UMBERTO TOZZI: l’addio è una grande e festosa celebrazione Recensione concerto e scaletta live Milano

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VOTO: 🙌🙌🙌

Nel marzo 2024 UMBERTO TOZZI aveva spiazzato tutti annunciando che avrebbe “attaccato il microfono al chiodo”. Significava chiudere una carriera iniziata nel 1976 e costellata di successi che hanno attraversato generazioni, continenti e persino contesti politici improbabili (una sua hit, nella versione inglese, è stata utilizzata anche da Donald Trump).

Ma si sa: nella musica l’addio non è mai immediato e scontato. Un tour chiama l’altro, una location prestigiosa è difficile da rifiutare, e l’idea di fissare su disco un grande live all’Arena di Verona – con tanti ospiti prestigiosi e qualche inedito – è una tentazione irresistibile anche per chi ha già annunciato la fine.

L’ultimo giro di giostra: “L’Ultima Notte Rosa – The Final Show”

A due anni esatti da quel primo annuncio, il momento è però davvero arrivato. Con un finale giro di giostra che va sotto il titolo di “L’Ultima Notte Rosa – The Final Show” Tozzi saluta il suo pubblico con un ultimo tour nei palasport italiani e una serie di date europee che si chiuderanno in una location londinese ancora top secret (che sia la Royal Albert Hall, cosicché il sogno non diventi realtà?)

Per questo ultimo viaggio, il cantautore torinese ha scelto un’idea e simbolica: giocare con le lettere del suo nome e cognome: Sette date italiane, come le lettere di Umberto, Cinque date europee, come le lettere di Tozzi.

Un modo elegante e creativo per dare una forma fisica al suo addio.

Milano: la “R” del percorso, il quinto passo verso la fine

Il concerto di Milano rappresenta la “R”, ovvero la quinta tappa del percorso italiano. Dopo questa, ne resteranno soltanto due prima del saluto definitivo al pubblico del nostro Paese.

Per l’addio alla città lombarda, Tozzi ha scelto una location “storica”: l’Unipol Forum di Assago. Qui si è esibito già quattro volte, compresa la tournée congiunta con Raf e il precedente tour nei palasport dell’ottobre 2025. Un luogo familiare, ideale per un ultimo grande abbraccio con il pubblico milanese.

Un addio che sa di celebrazione

Più che un semplice concerto, “L’Ultima Notte Rosa” è una celebrazione collettiva: un viaggio nella memoria, nei successi, nelle canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana. Un modo per chiudere un percorso lungo quasi cinquant’anni, con la consapevolezza che certe melodie continueranno a vivere ben oltre il ritiro del loro autore, sopravviveranno ancor più nel tempo, legandosi per sempre al nome di Umberto Tozzi.

L’ultima notte rosa di Umberto Tozzi al Forum di Milano è stata un viaggio dentro una carriera che ha segnato la storia del pop italiano. Una serata intensa, non solo per la potenza delle sue hit, ma anche per le difficoltà mostrata dall’artista, accolto e sostenuto da un pubblico che non ha mai smesso di stringersi attorno a lui.

Una voce non al massimo, ma un pubblico che canta per due

Fin dalle prime battute è apparso chiaro che Tozzi non fosse nella sua forma migliore. La voce, affaticata, ha vissuto alti e bassi: un miglioramento a metà concerto, poi un nuovo calo verso il finale. Eppure, la platea del Forum non ha mai vacillato. Anzi, nei momenti più difficili è stata proprio la folla (insieme ai coristi)a prendere in mano il concerto, cantando a squarciagola quei brani che appartengono alla memoria collettiva.

Qualche malumore all’uscita si è percepito, inevitabile quando le aspettative sono alte. Ma l’affetto, quello vero, ha dominato la serata.

Una band poderosa e arrangiamenti “dilatati”

Sul palco, Tozzi ha portato una large band: due chitarre, sezione d’archi, fiati, basso, batteria, tastiere e quattro coriste/a (un tre +uno). Una formazione imponente che ha dato vita a arrangiamenti robusti, ricchi, spesso estesi in lunghe parti strumentali e assoli di chitarra marcati.

A metà concerto, come previsto da scaletta, la band si è presa la scena con un intermezzo tutto suo, mentre Tozzi lasciava momentaneamente il palco.

L’abbraccio con Masini e il ricordo di Bigazzi

A rendere la serata ancora più simbolica è arrivato Marco Masini, legato a Tozzi dal comune percorso con il produttore e autore Giancarlo Bigazzi, figura chiave per entrambi. Insieme hanno eseguito due brani di Tozzi e uno di Masini, un momento di amicizia e memoria condivisa.

Un addio alle scene, non alla musica

Durante i saluti finali, Tozzi ha ribadito che quello di quest’ultimo tour è un addio ai palchi, non alla musica. Ha ricordato anche l’arrivo del musical Gloria, di cui è direttore artistico, in partenza il 23 ottobre da Milano (seguiranno Roma e Bologna con prevendite al seguente link https://gloriailmusical.it/biglietti/)

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Il concerto ha confermato una verità semplice: Tozzi ha i pezzi. Canzoni che attraversano generazioni, che tutti hanno ascoltato almeno una volta, che si prestano a mille arrangiamenti e che continuano a unire il pubblico in un unico grande coro.

Un ruolo centrale nella musica italiana

Nonostante le difficoltà vocali, Tozzi ha salutato il suo pubblico con la consapevolezza del proprio status. Ha messo in scena uno spettacolo essenziale, senza fronzoli, costruito come un viaggio nella memoria personale e collettiva, cucito dal filo rosso delle sue hit.

“Si può dare di più”, cantava il trio sanremese nel 1987. Ma per Tozzi, forse, la risposta è: “probabilmente no”. Perché lui, alla musica pop italiana, ha dato tantissimo. E in molti se lo ricorderanno.

Scaletta

Notte rosa
Ti amo
Gli altri siamo noi
Gli innamorati feat Masini
Si può dare di più (Morandi, Ruggeri, Tozzi cover Feat Masinio)
T’innamorerai feat Masini (cover Masini)
Immensamente
Qualcosa qualcuno
Lei
Eva
Gente di mare (Umberto Tozzi & Raf cover)
Io camminerò
Dimentica dimentica
Strumentale della band
Donna amante mia
Vento di aprile
Il grido
Dimmi di no
Io muoio di te
Stella stai
Tu
Gloria

https://www.facebook.com/umbertotozziofficial


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