RE NUDO POP FESTIVAL: Il racconto di una stagione (Recensione libro)

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Un libro racconta e analizza la storia dei grandi raduni degli anni ’60/’70 in Italia e all’estero

Recensione: Marco Rumori
Voto: 7,5

Tra la fine degli anni ’60 e la fine dei ’70 il pop e il rock (che spesso si confondevano tra loto) visse la fortunata stagione dei festival. Raduni (anche oceanici) di gente che si riuniva nel nome della musica portando intrisecamente una diversa concezione e visione della vita e della società. Era quello che definisce “prove per un mondo diverso” e lo fa nelle pagine di un interessante libro dal titolo “Re Nudo Pop e altri festival – Il sogno di Woodstock in Italia 1968 – 1976”, pubblicato da .

Re Nudo Pop Festival
La locandina del 1973

Questo volume (in una nuova edizione) analizza la storia e l’evoluzione dei festival pop partendo dalle “good vibration” delle esperienze estere (San Francisco, Monterey, Isola di Wight e infine la fine con Woodstock) per arrivare a quelle del nostro Paese.

Molte furono gli eventi nazionali che accompagnarono gli anni ’70 nel campo del festival, esperienze non sempre fortunate o “centrate” ma anche grandi momenti collettivi, in una visione dei live che oggi non conosciamo più, perché un concerto o un festival, pur restando un fatto aggregativo, sono costruiti con una grande macchina organizzativa e ampiamente commerciale.

A dominare la stagione dei festival nostrani furono quelli organizzati dalla rivista di controcultura (parola oggi dimenticata) “Re Nudo”, festival che vissero una grande crescita di pubblico ed una trasformazione anche politica in un periodo in cui tutto era politico. Infatti gli eventi rock mischiarono le cause e le passioni ed entrarono in quella che fu definita la “Festa del proletariato giovanile”. La pietra tombale su tutto questo arrivò nel 1976 al Parco Lambro a Milano dove le mutate condizioni interne al “movimento” (quello politico) sfociarono e presero forma plastica (e anche forma di polli) determinando la fine di un’epoca, di un’idea e di quella serie di eventi, proiettandoci in un periodo di buio per la musica live (e non solo) nel nostro paese.

Ma i Festival di Re Nudo non furono la sola occasione del genere e nel libro sono riportate tante altre esperienze sparse in giro per l’Italia. Lo scopo del libro però non è quello didascalico, di riportare una fredda lista di nomi e di eventi. “Re Nudo Pop” analizza, scava, da un senso storico e inquadra anche con poche parole ogni eventi citato.

Matteo Guarnaccia

Lo sguardo di è molto severo, a volte critico a volte assertivo ma in ogni caso è sempre un’analisi lucida e rigorosa, soprattutto fatta da un protagonista di quella stagione, uno che a quei festival c’era sia come pubblico che come protagonista in prima persona dal punto di vista artistico. Il risultato alla fine è quello di un libro lucidamente appassionato e appassionate che si legge con piacere, che ci porta in un mondo da (ri)scoprire, che ormai sembra lontano, quasi giurassico, per chi quegli anni non li ha vissuti, mentre chi “c’era” anche solo anagraficamente, rivivrà atmosfere, passioni, utopie e speranze (tante).

è uno studioso del costume, delle avanguardie e della controcultura, anche un grafico, un pittore, un artista, attivo nella musica, nella moda e nella comunicazione. Purtroppo Matteo ci ha prematuramente lasciati nel maggio 2022 e questa seconda edizione del libro, da lui scritta e rivista, gli è anche dedicata.

“Re Nudo Pop” è una riedizione effettuata a 12 anni di distanza della prima uscita. Quel libro aprì le attività editoriali di e fu pubblicata in un cofanetto che conteneva un CD e un DVD con alcune storiche immagini/documento di quei festival e di quella stagione. Mutata la tecnologia la parte multimediale è stata interamente spostata line raggiungibile tramite QR code. Prima di lasciarci Matteo, insieme all’editore Claudio Fucci (a sua volta protagonista su quei palchi) hanno rimesso mano anche ai testi con Matteo che ha aggiunto un capitolo iniziale e rivisto completamente la parte relativa a Woodstock. Nella ristampa sono stati mantenuti i contributi forniti da Casini (agitatore culturale fiorentino), Enzo Gentile (giornalista), Claudio Rocchi (musicista) e Majid Valcarenghi (fondatore della rivista Re Nudo). rivista anche la sezione fotografica.

“Re Nudo Pop e altri festival – Il sogno di Woodstock in Italia 1968 – 1976” ci porta con delle parole scritte nella storia di una fetta del mondo del live, ci permette di capire come questa forma di spettacolo, comunicazione e convivialità sociale si sia evoluta di pari passo con lo sviluppo e la mutazione della società, delle idee e della cultura dominante.

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