonista assoluta con assoli estesi e tecnicamente impeccabili. Le dita di Steckel scorrono sulla tastiera a velocità ipersonica; gli assoli sono interminabili, potentissimi e un vero paradiso per gli amanti del genere.
Stile e anima
Il volume e la carica sonora impediscono che il tutto si trasformi in un mero esercizio di stile, anche se questo rischio a tratti prende il sopravvento. I brani si susseguono senza soluzione di continuità, al più separati da un “One, two, three, four”; a volte la velocità è folle, come un treno lanciato verso il pubblico, che resta immobile ad assorbire l’urto. In un muro sonoro così compatto ne risentono però le dinamiche: le atmosfere più rilassate e intense emergono soltanto in rare occasioni.
Il cuore sta negli assoli

Steckel mette in scena un concerto robusto e vigoroso che mette in mostra le sue enormi doti chitarristiche, ma che spesso si traduce in una successione di grandi, fluenti e impeccabili assoli che diventano, alla fine, il fulcro della sua proposta musicale. Richiamato a gran voce, al termine dell’esibizione — durata circa un’ora e quaranta — non è stato concesso alcun bis.






