RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE: conferme e novità (Recensione)

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RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE
CLUB TENCO
19, 20 e 21 ottobre 2023
Teatro Ariston
Sanremo

Come sta la canzone d’autore? Per saperlo, il Tenco è sempre un buon termometro, che ha il pregio di offrire alcuni punti di vista diversi. Uno è quello del Club stesso, o meglio del suo Direttivo, attraverso le scelte degli artisti invitati e di quelli premiati con i Premi Tenco alla carriera. Un altro punto di vista è quello della giuria, che premia i dischi dell’anno nelle diverse categorie. Il terzo punto di vista è quello del pubblico.

Carmen Consoli

In questa edizione della RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE, i premi sono andati ad artisti indubbiamente di valore, che hanno raccolto il consenso del pubblico evitando polemiche, a partire da Carmen Consoli, che finalmente riceve un premio meritatissimo. Nel suo set la rocker catanese celebra trent’anni di carriera, prima da sola con una splendida “Parole di burro” e “Fiori d’Arancio”, poi con i suoi due compagni di avventura dall’inizio della carriera, con “Le cose di sempre”, “Mio zio”, “L’ultimo bacio” e il consueto omaggio alla sua Sicilia con “Buttana di to ma’” di Rosa Balistreri e con l’ironica “’A finestra”.

Ron raccontai suoi cinquant’anni di carriera e partendo da “Il gigante e la bambina” passando per i grandi classici come “Una città per cantare” e “Il mondo avrà una grande anima”, raccontando della sua vita in “Sono un figlio”, e di come è nata la famosa “Piazza grande” omaggiando infine Lucio Dalla con “Chissà se lo sai”. Artista genuino e di indubbio talento, come dimostra infine con brani quali “Anima” e “Non abbiamo bisogno di parole”, eseguiti da solo al pianoforte tra gli applausi convinti del pubblico.

Ma l’artista Premio Tenco 2023 che senza dubbio ha più conquistato il pubblico è stato il brasiliano Tom Zé Il più geniale esponente del tropicalismo ha dimostrato di meritarsi la fama e il Premio, e ringrazia il Club Tenco con un set fulminante in cui passa dal tropicalismo al rock di “Jimi Renda-se”, arrivando a cantare l’elenco del telefono di Sanremo tra le risate del pubblico. L’ottantasettenne brasiliano coinvolge la RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE ballando, contorcendosi e facendo l’amore con la chitarra, con una carica e un’energia impensabili. Emozionante anche il siriano palestinese Aeham Ahmad che con voce e pianoforte crea un insieme di musica sufi, jazz, orientale e classica che ha colpito il cuore e l’anima del pubblico dell’Ariston. Delude un po’ Angelo Branduardi, non per la qualità della proposta, “La Luna”, la prima canzone che aveva eseguito alla sua prima partecipazione al Tenco nel ‘74, ma lascia un po’ di delusione in chi si aspettava qualche brano in più.

Paolo Jannacci

Essendo la RASSEGNA DELLA CANZONE D’AUTORE di quest’anno interamente dedicata a Enzo Jannacci, di lui si è parlato con libri, film e incontri con gli studenti, ma soprattutto con la musica. Dopo la consueta apertura con “Lontano Lontano” eseguita da un bravissimo Ron, il primo ospite non poteva che essere Paolo Jannacci, con un set omaggio al papà, accompagnato da alcuni dei migliori jazzisti italiani (Stefano Bagnoli, Daniele Moretto, Marco Ricci) per una bellissima versione di “Musical”, una toccante interpretazione di “Io e te”, e la sua “Voglio parlarti adesso” dedicata a Enzo. Non manca “Faceva il palocon Paolo Tommelleri ospite speciale al clarinetto e in chiusura la divertentissima “El purtava i scarp del tennis”. Paolo Jannacci dimostra ancora una volta di essere il miglior interprete delle canzoni di suo papà, arrivando quasi a eguagliarlo. Ci hanno provato anche altri artisti in questa edizione del Tenco: Finardi con una versione improvvisata e divertita di “Armando”, gli Almamegretta, con una sentita riproposizione de “Gli Zingari”, Daniela Pes con una straordinaria versione di “Si vede”, e la nuova scoperta del Tenco, Leti Dafne

un passato di 25 anni da cantante lirica e un presente da rapper in cui unisce gli studi classici al rap. Se “Pizza e Mandolino” sembra un mero esercizio di stile, la cantante ha centrato il bersaglio con “Ave Maria” e soprattutto con una strepitosa cover di “Ci vuole orecchio” di Jannacci.

Tra le altre proposte del Tenco, sono senza dubbio da ricordare Federico Sirianni che apre la terza serata con l’omaggio a Jannacci di “Sfiorisci bel fiore”, seguita da una bella “La promessa della felicità”, e Paolo Capodacqua che del repertorio del cantautore milanese propone “Vincenzina”, per poi eseguire la sua “L’uomo senza nome”, uno dei brani più convincenti del suo ultimo lavoro. E poi ancora il poeta cantautore Flavio Giurato, che dà prova della sua ecletticità con “Marco e Monica”, con il racconto della Resistenza a Roma “Ponte Salario” e una versione accennata e senza accompagnamento del suo classico “Il Tuffatore”, e la splendida voce di Patrizia Cirulli con il suo omaggio alle poesie di Eduardo de Filippo.

Almamegretta

Anche le scelte della giuria per le Targhe Tenco hanno sostanzialmente incontrato il favore del pubblico. Alice riceve la targa per il miglior disco di interprete per “Eri con me” dedicato alle canzoni di Battiato. Accompagnata da pianoforte e viola, recupera quattro grandi classici per quattro splendide interpretazioni (“Eri con me”, “Povera patria”, “E ti vengo a cercare”, “I treni per Tozeur”): grande voce e grandi emozioni.

Anche con gli Almamegretta, premiati per il disco in dialetto “Senghe”, ci troviamo di fronte a una voce splendida, quella di Raiz. Bella la riproposizione de “Gli Zingari” di Jannacci, ottimi i brani del nuovo disco, che rappresentano il perfezionamento di una formula originale e vincente che unisce tradizione, reggae, dub e elettronica.

La targa per la canzone dell’anno è stata assegnata ad “Andare oltredi Niccolò Fabi, che si è presentato da solo con un set intimo riuscendo a conquistare l’attenzione del pubblico dell’Ariston con un’emozionante “Tradizione e Tradimento”, a cui seguono “Filosofia Agricola” e “Costruire”, per chiudere con la premiata “Andare Oltre”. Daniela Pes è la vera sorpresa della prima sera: musicista geniale dalla voce sorprendente, accompagnandosi solo con campionamenti e strumentazione elettronica, dimostra di essersi meritata la Targa per il miglior esordio dell’anno. E con la cover di “Si vede” di Enzo Jannacci batte tutti su come reinterpretare con intelligenza un brano già di suo molto particolare e non facile, rendendolo proprio.

Vinicio Capossela

Vinicio Capossela conquista l’ennesima Targa Tenco per il disco dell’anno con “Tredici canzoni urgenti”, dal quale presenta “All You Can Eat”, la bellissima “La Cattiva Educazione” con Margherita Vicario alla voce, l’omaggio a Jannacci con una divertente “Giovanni Telegrafista”, “Ariosto Governatore”, “Con i tasti che ci abbiamo” e “Il tempo dei regali” con cui ringrazia il Tenco per gli oltre trent’anni di amicizia, e infine regala un bis con “Che coss’è l’amorcon cui si chiude la 47esima edizione della Rassegna. Una rassegna particolare, chiusa con il commosso ricordo di Antonio Silva per il disegnatore Sergio Staino, Presidente del Club Tenco, scomparso proprio sabato, che risollevò il Tenco in periodo di difficoltà.

Quindi, come sta la canzone d’autore? Sembrerebbe in apparenza molto bene, in realtà c’è sempre un problema già conosciuto: la mancanza del pubblico giovane. A parte le serate con ospiti i grandi nomi in alcune edizioni degli anni passati, nomi che però creano immancabili polemiche sulla loro “purezza” di cantautori, in loro assenza la platea torna a essere una distesa di capelli grigi. E il pubblico di questa edizione 2023, più numeroso di quello di edizioni precedenti, dimostra ancora uno scollamento con il mondo giovanile a cui non si riesce a porre rimedio.

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