LACUNA COIL: bello, ma ora anche basta. Recensione streaming on line

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“BLACK ANIMA: Live From The Apocalypse”
11 settembre 2020

Milano

Streaming line sulla piattaforma

Voto: SV
Di

Anche i si sono dovuti fermare nel girovagare per il mondo e da tempo (con un disco nuovo uscito lo scorso ottobre) non possono portare la loro energia musicale sui palchi.

Sfruttando il fatto che lo streaming dei concerti sta prendendo piede, la metal band milanese ha organizzato una vera esibizione live (o meglio uno showcase) per presentare, al mondo intero, “Black Anima”. Sono così saliti sul palco dell’ di Milano in completa solitudine, cioè senza gli spettatori, unici ammessi gli addetti ai lavori. 

Per analizzare l’evento occorre dividere in tre parti le considerazioni di merito.

L’esibizione

La prima parte è quella musicale, del live in quanto tale. Premessa. I sono una band che (fortuna e bravura loro) raccolgono consensi per lo più fuori dai confini nazionali. Questa esibizione line, disponibile in tutto il mondo, l’ha dimostrato. I messaggi che apparivano sullo schermo arrivavano in prevalenza dall’estero: America, Giappone, Europa , Sud America e anche dall’Italia.

In questa surreale esibizione milanese Cristina Scabbia – Voce, Andrea Ferro – Voce, Marco “Maki” Coti-Zelati – basso, Diego “DD” Cavallotti – chitarre e Richard Meiz – batteria, hanno portato sul palco la loro immancabile e coinvolgente energia, sorretta da un muro sonoro pesante e con le chitarre sferraglianti che spesso si lanciano in lunghi assoli. Cristina ed Andrea danno, ognuno per il suo ruolo, una buona performance vocale. In realtà però la band dichiara di essere un po’ arrugginita essendo fermi da parecchi mesi. Tutti vestiti uguali, con tute da meccanico bianche, con disegni ornamentali astratti su petto e spalle, mettono in scena un breve spettacolo di circa un’ora in cui presentano il nuovo disco, su un palco esclusivo, disegnato per l’evento.

Dopo meno di un’ora la scena si sposta nel backstage dove i 4 “ragazzi” intrattengono il pubblico (in lingua inglese per l’internazionalità dell’evento), omaggiando lo sponsor ed annunciano di lì a poco un ospite a sorpresa. Pochi minuti e le immagini tornano sul palco dove Cristina, in un vestito di toulle, si fa accompagnare dalla pianista Silvia Zanaboni nell’esecuzione di “Save me” (l’ singolo del nuovo disco) in una versione voce e piano. Su queste note, con la band che torna sul palco per i saluti al pubblico (virtuale) l’esibizione, dopo poco più di un’ora, si conclude.

I sono stati bravi, si sono impegnati e concentrati ma la sensazione finale è quella di un qualcosa di “parziale”. Parziale la durata, parziale la scaletta proposta. Inoltre l’assenza di pubblico colpisce pesantemente la resa del gruppo. Si fa fatica a pensare come possa reagire al silenzio ed al vuoto che arriva alla fine di ogni brano una band abituata ad un caldo, caldissimo pubblico sotto il palco, eccitato dalla musica, pronto ad osannare i propri beniamini.

Lo spettacolo

Il secondo metro di paragone è la resa finale e la fruizione di quanto visibile in rete. Buona la qualità delle immagini (forse un po’ ripetitive), bene il livello sonoro e la regia con i giusti tempi. Le telecamere ci portano sul palco, ci regalano e si soffermano sui primi piani dei musicisti e su giuste panoramiche. L’effetto è quello di una visione filmica che il vero concerto non regala. È lo stesso risultato che si ottiene mettendo un qualsiasi DVD: un regista vede attraverso i suoi occhi il concerto e così lo spettatore non è più il regista di sé stesso, non realizza più il proprio film, guardando quello che preferisce, concentrandosi sui suoi particolari.

Dalla loro i ci mettono la propria scenografia, con luci, fiamme e fumi. A questo si aggiunga la tecnologia che permette di inviare messaggi e selfie sul video, mandare applausi che sentono i protagonisti. Un aiuto tecnico per dare supporto ai musicisti che sul palco sono dannatamente soli.

In generale dunque vedere queste immagini è un’esperienza piacevole, godibile e ben fatta tecnicamente.

– Il palco
La filosofia dell’evento.

Dunque in questo periodo nella ricerca di una ripartenza del mondo dei concerti, che ancora non si vede, l’esperienza dello streaming sta diventando il presente della musica live.

In una settimana sono stati già due gli eventi, diversi tra loro, dedicati esclusivamente alla rete ed entrambi vedevano coinvolta la piattaforma A-Live, che ha gestito con un’app per il mobile, ma anche via desktop, la messa in onda degli eventi. “” ( line domenica 6 settembre) (Leggi qui recensione) era un’esibizione corale, tanti artisti che si sono susseguiti sul palco. Qui invece tutto ruotava intorno ad un’unica band.

Anche in questo caso però valgono le medesime considerazioni. La visione di un evento mediata da uno schermo, la fruizione di uno show non in presenza NON è un concerto. È una cosa bella da vedere, un’esperienza “televisiva” ed a volte interessante. Il mezzo però taglia le emozioni, le sensazioni, asciuga il sudore, elimina il contatto, il rumore e tutto ciò che fa parte di un VERO, unico ed esclusivo CONCERTO.

Ancor più questo vale con una band come i la cui potenza sonora pulsa nello stomaco e ti fa ronzare le orecchie sino a quando non ti addormenti. In quella musica c’è un qualcosa di fisico, di palpabile, delle sensazioni e vibrazioni che solo tante persone accomunate dalla stessa passione riescono ricreare quando si riuniscono insieme.

Certo all’Alcatraz per un concerto in presenza si sarebbe visto molto peggio, avresti avuto quello alto che t’impedisce di vedere bene il palco, saresti stato in piedi scomodo, guardando tra le teste o schiacciato contro una transenna, avresti lottato con il parcheggio dell’auto o con gli orari dei mezzi… beh ma tutto questo è barattabile con un concerto seduto sul divano?

È impensabile che anche i fan, esclusi quelli più accaniti, appassionati, sfegatati, possano trovare emozionante un’esibizione di questo genere, senza quella fisicità con i loro beniamini che produce adrenalina e passione. Si limitano forse ad assistere ad un succulento preliminare, in attesa che vengano momenti migliori, o a collezionare ogni cosa riguardi i loro amati artisti.

In sostanza l’esperienza, legittima e gradevole, è la medesima di vedere un video live su o un DVD, con la netta differenza che lì sai benissimo che niente è in diretta.

Dunque bene ma non benissimo. Bene il complesso del live, bravi nella realizzazione, ma adesso anche basta; o quanto meno diamo il giusto valore a questi progetti.

LACUNA COIL – Vedi Photogallery 2018

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