SCENA UNITA: gli artisti si riuniscono e creano un fondo per sostenere i lavoratori dello spettacolo. Intervista

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SCENA UNITA
Artisti per i lavoratori dello spettacolo
Nasce un progetto di solidarietà e sviluppo

Di Luca Trambusti

Ci tengo a precisare che io non sono il portavoce o il leader di questa iniziativa. Sono solo uno dei promotori e dei 70 artisti che vi aderiscono.” Così dice Fedez presentando “SCENA UNITA”, il nuovo progetto dedicato alla tutela e salvaguardia economica dei lavoratori, spesso precari, saltuari o a chiamata, dello spettacolo.

Lo scopo è quello di raccogliere denaro per formare un fondo da ripartire tra gli operatori dello spettacolo, con sussidi diretti a fondo perduto, formazione e creazione di iniziative che possano rimettere in circolo il lavoro.

A contribuire a questo fondo, che sinora – in due settimane – ha raccolto 2.000.000 di euro, sono i singoli artisti, con delle personali e libere donazioni, oltre (e soprattutto) a entità aziendali che vogliono supportare questo mondo anche perché ad esso legate. Così Prime Video ha contribuito con 1.000.000 di euro e Banca Intesa con 250.000 e l’impegno a finanziare degli eventi per far lavorare gli operatori. Ma tra le aziende donatrici ci sono, tra le altre, anche le maggiori agenzie di concerti italiane e le major discografiche.

A gestire, in piena trasparenza, il denaro raccolto ci penserà una Onlus di Bergamo, la CESVI, da decenni impegnata in attività di questo genere all’estero ed ora, nel periodo della pandemia, anche in Italia, nella zona della bergamasca dove gestirà qualcosa come 30.000.000 di euro frutto di donazioni personali.

L’idea nasce da Fedez e Shade mentre quest’ultimo era a casa convalescente da covid. “Questa cosa mi ha aiutato a guarire” dice il giovane artista”. “Ribadisco – dice invece Fedez – è un’operazione collettiva, di tutti gli artisti aderenti. Abbiamo pensato – spiega – che non potevamo più chiedere l’aiuto al pubblico, a chi, magari già in difficoltà, ha donato parecchio nei mesi scorsi. Così abbiamo deciso che dovevamo essere noi artisti a fare la nostra parte. Abbiamo poi coinvolto altre entità, come aziende o brand legati ad alcuni di noi. Se ora ci sono ulteriori realtà interessate a partecipare sono le benvenute. Non la consideriamo elemosina o carità – dice Fedez – ma un atto dovuto da parte degli artisti verso tutti coloro che ci permettono di andare in scena. Inoltre – aggiunge – è anche un’occasione per mappare il settore con il fondamentale aiuto dei lavoratori stessi.”

Nella nuova iniziativa di “Scena Unita” è confluito anche il residuo del fondo creato da Hub Music Innovation, già operativo nei mesi scorsi, che ha portato la sua esperienza nella gestione fondi e nelle attività connesse. Inoltre nelle diverse strutture che gestiranno il fondo e le altre attività legate al progetto sono coinvolti gli stessi lavoratori dello spettacolo.

CESVI sta intanto elaborando dei bandi che permetteranno la distribuzione, con precisi criteri, di questi fondi. “Il 50% – dicono dalla Onlus – andrà in finanziamenti a fondo perduto direttamente ai lavoratori, il 25% in attività formative degli operatori. Il restante 25% sarà utilizzato per organizzare degli eventi che permettano di far lavorare gli addetti evitando così il solo sostentamento diretto e nobilitando il loro lavoro.

Scena Unita Aziende

L’iniziativa “Scena Unita” non cancella però l’assenza delle istituzioni, che in questo frangente non hanno certo dato un grande contributo alla categoria. Da segnalare che comunque c’è il patrocinio da parte del Ministero della Cultura con cui è aperto anche un tavolo di discussione ed è in campo pure l’ipotesi di un ulteriore tavolo con il Ministro dell’Economia.

Oltre alle finalità “umanitarie”, con un welfare di prossimità, ed economiche di questa operazione, ciò che stupisce ed ha una grande valenza innovativa è che per la prima volta gli artisti si trovano uniti in una causa comune, senza rivalità, in estrema libertà e per contatto diretto. “Ognuno di noi ha alzato il telefono e chiamato altri artisti” spiega Shade. “C’è una forte coesione e questa è una grande novità – dice Gianni Morandi – è da molto, già ai tempi di Modugno, che girava l’idea, poi abbandonata, di fare un sindacato dei musicisti. Questa è una nuova ulteriore ed importante opportunità.” “Diamo dimostrazione di senso civico e responsabilità sociale da parte dell’artista” sottolinea Fedez. “Questo progetto – aggiunge Achille Lauro – ci permette di non lasciare persone indietro ed anche a ripensare un mercato e ricostruirlo”; includendo in questa ricostruzione pure le figure professionali e la loro attività lavorativa. Lavoratori, ricorda Manuel Agnelli, che “come tutti hanno diritto al lavoro.” Mentre Gianna Nannini solleva un altro problema. “Molti dei lavoratori – dice – anche con alta professionalità stanno cambiando mestiere per andare avanti e quindi perdiamo alcune figure importante nel nostro lavoro.” E ricorda che ogni tour dà da lavorare, solo sul palco, a almeno una novantina di lavoratori.

Questa nuova iniziativa è aperta, indipendentemente dalla sua “arte”, a ogni artista del mondo dello spettacolo, non solo quelli legati ai concerti ed alla musica “pop/rock” ma include anche teatri, cinema e altro. Ad esempio, sono già tra i 70 aderenti Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, Paolo Bonolis, Maria De Filippi e Michel Huntziker.

Una lodevole iniziativa partita dagli artisti e rivolta a chi questi artisti li riesce a mandare sul palco. Non solo elemosina ma anche progettualità. Da seguire con attenzione.

Chiunque  potrà  donare  attraverso  la  piattaforma  di  crowdfunding  ForFunding.it messa  a disposizione  da  Intesa  Sanpaolo

www.scenaunita.org

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