TUSKS: un disco live per la cantautrice inglese. Recensione CD

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TUSKS
Live At Village Underground’
Cd Live
 One Little Independent Records/Audioglobe
Disponibile dal 25 settembre 2020

Voto: 6,5
di Luca Trambusti

Dietro il nome d’arte di Tusks si nasconde Emily Underhil, una delle tante promesse indi che arrivano da Oltremanica, artista attiva sulla scena discografica dal 2012 con 3 EP e 2 Cd e che si presenta ora con il suo primo progetto live.

Registrato a novembre 2019 durante il concerto al Village Underground di Londra, il disco è una sorta di “best of” in chiave live. Ad accompagnarla sul palco per l’occasione diversi musicisti, tra cui EKKAH, Wovoka Gentle, Bad Hoeny, MAVICA, Oh Sister, Katie Malco.

“Live at village underground” è un album dal vivo con diverse facce. La prima parte delle registrazioni presenta brani ben strutturati, intensi, corposi e con suoni compressi che creano una particolare atmosfera, forte ed allo stesso tempo di grande emotività. È il momento più alto del concerto/disco. Colpisce il suono della chitarra a volte potente, con grandi sciabolate a cui seguono momenti più acidamente intensi e corposi che poi lasciano il passo a un suono arpeggiato e raffinato.

Dopo “Avalanche”, uno dei suoi brani preferiti, quello che dà il titolo all’ultimo album in studio, le atmosfere cambiano radicalmente. Tutto si assottiglia a causa di un grandissimo lavoro di sottrazione che rende il complesso sonoro minimale, lento, dove domina la voce e si abbandona ogni parvenza pop. Regna sovrana l’intimità, la chitarra, unico strumento ammesso, fa da sottofondo ed emerge forte la delicata vena interpretativa di Tusks.

Da “Delusion” (decima traccia su quattordici), con il brano precedente a far da cerniera, il complesso sonoro torna ad alzarsi e a riempirsi. Le esecuzioni sono nuovamente corpose, più piene pur conservando un forte sapore emotivo. È una sorta di mix tra le due anime precedenti del disco, quella più “rumorosa” e quella minimale. È questa la parte più “autorale” del concerto, ricca di intrecci sonori e di strutture più complesse.


Photo credit: Nathalie Coeln

In sostanza la musicista inglese mette in mostra come la sua musica si evolve nel contesto live pur restando segnata da atmosfere sognanti, eteree ed emotive. L’intensità, che a volte lascia il passo alla potenza, è la principale chiave di lettura del concerto. Dal palco arriva anche un mondo sonoro più “suonato”, in cui l’elettronica è un sottofondo, non ha un ruolo principale.

Un live e di conseguenza un progetto discografico non per tutti ma non per questo da ignorare. Per coloro che già conoscono Tusks e per tutti quelli che vogliono allargare i propri orizzonti sonori.

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