IL VOLO: tra le melodie (Recensione e scaletta)

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IL VOLO
TUTTI PER UNO
06 settembre 2023
Teatro Arcimboldi
Milano

Recensione di Luca Trambusti

È il momento delle prime volte per Il Volo: prima volta in Italia in un teatro e prima volta in cui la granitica compattezza del trio si sgretola per aprirsi alle voci soliste dei tre componenti. Tutto questo va in scena per sei date al Teatro Arcimboldi di Milano in uno spettacolo dal titolo: “Tutti per uno” che arriva dopo il successo ottenuto in TV con la messa in onda su Mediaset del concerto che hanno tenuto all’Arena di Verona. Concerto diverso da quello teatrale.

Il volo

Il repertorio

La performance de Il Volo nel teatro milanese vede alternarsi classici della canzone italiana, fughe nella musica lirica, qualche sguardo agli standard del rock’n’roll e i successi della band. Una formula vincente, consolidata, svolta con grande qualità esecutiva e abilità canora. A questo si aggiungono ampie dosi di melodia (a volte fin eccessiva) e il successo non può che essere garantito perché così è facile fare breccia nel cuore degli ascoltatori.

Tre giovani artisti che portano la musica italiana nel mondo non possono che essere vincenti agli occhi di un pubblico assai popolare (e va benissimo anche così) perché sanno esattamente cosa e come dare ciò che la platea si aspetta da loro.

La conquista del pubblico

Ecco allora che lo stile musicale, quella bellezza formale (in cui sono maestri), quel senso di intimità, familiarità e leggerezza che costruiscono con i loro racconti e aneddoti, quella complicità tra loro (che a volte sul palco appare un po’ forzata e “appiccicata”) e l’empatia che sanno costruire non fanno altro che rafforzare il loro appeal verso il pubblico che accorre numeroso.

Il Volo fa il suo mestiere, lo fa molto bene, con questo mix vincente in cui niente è fuori posto, in cui tutto è “lucidato”, curato per costruire uno spettacolo molto popolare, gradevole, anzi perfetto, per chi si aspetta questo (e da loro si sa cosa aspettarsi). Sono dei veri e seri professionisti che dominano la scena ormai (dopo 15 anni) con grande padronanza.

Ma dicevamo della novità di questo spettacolo: le parti soliste. Sinora non era mai successo che ognuno dei tre componenti si prendesse la scena tutta per se, dando mostra della propria anima e passione artistica e mostrando le proprie peculiarità canore individuali.

Li scopriamo solisti

Il Volo

Così se Il Volo viaggia con sicurezza in un territorio comune i tre si avventurano in altri ambiti stilistici che di fatto poi potrebbero essere anche patrimonio del trio. Alla fine si capisce che Piero è quello più legato a una visione lirica e impostata dell’esibizione. È lui che ripropone classici dell’opera italiana o della bella melodia della canzone napoletana. Gianluca sembra essere l’anima più “rokkettara” (mi si scusi il termine) proponendo scelte che vanno in questa direzione avventurandosi nei territori dei Beatles, di Robbie Williams, di Elvis (che dichiara essere la sua grande passione) ma anche vicino alla canzone d’autore con la sua rilettura del “La cura” di Battiato. La sorpresa più grande arriva da Ignazio nella cui voce si scopre una grande vena black, sposata con il pop. Ecco allora arrivare (la più grande sorpresa della serata) la sua rilettura di “(You Make Me Feel Like ) A Natural Woman” (dal repertorio di Aretha Franklin, firmata Carole King e Gerry Goffin) proposta in compagnia di Nico Arezzo (ex Xfactor) alla voce e chitarra. Il brano si sviluppa in duetto con Ignazio e lascia spazio a un doppio assolo di chitarra e a un bell’intervento di organo. Una vera sorpresa che viene poi confermata in una versione potente di “E poi” già di Giorgia (comunque inarrivabile) anch’essa segnata da una vena black.

La vittoria arriva facile

Tra la solidità e la tradizione di una proposta consolidata, un’orchestra (unita a una band “rock”) che amplifica le melodie e fa sempre la sua bella figura, la melodia che facilmente conquista e affascina, il repertorio scelto di grande “sicurezza” ed ecco spiegato il perché le sei date al teatro di Milano (circa 2300 posti a sedere) sono andate (sostanzialmente) esaurite. Una formula vincente che si ripete da quindici anni e ovunque nel mondo.

Valutando oggettivamente e senza pregiudizi Il Volo fa il suo “dovere” e lo fa in maniera vincente, rivolgendosi a un proprio appassionato e affezionato pubblico (non certo giovane) amante di un certo tipo di bellezza e di tutte quelle prerogative tipiche del trio.

Un appunto. Il 6 settembre, poche ore prima del concerto, era arrivata la notizia della morte del regista Giuliano Montaldo, che nel 1971 firmò la regia di “Sacco e Vanzetti” le cui musiche furono scritte da Ennio Morricone. Nella colonna sonora c’era anche la famosa “Here’s to You”, cantata da Joan Baez, brano che il trio ha in repertorio ed ha più volte eseguito. Non in questa occasione. Peccato.

Scaletta

Hallelujah
Grande Amore
Almeno tu nell’universo (Ignazio)
Suspicious Mind (Gianluca)
Mamma quel vino è generoso (Piero)
Nessun dorma
Io che non vivo
Una poesia anche per te (Ignazio)
E lucean le stelle (Piero)
Beatles Medley (Gianluca)
Estasi dell’oro
Se telefonando
Marechiaro (Piero)
(You Make Me Feel Like ) A Natural Woman (Ignazio + Nico Arezzo)
Angesl (Gianluca)
My Way
Caruso
Medley Sergio Endrigo
Una ragione di più (Ignazio)
La cura (Gianluca)
Miserere (piero + Ignazio)
Il mondo
Can’t Help Fallin’ in Love (Gianluca)
E poi (Ignazio)
No pueder ser (Piero)
Volare

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