MARLENE KUNTZ Il rock e le sue chitarre Live Milano recensione e scaletta

Condividi

Era maggio 1994 ed i negozi di dischi (allora esistevano) si riempirono con le copie di un disco d’esordio fulminante. I MARLENE KUNTZ iniziavano il loro percorso discografico con “Catartica” un album con un suono nuovo, diverso, lontano da quello che offriva il panorama musicale italiano (peraltro in piena fioritura in quegli anni). I Marlene dalla loro Cuneo stendevano lo sguardo sin oltre oceano, guardando alla rumorosa scena newyorkese, fatta di duri suoni chitarristici, di rabbia musicale e potenza sonora, arrivando a sbirciare ciò che succedeva a Seattle.

Oggi, per tanti motivi, un disco come “Catartica” non avrebbe più cittadinanza, a un gruppo come i MK non sarebbe data una possibilità. Il rock chitarristico e una band sono un combinato disposto che allo stato attuale il panorama e l’offerta musicale rifiuta, a mano che non si percorrano le insondabili fortune e strade dei Maneskin (che peraltro recentemente hanno citato proprio la band di Godano e Tesio – che orgogliosamente ringraziano – come una loro fonte ispirativa).

 Recensione e scaletta del live a Milano per il festeggiamento Marlene Kuntz

Così festeggiare oggi i 30 anni di quel disco significa fare un tuffo nel passato, ricordare dei suoni oggi alieni eppure capaci, nella loro versione live, di chiamare pubblico per fare sold out e riempire come un uovo l’Alcatraz di Milano.

Sì perché i MK oltre a ridistribuire il disco hanno intrapreso un tour nei club in cui ripropongono “Catartica” e parte del loro repertorio degli anni ’90, fatto di altri due dischi che seguono sul solco dell’esordio: “Il vile” del 1996 e “Ho ucciso paranoia” del 1999. “Ci fermiamo qua – dice Cristiano – perché poi dal 2000 il nostro stile e suono sono cambiati.”

Il “Cartartica tour” è per i Marlene Kuntz il trionfo del rock e le sue chitarre, sono infatti loro, gli strumenti di Godano e di Tesio a dominare la scena a dettare il suono.

Essenziali e brutali

Senza fronzoli scenici, con un parco luci essenziale segnate da fondali prima rossi poi blu, i Marlene Kuntz buttano in campo tutta la loro visceralità, la potenza sonora che spesso si trasforma in rumore, quel noise a loro tanto caro ed a cui hanno puntato nei primi anni di carriera.

Il tutto è probabilmente anacronistico se ascoltato con le orecchie e lo spirito odierno, ma i presenti al concerto, la platea, dello spirito odierno non sanno cosa farsene, loro vogliono quei Marlene, quelli che maltrattano (ma eticamente) le chitarre, che le fanno urlare. Va in scena uno spettacolo per chi “c’era”, per chi quel periodo l’ha vissuto, gente che nella maggior parte viaggia tra i 50 e i 60, con qualche punta più bassa. E sono tutti (giustamente) contenti di ciò che hanno sentito stasera dopo averlo vissuto. Ma non è un deja vu

La soddisfazione del passato

E in effetti Cristiano Godano, voce e chitarra, Riccardo Tesio, chitarra, Luca “Lagash” Saporiti, sempre ottimo, al basso anch’esso (eticamente) strapazzato, che fa il paio con un muscolare Sergio Carnevale alla batteria e Davide Arneodo che si destreggia tra percussioni e tastiere e tira fuori il violino sono in occasione di un breve passaggio in “Nuotando nell’aria” soddisfano ogni aspettativa.

In circa due ore la band piemontese pesca a piene mani del repertorio della prima fase della propria vita artistica, che ritorna e rivivere in maniera secca, essenziale, quasi brutale. È un piacere per delle orecchie malate di rock… e se sei a quel concerto, con quella band, la malattia può essere anche acuta.

Il ritorno alle radici

Nel nuovo millennio la musica dei MK è cambiata, si è evoluta, ha preso tante sfumature diverse, ha flirtato con la melodia e con altri elementi abbandonando la potenza degli esordi e questo (come sempre succede) non a tutti è piaciuto. Così tornano alle radici e lo fanno con onestà, passione e amore per il passato.

Il concerto vive di grandi momenti, di un karaoke rock collettivo e sotto il palco. “in transenna” si vede anche il pogo selvaggio e qualche accenno di crowd surfing (immaginiamo da una fronda giovane del pubblico).

Fuoco su di te” scorre fluida, “L’agguato” è energia allo stato puro, rabbiosa rumorosa, un balletto tra chitarre a volume 10. Sui finali appaiono code noise e nella prima parte del concerto i brani si susseguono tra loro senza soluzione di continuità. Da “Lieve” presentata in una forma devastante, arriva un’infilata di brani iconici che fanno impazzire il pubblico. Sono i loro cavalli di battaglia, alcuni da sempre presenti, immancabili, in differenti versioni, nelle loro scalette.

Godano (57 anni) si agita sul palco come fosse un ragazzino , un concentrato di energia che ancora oggi vive la musica con grande passione ed intensità. Qualche problema tecnico alla sua pedaliera arriva prima di “Sonica” ma è un buco, mentre i tecnici si affannano a risolvere, coperto dal gruppo che improvvisa un delicato e intenso tappeto sonoro decisamente non male.

Tutto è per Luca

L’intero tour è dedicato all’ex batterista e fondatore Luca Bergia, che uscito dal gruppo nel 2020 è improvvisamente deceduto il 23 marzo 2023. Nell’annunciare questo tributo Cristiano è coperto dagli applausi del pubblico, applausi che durano a lungo e sui quali il frontman ringrazia commosso. Per omaggiare Luca, Cristiano arriva al presente e derogando ai limiti temporali imposti propone (non a caso) una delicata “Ti voglio dire”, singolo dal suo album solista “Mi ero perso il cuore” del 2020.

Un tuffo nel passato? Sì. Un’operazione nostalgia? No. Il ricordo di una stagione che ha vissuto bei momenti? Sì. Un concerto riservato a chi c’era? Ni, più si che no. Ma se da qualche parte in voi c’è una vena rock l’occasione per risentire delle chitarre non è da perdere. E si va a casa contenti e… non è certo una festa mesta.

Scaletta CATARTICA 2024

TRASUDAMERICA
CANZONE DI DOMANI
GIOIA CHE MI DO
FUOCO SU DI TE
AURORA
L’AGGUATO
LAMENTO DELLO
SBRONZO
MALA MELA
1° 2° 3°
(cambio scena)
INFINITA’
INELUTTABILE
LIEVE
FESTA MESTA
SONICA
NUOTANDO NELL’ARIA

BIS
TI VOGLIO DIRE
COME STAVAMO IERI
APE REGINA M.K.

TRIS
BELLEZZA


Condividi

3 pensieri riguardo “MARLENE KUNTZ Il rock e le sue chitarre Live Milano recensione e scaletta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *