THE BLACK CROWES: solid rock (recensione e scaletta)

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THE BLACK CROWES
The Black Crowes Present: Shake Your Money Maker Tour
13 ottobre 2022
Alcatraz
Milano

Recensione di Luca Trambusti
Voto: 7

I fratelli Chris e Rich Robinson hanno impiegato 4 anni (dal 2015 al 2019) per risolvere le loro “beghe” familiari. Una volta riappacificati hanno riaperto il progetto The Black Crowes con l’idea, dopo la presentazione a novembre 2019, di partire nel 2020 con un tour celebrativo dei 30 anni del loro esordio discografico, il super (giustamente) acclamato “Shake Your Money Maker”. A quel punto è arrivato il Covid e tutto si è fermato. Ma ora, dopo due anni, il tour celebrativo ha potuto avere luogo portando i fratelli Robinson (Chris alla voce e Rich alla chitarra) ad esibirsi all’Alcatraz di Milano nell’unica data italiana del tour. Mancavano nel nostro Paese dal 2013.

The Black Crowes Live Milano

Era dunque un concerto molto atteso e il club milanese (location alternativa al previsto Mediolanum Forum) era pieno, con un pubblico “reduce” di quell’inizio di anni ’90, quando la band americana viaggiava con successo anche qui in Italia.

Preceduti dagli olandesi “DeWolff” i The Black Crowes sono saliti sul palco introdotti da “Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine” di James Brown, dagli applausi euforici del pubblico e dal consueto muro di telefonini a riprendere l’attacco dell’esibizione.

Il concerto è entrato subito nel cuore con “Twince As Hard” (allora singolo) brano che apriva “Shake Your Money Maker”, disco che viene riproposto nella sua interezza (dieci brani) e nel rispetto della track list originale.

The Black Crowes Live Milano

Si viaggia tra rock, rock blues, hard rock, southern rock, soul (rock), rock’n’roll e rock ballad. Il comun denominatore è dunque il “rock” che i due fratelli Robinson propongono in molte declinazioni. Tutto ruota intorno alle chitarre (due sul palco) che s’intrecciano con le tastiere, piano e organo, appoggiandosi su una base ritmica potente. Danno un tocco di colore le due coriste. È un suono robusto, a tratti duro a volte più morbido, sparato ad alto volume (forse eccessivo che porta un certo “impastamento” – anche se in realtà si è sentito di peggio).

Le versioni sono dilatate, per dar modo agli assoli di chitarra di occupare la scena, di portare il pubblico in quei territori chitarristici dove la band sa dare il meglio e che crea quel suono rock, tipicamente americano.

The Black Crowes Live Milano

Terminata la riproposizione di “Shake Your Money Maker” The Black Crowes si cimentano in cover (“Oh Sweet Nuthin” 1970 Velvet Undergoud, un classico dal vivo per i Robinson) e brani del loro repertorio.

Nonostante siano trascorsi ormai 30 anni (+2) dal debutto discografico della band il loro suono ha saputo reggere la prova del tempo e quindi, consci di cosa si sente e vede (in realtà poco nella location milanese) lo spettacolo che mettono in scena i The Black Crowes ha una sua ragion d’essere, che va oltre l’operazione nostalgia. È un ancorarsi e forse arroccarsi a un solido rock, dove le chitarre ruggiscono e spaccano i timpani, un suono un po’ sporco, “ignorante”, che non fa sconti e “moine” e che fa riconciliare con un qualcosa che non è più di moda ma è nel cuore di chi questo genere lo ama ancora.

Scaletta Milano

Il concerto di Milano ha mostrato tutto questo, ma non nella sua completa durata. Non tutto è appassionante. A momenti esaltanti, di pura passione e rock’n’roll, se ne sono affiancati altri in cui affiorava un po’ di “noia” all’ascolto, un po’ di difficoltà nell’essere completamente travolti da questa onda, che veniva subita un po’ passivamente dalla platea.

Luci e ombre su un gradito ritorno. Se in futuro i corvi neri continueranno a volteggiare non è dato saperlo.

Ps rispetto alla scaletta pubblicata e ufficiale hanno aggiunto (traccia 13) “Wiser Time”

THE BLACK CROWES ON LINE https://theblackcrowes.com/


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