EMILIANA TORRINI & THE COLORIST: un concerto a cui non manca nulla. Recensione

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& THE COLORIST Milano
12 Luglio 2018
Palazzo Triennale
Milano

Voto: 9
di

torna in Italia

Non ci poteva essere modo migliore e più sorprendente per trascorrere una calda serata milanese che assistere al concerto di , la cantautrice italo islandese da alcuni anni sulla scena internazionale e che per l’occasione, ospite del Tri.p Festival, torna a Milano (“l’ultima volta avevo il pancione: ero incinta di 8 mesi”) con The Colorist.

Una trasformista che spazia tra i generi

Che la musicista del nord fosse una trasformista lo ha dimostrato più volte nella sua produzione discografica, spaziando tra generi differenti tra loro, dall’elettronica al folk. Sorprende però sentire quello che è in grado di realizzare in questa atipica collaborazione con i The Colorist, un ensamble musicale che non è una “semplice” band di accompagnamento ma una vera a propria rivoluzionaria tappa sonora nel mondo della Torrini.

Emiliana Torrini Milano 2018
Strumenti “Ikea” per la pop chambre orchestra

Atipici i The Colorist lo sono fin dalla loro formazione: otto elementi che suonano la viola, il violino, tastiere (in tre tipologie differenti), il sax, il basso/contrabbasso ed il resto sono strumenti a percussione ma non tradizionali bensì alcuni sono modello “Ikea” ovvero in ed autocostruiti. L’orchestra belga (una “pop chambre orchestra” come si definiscono loro) riarrangia con il suo personale stile le canzoni di molti songwriter (più o meno noti) rendendo il repertorio completamente differente: un lavoro di “coveraggio” creativo ed evolutivo.

Un suono stupefacente

Il risultato che tutto questo produce dal punto di vista sonoro è stupefacente, una macchina ritmica incredibile, possente ed incisiva anche se i non sono mai elevati. Stilisticamente e ritmicamente amalgamano e scandiscono molte cose: musica classica, folk, elettronica (che è presente nella giusta misura), jazz, pop, accenni di tango, ambient e trance music ed anche momenti sperimentali…. Insomma nell’ora e mezzo di concerto non ci si trova mai ad ascoltare qualcosa di simile al momento precedente,

La sinergia tra scrittura, esecuzione e interpretazione.

Le canzoni della Torrini si stravolgono e si arricchiscono, lei le reinterpeta adattandosi a questa nuova vita dimostrando così una grande versatilità sia interpretativa che di arrangiamento. Il tutto però non è assolutamente sbilanciato nel senso che non è il gruppo a prendere il sopravvento ma è uno stretto lavoro sinergico tra scrittura, esecuzione e interpretazione.

E’ un concerto di un’ora e mezza in cui succede di tutto, spesso si viene rapiti da questa band/musica aliena che ti fa ballare, dondolare, che ti culla e ti sveglia, che ti fa concentrare ed anche divertire. Ogni brano è una sorpresa che può anche iniziare in un modo per terminare in un altro. Insomma c’è “tanta roba” con un unico filo rosso che lega il tutto: quello della qualità della musica.

La ninna nanna napoletana

Front woman è ovviamente lei, che con un camicione colorato racconta storie ed introduce le singole canzoni in maniera divertente ma sopratutto le interpreta con grande passione, ottime doti vocali ed anche un piccolo sipario di dance. Manda poi tutti a casa con una ninna nanna ispirata (per sua spiegazione) dal folk napoletano, da quelle canzoni che ascoltava con suo padre quando veniva in Italia (a Napoli, di cui è originario il padre mentre la madre è islandese).

Il valore creativo della musica

Quello della Torrini con i The Colorist è un concerto (disponibile anche su disco) che ti riconcilia con la musica, ti fa capire che questa può (e deve) avere un valore creativo, è ricerca, superamento di schemi e di consuetudini, è tecnica (e qui ce n’è molta) ma è anche cuore (e qui ce n’è tanto tanto). E’ un concerto che dimostra come si possa andare oltre ogni schema stilistico, di come ci sia la possibilità di abbattere muri e spostare più in là il confine senza pensare al solo riscontro di pubblico o di vendita. Creatività, genialità e lungimiranza sono le chiavi con cui interpretare un concerto che alla fine non ti tiene fermo, ti diverte e sorprende.

Tanta roba… zanzare incluse

Un concerto ricco, pieno di tante cose (incluse le zanzare…. è la stagione) ma purtroppo povero solo di pubblico anche se caldo (ed accaldato). Un vero peccato averlo perso

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