GIUDA: la fulminante essenza del rock muscolare. Recensione

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EVA Tour Milano
12 Aprile 2019
Serraglio
Milano

Voto: 7,5
Di

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EVA Tour Milano

E’ dal 2007 che i , band romana, calca i palchi d’Italia e d’Europa. Lo fanno con la loro cifra stilistica, quella di un rock potente grintoso, di chiara derivazione anni ‘60/’70. « sono una band moderna, ma con le radici salde negli anni ‘60/’70, due decadi musicalmente rivoluzionarie!» ha affermato Lorenzo, il chitarrista della band. Un moderno hard rock figlio del periodo d’oro a cavallo tra i due decenni e che proprio dal palco trova la sua consacrazione.

E.V.A. il nuovo album
Giuda Live Milano Scaletta

Con il nuovo album dal titolo E.V.A., acronimo di Extravehicular Activity, il quintetto romano si è ripresentato sui palchi dei club italiani per presentare il disco e ripercorrere la loro carriera (questo è il quarto lavoro)

Così, Tenda (pseudonimo di Ntendarere Djodji Damas) – voce, Lorenzo Moretti – chitarra, voce, Michele Malagnini – chitarra, Danilo Valerii – basso e Alessio Cataldo – batteria arrivano a Milano di fronte ad un pubblico non numerosissimo ma appassionato e coinvolto (soprattutto sotto palco).

Colpiscono duro, con un rock potente

In un’ora abbondante i  colpiscono duro, con un rock potente, chitarristico, un po’ “ignorante” ma molto coinvolgente e convincente, un suono da ko. L’elemento che più spicca è ovviamente il frontman, Tenda, dotato di una gran voce e di una forte presenza scenica, mai eccessiva ma sempre trainante.

Sassate chitarristiche

La lunghezza della scaletta proposta è inversamente proporzionale alla durata dei pezzi che sono secchi, incisivi, immediati, delle sassate chitarristiche che colpiscono il pubblico con grande energia. Tutto è in questo senso di derivazione punk, molta sostanza e pochi fronzoli. Arrangiamenti essenziali, puliti, senza divagazioni intorno al suono della chitarra che è, e resta l’elemento dominante della scena sonora. Lorenzo e Michele (un po’ in disparte anche scenograficamente) si alternano alla conduzione musicale, con loro una potente ma anche questa essenziale base ritmica. L’unica fonte “scenografica” della band è appunto il cantante che con le espressioni facciali, le sue movenze (in una perfetta iconografia hard rock) sono ciò che attrae lo sguardo e cattura l’attenzione oltre la musica. In scaletta anche qualche brano strumentale.

Incarnazione dell’anima rock

 incarnano molto bene l’anima del rock. Sono essenziali ma non basici, sono diretti ma mai banali, sono potenti e “grezzi” il giusto. Un rock muscolare, sudato, sanguigno, rigorosamente in inglese. Dal palco ripropongono, anche in chiave “scenografica e spettacolare” tutto questo, anche in questo contesto rendono tutto essenziale, stringato e concreto.

Perfettamente godibili, intergenerazionali, fruibili sia dai giovani che dalle generazioni passate da cui discendono e di cui hanno imparato ed elaborato la lezione.

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