ALMAMEGRETTA: oggi come allora, 25 anni dopo in tour con Sanacore. Intervista

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ALMAMEGRETTA
Sanacore – 25th Anniversary Tour
Riportano live il capolavoro del ‘95
Intervista

di Luca Trambusti

25 anni fa usciva un disco di grande spessore, che, per le sue sonorità e l’approccio alla musica, per i tempi rappresentava una novità, pur nel “frizzante” panorama della musica italiana degli anni ’90. Un grande successo ed una grande qualità che portarono “Sanacore” degli Almamegretta conquistare la Targa Tenco come miglior disco dell’anno.

Almamegretta ristampa

“Sanacore” era, ed è, un disco epocale, un lavoro di contaminazione, ma anche un disco illuminato e di grande fruizione, appassionante ed accattivante con i suoi ritmi e le sue sonorità.

Nell’anniversario dei 25 anni dall’uscita gli Almamegretta ripropongono una ristampa di “Sanacore” (su Cd e Vinile) con l’aggiunta di due brani inediti (“Tamms dub” e “Heartical dub”). Al disco, che doveva uscire in maggio 2020, avrebbe fatto seguito un tour che, per le vicende sanitarie, è stato rinviato al 2021.

Queste le nuove date:

2.04 – Torino – cap10100
3.04 – Padova – Hall Padova
9.04 – Bologna – Estragonclub
10.04 – Milano – Magazzini generali
15.04 – Roma – Largo Roma
16.04 – Firenze – Viper Theatre
19.06 – Napoli – Arena Flegrea

Abbiamo parlato del disco e del tour con Gennaro T. (Gennaro Tesone), batterista e fondatore del gruppo.

Come è nata l’idea della ristampa di Sanacore?

Sanacore è un lavoro particolarmente riuscito che ha segnato un’epoca. In tanti ci hanno chiesto una ristampa soprattutto in vinile. È un’operazione dovuta al disco che per noi è un lavoro programmatico. Ci sono tutti gli elementi della nostra musica: da quella napoletana classica con Giulietta Sacco sino al lavoro al mixer di Adrian Sherwood passando per Marcello Colasurdo e Daniele Sepe. Ospiti disomogenei che hanno dato vita ad un disco omogeneo perché c’era un progetto molto chiaro, quello della contaminazione tra culture. È pieno di riferimenti a culture e musiche lontane tra loro che convergono in questo album. D’altronde una cultura per essere viva deve avere elementi che si contaminano e noi siamo paladini della cultura bastarda. Penso comunque che sia un lavoro ancora con una sua attrattiva e fascino. Questa non è un’operazione nostalgica ma c’è la speranza della scoperta da chi allora non c’era.

Almamegretta 2020
Sul suono è stato fatto un lavoro tecnico per questa ristampa?

Solo un remastering curato da Versari che ha dato la giusta potenza sonora togliendo la patina del tempo. Va considerata comunque anche la tecnologia usata allora, che rispetto ad oggi è rudimentale. La tecnologia era presente ma Stefano D.RaD, che era la nostra parte tecnologica, avrebbe rifiutato l’eccesso di questi tempi.

Nella nuova versione del disco ci sono due inediti. Da dove arrivano?

Non sono composizioni di oggi, arrivano dal nostro archivio, intorno al 97. Dopo la morte di Stefano, era lui l’archivista della band, mi è stata consegnata una parte del suo archivio. Così, con grande emozione, ho potuto scegliere tra quel materiale. Il primo inedito è una tamurriata dubbata fatta da Stefano, l’altro inedito, che è del ’97, fu mixato da Sherwood e remixato da lui oggi. A proposito del mix vorrei dire una cosa: il dub, che poi si è spezzettato in tante ramificazioni, nasce dal reggae. È una musica in cui il mix è un’ulteriore strumento tecnico. Il mixaggio ha un approccio creativo che cambia le carte in tavola. Ed in questo Adrian Sherwood è un mago.

Al disco avrebbe dovuto far seguito un tour che è stato ovviamente rimandato…

Tutto è rallentato; anche il disco doveva uscire a Maggio come era stato per l’originale. A ruota ci sarebbe stato il tour che è posticipato ad aprile 2021, a parte Napoli che sarà a Giugno, sperando che non accada niente di distruttivo. Noi d’altronde senza assembramento non possiamo esistere e suonare.

Che tour sarà?

Sostanzialmente la tournée del disco fatta come allora. In questo caso ci saranno anche altri altri pezzi della nostra carriera. In ogni città ospiteremo degli amici che hanno collaborato nel tempo con noi, penso a Robert Del Naja, Capossela e Takedo. Sostanzialmente useremo la stessa strumentazione del tour originale, faremo piccoli cambiamenti sulle basi e sui lanci. Noi non abbiamo mai fatto live le versioni dei dischi, dal palco cambiavamo parecchio le canzoni. Già ai tempi per i live usavamo i sample in gran misura. Ci sarà comunque una tecnologia minimale basso batteria e tastiere. Ci sarà Albino D’Amato che da tempo lavora con noi sulle parti dub. Lo abbiamo portato sul palco di Sanremo (2013 con “Mamma non lo sa” e “Onda che vai”), mi viene da ridere ancora adesso a pensare agli Almamegretta a Sanremo (ed in effetti ride ndr).

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