THE LEADING GUY: convince la sua prima volta con la band. Recensione

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Live Milano
Twelve Letters Tour
29 Gennaio 2020
Santeria
Milano

Voto: 7
Di

Dopo aver costruito la sua carriera e reputazione presentandosi al pubblico dal palco con la sola chitarra acustica e le sue canzoni, Simone Zampieri (da Belluno classe 1986), in arte Leading Guy decide di partire in tour questa volta facendosi accompagnare da una band. E la scelta è vincente.

Quello di Leading Guy è un nome da tempo all’attenzione del pubblico – e non solo – attratto dalla canzone d’autore. Un rispetto che si è conquistato negli anni con alcuni azzeccati singoli, usati per colonne sonore e in pubblicità, e la sua intensa attività live che lo ha visto in contesti internazionali ed in importanti “aperture” a blasonati colleghi (grande opportunità ma anche lavoro ingrato quello dell’open act). Sino all’ tour di che lo ha voluto personalmente sul palco ad aprire tutti i suoi concerti e a duettare insieme a Genova in un tributo a (“Preghiera in Gennaio”). Contemporaneamente è uscito il suo secondo album “Twelve Letters”

Per presentare live l’ disco LG ha deciso di farsi accompagnare da una band, modificando il baricentro sonoro della sua musica senza però perdere un briciolo della forza autorale ed interpretativa. Come ha dimostrato nel live di Milano, seconda data di questo tour.

Sebbene un po’ acciaccato da un leggero abbassamento di voce a Milano Simone ha messo in scena un concerto davvero convincente. Le canzoni reggono molto bene e gli arrangiamenti del gruppo, precisi e “leggeri”, riescono ad esaltare la composizione stessa. Chitarra elettrica, basso, batteria e tastiere forniscono un perfetto supporto e la canzone d’autore si annega in un country folk rock molto elegante. Via tutta la parte di fiati e gli archi che invece fanno bella mostra nel disco. Ciò che arriva dal palco è un suono asciutto, essenziale, pulito ed anche accattivante.

LG, oltre che a cantare, sul palco suona una chitarra acustica che tiene molto alta, ricordando un po’ il modo di Johnny Cash. Il mondo sonoro è quello dei songwriter anglo americani. È un suono fresco, moderno ed internazionale, soprattutto quando canta in inglese, ovvero nella maggior parte delle canzoni. Solo due sono in italiano: il suo recente primo singolo nella nostra lingua (“Per Non Andare”) e la rilettura di “Se Ti Tagliassero A Pezzetti” di De Andrè, già inclusa nel corale CD tributo “Faber Nostrum”.

In circa un’ora e mezzo LG racconta i suoi anni di musica, con un excursus da quando suonava nelle gelaterie sino ad arrivare appunto a questo tour così strutturato. “E’ la summa del mio viaggio in musica” afferma il cantautore. È un viaggio anche nelle emozioni. Si passa infatti da atmosfere più intime a momenti più energici (senza esagerare) camminando sulla linea dell’emozione continua data dall’interpretazione o dalle parti sonore, sempre all’insegna dell’essenzialità. Ascoltando con attenzione si nota una particolare cura e ricerca nelle strutture esecutive. Alla classica forma canzone, strofa ritornello, si aggiungono ampie aperture strumentali in cui non sono le parole e le melodie a gestire la direzione.

Quello di LG è un suono che ha pochi eguali in Italia. Il riferimento più immediato, pur con tante differenze, è con e con lo stile di altri cantautori inglesi. Il nostro però non porta la sua musica verso il pop (solo in un paio di occasioni) ma la lascia più vicino al folk anglosassone. C’è ovviamente il momento acustico quando LG si ritrova da solo sul palco con la sua chitarra, alla vecchia maniera. Sono solo due brani uno in completa solitudine (e va notato che il pubblico si è perfettamente adattato a questa situazione intima, raccolta, prestando la massima attenzione in un completo – quanto stupefacente – silenzio). L’altro brano acustico lo ha visto accompagnarsi con il tastierista.

Quello di Leading Guy è dunque un nome da tenere d’occhio, da scoprire sia su disco che dal palco dove mostra una grande, quanto accattivante, semplicità, immediatezza, convincendo ed allo stesso tempo divertendo. L’aggiunta della band ha portato sicuramente giovamento senza però spostare l’emozione del concerto, senza renderlo rumoroso o pop. L’essenza e la “filosofia” della sua musica sono intatte, sono semplicemente vestite con altri abiti.

Bravo

PS: tra il pubblico un interessatissimo Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e la consorte, Cristina Parodi

Queste le date del Twelve Letters Tour.

Martedì 28 gennaio 2020 – Firenze Spazio Alfieri
Mercoledì 29 gennaio 2020 – Milano
Giovedì 30 gennaio 2020 – Trieste Teatro Miela
Venerdì 31 gennaio 2020 – Roncade (TV) New Age Club
Sabato 1° febbraio 2020 – Roma Spazio Rossellini

Live Milano

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