MAURO PAGANI: commozione e partecipazione su “Crêuza de Ma” Recensione concerto e scaletta live

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E’ una serata particolare quella a Villa Arconati. Di ricordi, memorie, tributi. Ma senza tristezza o nostalgia.

Sul palco c’è MAURO PAGANI, un punto fermo della migliore musica italiana, dagli anni Settanta a oggi. Un artista dalla storia lunga e ricca di incontri, esperienze e collaborazioni. Tra le più importanti spicca quella con Fabrizio De André con cui una vita fa ha scritto “Crêuza de Mä”, capolavoro senza tempo.

Crêuza de Mä la storia

“”Crêuza de Mä” compie 40 anni: Fabrizio ed io lo registrammo nel 1983 e venne pubblicato l’anno successivo. Un album incollocabile nello spazio tempo, sospeso, scevro da tendenze, arcaico, ma sempre attuale. Il mio bisogno, di uomo e di artista, di issare le vele, in questi strani giorni, è incontenibile. Le rotte che, scrivendo l’album, immaginavamo solcate da bastimenti carichi di spezie, oggi sono, nella realtà, una via di fuga, e per molti, troppi, dall’ingiustizia. Il viaggio da capo, dunque e, se possibile, a un volume ancora più alto, perché tutti ci sentano bene”.

Così Pagani ha presentato questo tour, giocato su atmosfere magiche e ipnotiche, dal forte sapore etnico, assecondate da un’ottima band, con il famoso Mauro Arcari ai fiati, e due coristi, Elena Nulchis e l’”amico senegalese” Badara Seck.

Il ricordo di Dario Zigiotto

Una serata particolare, si diceva. Con una dedica speciale a Dario Zigiotto, scomparso pochi mesi fa, colonna del festival, persona squisita e animatore culturale di rango. Lunghi applausi per lui dai tanti spettatori accorsi, nonostante i funesti presagi di pioggia. Pioggia che, per fortuna (o grazie a un aiuto da lassù in cielo), ci verrà risparmiata.

In uno scenario all’aperto di grande bellezza, qual è quello di Villa Arconati a Baranzate di Bollate – alle porte di Milano, Mauro canta con emozione e partecipazione. A tratti si commuove. Resta seduto per tutto il tempo, non suona, ma dirige la sua piccola grande orchestra.

Ritroviamo classici in genovese, da “Sinàn Capudàn Pascià” ad “Â pittima”, fino a “Sidùn”, uno dei momenti più toccanti, sconsolata riflessione sull’attualità della guerra. Arriva anche “Jamin-a”, come sempre splendida e sensuale. Mentre verso la fine giunge il brano che dà il titolo al disco, col ritornello cantato in coro dal pubblico.

Ma in scaletta c’è dell’altro. E di qualità sopraffina. Come “Ottocento”, “Don Raffaè” e la potente “La domenica delle salme”, altri frutti della collaborazione con Faber, da “Le nuvole”. Senza dimenticare le tracce soliste, a partire dalla suggestiva ballata “Domani”.

Chiusura in bellezza sulle note immortali di “Impressioni di settembre”, ricordo del suo periodo anni Settanta con la Pfm.

Per l’ultimo bis Mauro sfodera l’armonica e si cimenta con “Forever Young” di Bob Dylan, “un brano che mi ha accompagnato per tutta la vita”. Versione sentita, ispirata. E dedicata tutti noi, nella speranza (utopia?) che si possa davvero rimanere “per sempre giovani”.

Il Festival di villa Arconati

P.S. Il festival di Villa Arconati proseguirà domenica 7 al tramonto con “Vissi d’arte, vissi d’amor. Aspettando Giacomo Puccini” in compagnia di Massimo Finazzer Flory.
Si torna al pop l’8 con Jack Savoretti e il suo repertorio fra rock, soul, blues e canzone d’autore (in apertura, l’emergente Kaze). Il 10 toccherà all’evergreen Edoardo Bennato (già “tutto esaurito”), l’11 ritroveremo la voce della lusitana Teresa Salgueiro, già nei Madredeus.

Chiusura extramusicale, il 12, col giornalista Mario Calabresi e lo spettacolo “Come suona una fotografia”.

Scaletta MAURO PAGANI: “Crêuza de Ma” Recensione concerto

Sinàn Capudàn Pascià
‘Â pittima
D’ä mê riva
Ottocento
‘Â çímma
Neutte
Farafrique (Badara Seck cover) (con Badara Seck)
Mamadou Faye (Badara Seck cover) (con Badara Seck)
Sidún (con Badara Seck)
Davvero davvero
La domenica delle salme
Don Raffaè
Domani
Jamín-a
Crêuza de mä

Bis:
Impressioni di settembre
Forever Young (Bob Dylan cover)   

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