“IL CONCERTO CHE VORREI”: il live inclusivo e accessibile
ILCONCERTO CHE VORREI
al via il tour del live inclusivo e accessibile dentro e fuori dal palco
IL CONCERTO CHE VORREI è un’esperienza musicale, un liveinclusivo, senza discriminazioni di genere, che sappia tutelare ogni forma di disabilità e diversità, un liveaccessibile, che possa dare a tutte e tutti – allo stesso modo – un’identica opportunità di fruizione e condivisione.
Nasce con questi presupposti “Il concerto che vorrei”: il percorso che perlaprima volta coinvolge insiemepubblico, artisti e addetti ai lavoriper progettare e cambiare concretamente l’approccio dentro e fuori dal palco.
Ideato daKeepOn LIVE– la rete associativa di spazi di musica dal vivo – “Il Concerto che vorrei” è realizzato in collaborazione con ilMinistero della Cultura, il supporto diEqualy(la prima realtà italiana a occuparsi di uguaglianza di genere nell’industria musicale);Uildm(associazione di riferimento per le persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari);CSV Milano(agente di sviluppo del volontariato e della cittadinanza attiva);RevellandeBAM! Strategie Culturali.
Un lavoro duratodue anniche ha analizzato, attraverso questionari e interviste,le diverse esigenzedegli attori in campo e vuole oggi realizzareun concerto ideale ma non utopico, offrendo soluzioni concrete e basate su tre pilastri: diversity, ovvero una programmazione e una divulgazione comunicativa inclusiva;gender equalitynella programmazione, nei ruoli professionali e nella divulgazione comunicativa;disabilità, ovvero l’accessibilità degli spazi e l’adozione di un codice comportamentale inclusivo.
Un progetto che prende forma in
anteprima giovedì 26settembrealle ore 22 presso I Candelai, a Palermo,
primo di quattro concerti in programma a
Bologna, al Dumbo, venerdì 11 e sabato 12 ottobre durante il Robot Festival,
Roma al Monkgiovedì 17 ottobre
Milano, presso laSanterianell’ambito della Milano Music Week,
per un appuntamento finale la cui data precisa verrà comunicata nelle prossime settimane.
Nel capoluogo siciliano, per la tappa inaugurale, si accendono così i riflettori suun live multidisciplinare e sperimentaleche chiude l’edizione 2024 del meeting annualeKeepOn LIVEFEST.
Sul palcoil duo electro-pop olandeseCUTnell’ambito diRevelland (2023 – 2025), la rete europea collaborativa determinata a creare spettacoli accessibili. Un’iniziativa già approdata su palchi prestigiosi come lo Sziget Festival (Ungheria), ESNS (Paesi Bassi), Roskilde (Danimarca) e presentata quiper la prima volta in Italia.
ICUTsono Sebastiaan Dutilh e Belle Doron, e vanno in scena con“The Ritual”: un’esperienza immersiva e multisensoriale guidata da una “voce divina” che attraversa il gusto, l’olfatto e il tatto, per creare un forte legame emotivo nel pubblico.
Li anticipano gli italianiOne eat One,la prima band di musica elettronica al mondo composta da persone normodotate e persone con disabilità:un’entità unica e ben amalgamata abituata a fondere le singole personalità e caratteristiche come fanno nel loro sound tra riff di chitarra, ritmi minimalisti e melodia. Apre la serataGiorgina Lo Nardo, artista e performer LIS di Palermo già sul palco con i Pinguini Tattici Nucleari.
Un primo live realizzato per evidenziare alcune delle caratteristiche che dovrebbe avere “Il concerto che vorrei”: attenzione e cura dellaprogrammazione musicalee unacomunicazioneche non promuova solo l’utilizzo di fotooimmagini rappresentative della maggioranza, includendo anche persone non caucasiche o con disabilità fisiche.
Per lepersone con disabilità, da rivedere l’area“recintata” lontana dal palco e dai propri amici, l’obbligo di avere un accompagnatore o perfino, in alcuni casi, la richiesta del 100% di invalidità per poter usufruire di spazi e servizi dedicati.
È emersa poi l’importanza dellaformazione dello staff,l’esigenza che il personale sia adeguatamente formato tanto nell’accoglienza quanto nell’eventuale gestione di situazioni delicate. Rilevante anche la questionetrasporti: ci si sente più al sicuro se esiste una rete di mezzi pubblici per raggiungere la venue, un servizio navette o una stazione taxi; mentre nel caso di parcheggi auto, servirebbero ben illuminati e controllati.
“Il concerto che vorrei” vuole scardinare l’assunto che alcuni cambiamenti siano troppo difficili in termini di spesa economica, tempo, competenze e risorse umane,dimostrando checoncerti come questo di Palermo, anziché essere fonte di preoccupazione, possano al contrario stimolare un nuovo approccio e generare soddisfazione tanto nel team di chi lavora nella musica quanto nel pubblico.
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