MASSIMO ZAMBONI: forse disilluso, ma certo non sconfitto tra musica e parole (Recensione)

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MASSIMO ZAMBONI
24 settembre 2021
Fondazione Luigi Longo
Castellazzo Bormida (AL)

Recensione e foto di Giogio Zito
Voto: Voto 8,0

La Fondazione Luigi Longo di Alessandria, con la direzione artistica di Paolo E. Archetti Maestri ed Eugenio Merico degli Yo Yo Mundi, questa estate ha organizzato un’interessante rassegna, dal titolo “E a un certo punto il rosso cambiò colore”, negli spazi della Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione. Rassegna che si è chiusa venerdì 24 con un doppio appuntamento: Massimo Zamboni, per la presentazione del suo ultimo libro “La trionferà”, e Daniele Gennaro, che ha presentato in anteprima il suo disco d’esordio, in uscita quest’autunno.

Il grande spazio messo a disposizione, in mezzo ai tanti quadri esposti, è andato ovviamente tutto esaurito, con il pubblico accorso anche dalle provincie vicine per ascoltare l’ex chitarrista e autore dei CCCP e dei CSI. La serata, introdotta da una breve e interessante intervista a Zamboni condotta da Margherita Bassini, ha visto il musicista alternare letture estrapolate dal libro a canzoni provenienti dal suo lungo percorso artistico. Partendo dai CCCP, passando per i CSI, e arrivando ai dischi solisti e alle composizioni più recenti, Zamboni ha pescato nei suoi ricordi personali, raccontando non solo un pezzo della sua vita, ma anche un pezzo della storia del nostro paese e della storia del rock italiano, di cui è stato, ed è tuttora, uno dei massimi esponenti.

Accompagnato solo dalla sua chitarra acustica, Zamboni ammette di trovarsi per la prima volta a cantare da seduto, in una situazione per lui anomala, che trova avere difetti ma anche qualche pregio. Così come nel libro “La trionferà” l’autore, attraverso la storia del paesino di Cavriago, fa i conti con l’utopia egualitaria del ‘900, attraverso le dieci canzoni che esegue ripercorre quarant’anni di carriera, con una scelta ben ponderata dei brani, per come si legano ai passi del libro che legge.

Alcuni grandi classici dei CCCP s’intrecciano a quelli dei CSI e del suo repertorio solista, andando a dipingere un percorso musicale tra i più particolari del rock italiano. Dalla splendida “Trafitto” alla magica “Cupe Vampe”, che anche in questa versione spoglia mantiene intatta la sua bellezza, a capolavori come “Irata” o “Annarella”, i brani dei CCCP e dei CSI sono ancora in grado di regalare emozioni intense, anche in queste vesti destrutturate, e senza la voce particolare e unica di Giovanni Ferretti.

Alla lettura del passo del libro in cui ricorda la sua iscrizione alla FGCI nel 1975, Zamboni fa seguire una delicata e intensa “Del Mondo”, in cui si dipinge un mondo che non c’è più. Ma nelle sue parole non c’è mai aria di sconfitta, forse di nostalgia ma intesa come un sentimento positivo, con la consapevolezza che “non è ancora finita”. Anche se poi racconta com’è finita davvero, leggendo dal libro il passo sulla festa di fine anno a Cavriago del 1991, con un’enorme bandiera rossa che vola nel cielo portata da palloncini sulle note di Bandiera Rossa, accompagnando il grande sogno egualitario del ‘900 alla sua conclusione, con quel “la trionferà”, prima o poi.

Per chiudere, accenna il classico “Emilia Paranoica”, però troppo difficile da eseguire in acustico, e quindi, raccontando del periodo nella Berlino punk e della nascita delle prime canzoni, regala una versione stravolta di “Curami” che, perdendo il suo impeto punk, diventa una dolce ballata acustica. Il mini concerto, così come il libro, ci restituisce uno Zamboni forse disilluso, ma certo non sconfitto, in cui sono ancora presenti il Breviario Partigiano e quel Materiale Resistente che nel 1995 fece riscoprire alla nuova generazione le canzoni partigiane, da cui discende anche “Ora Ancora”, brano composto per il 25 aprile, con il suo augurio di ritrovare “Il coraggio di volersi trovare, e ostinarsi a vivere in questo nostro sgraziato Paese.”

Massimo Zamboni live – Set list
1 Trafitto
2 Prove tecniche di resurrezione
3 Cupe Vampe
4 Ora Ancora
5 Miccia prende fuoco
6 Irata
7 Parlare non toccare
8 Del Mondo
9 Annarella
10 Curami

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