ANI DI FRANCO: divertimento, il gusto di suonare e la voglia di comunicare. Recensione Concerto Milano

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ANI DI FRANCO
05 Luglio 2017
Carroponte
Milano

Voto: 7,5
Di Luca Trambusti

Il doppio appuntamento live in Italia con la cantautrice americana arriva ad un mese dall’uscita del suo nuovo album: Binary è infatti disponibile dallo scorso 9 giugno. A presentarlo dal palco due occasioni: a Roma ed a Milano. Due concerti differenti per scaletta tra di loro ma accomunati dalla capacità di scrittura e di esecuzione della 47 enne americana (in splendida forma).

Non c’era grandissima folla al concerto milanese, sicuramente c’erano più zanzare che umani ma la performance della musicista e del suo gruppo è stata di grande calore e trasporto.

Si parte col botto

L’inizio dell’esibizione è subito col botto “Shy”, uno dei suoi brani più amati dal pubblico il quale la accoglie con affetto. Sul palco una formazione minimale: la DiFranco alla voce e chitarra acustica, una batteria ed un contrabbasso (durante il concerto sarà suonato sia pizzicato che con l’archetto). Sin da subito la cifra del concerto e dello stile dell’autrice sono chiare: nessun “tradimento”, nessuna concessione ad altro. Folk, canzone d’autore, funk e soul sono gli elementi stilistici che si mischiano tra loro. Al centro della scena (e non solo fisicamente) c’è lei, con la sua voce, le sue canzoni ma soprattutto con la sua chitarra, il suo modo di suonarla e di accordarla. Nemmeno la presenza di un secondo chitarrista elettrico (che entra a concerto avanzato) riesce a spostare la centralità dell’acustica. Solo nella finale Binary l’elettrica ha uno spazio più ampio che comunque condivide con l’evidente presenza dell’acustica

Il modo di suonare la sei corde è inconfondibile e la Di Franco è un’ottima chitarrista, lo è tecnicamente e nell’uso complessivo dello strumento. Quello che maggiormente colpisce nelle sue esibizioni live è la capacità, ampiamente confermata in occasione del live di Milano, di unire l’aspetto tecnico e formale con quello sostanziale e di farlo attraverso l’esplorazione di diversi stati emotivi: c’è la rabbia, c’è la passione, c’è il divertimento ma soprattutto c’è il gusto di suonare e la voglia di comunicare.

L’empatia di Ani Di Franco con il pubblico

Ani entra subito in empatia con il pubblico, spesso introduce le canzoni raccontandone il significato. D’altronde per lei la musica è anche veicolo di protesta e di rivendicazioni sociali, di difesa dei diritti delle donne e dei più deboli. Scherza anche, come quando introduce “Indipendence Day” dicendo “Ieri 4 luglio ero a Roma ed era il giorno dell’indipendenza. Però non ho suonato questa canzone, Lo faccio oggi in ritardo ma io arrivo sempre più tardi”.

Dal punto di vista sonoro il concerto nella sua essenzialità è completo, la chitarra di Ani riempie ogni spazio e sebbene le sue canzoni puntino molto sul “messaggio” e sui contenuti tematici non sono mai verbose. In generale c’è un ottimo bilanciamento tra parole e musiche. Spesso momenti tutti strumentali prendono il sopravvento ed ecco allora che la chitarra “gioca” con il contrabbasso oppure sempre la sei corde diventa protagonista con assoli di grande qualità.

Le ballate lente

Pur con qualche concessione alle ballate più lente in generale la spinta sonora ed il ritmo sono alti. Solo nella terza parte del concerto c’è un momento di “stanca”, in cui le canzoni non hanno una grande forza ed un evidente coinvolgimento Ma è una leggera caduta di tono e già con “Play God” si risale subito per arrivare al top con l’esecuzione di “Binary” tittle track dell’ultimo album. L’esecuzione del brano è preceduta dall’introduzione di Heidi, una storica collaboratrice del suo staff, che legge in italiano il testo della canzone che parla dell’uso della tecnologia, delle vessazioni che questa può portare e della coscienza nell’uso. Temi di grande attualità e gravità che confermano quale sia l’attenzione di Ani DiFranco verso il mondo reale.

Nel complesso il concerto è gradevole, Ani ha carisma e personalità (figli anche di una lunga esperienza), riempie il palco e convince con un’ora e mezza d’intenso spettacolo.

ANI DI FRANCO – Recensione concerto live Milano


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